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A Trento, alla fine di questa
settimana (sabato 11 settembre), si avvierà la fase conclusiva della
costituzione di Mediacoop, l’associazione che raggrupperà e
rappresenterà le cooperative editoriali, giornalistiche e della
comunicazione italiane e le testate dell’editoria di idee e valori.
L’associazione copre un vuoto che negli ultimi tempi era diventato
particolarmente evidente e lasciava indifeso, in un momento di
cambiamenti e tensioni forti, un settore decisivo e pure mai
direttamente rappresentato e tutelato del mondo dell’informazione.
La nostra cooperativa ha sollecitato
la nascita di questa nuova realtà associativa, ha partecipato fin
dall’inizio al suo processo costitutivo, ha denunciato in tutte le
sedi l’anomalia di una situazione che vedeva affidati i compiti di
rappresentanza dell’universo delle cooperative operanti nel campo
dell’informazione a soggetti nati per rappresentare e difendere
altri valori e interessi, spesso difficilmente riconducibili ai
nostri: quelli che, specialmente negli ultimi anni, abbiamo sentito
minacciati o messi in discussione. Siamo perciò soddisfatti del
risultato raggiunto e ci impegniamo fin d’ora a garantire
partecipazione e sostegno alla nuova associazione. Ma la costituzione
di Mediacoop non vale solo per noi.
Le cooperative giornalistiche e editoriali sono, infatti, una presenza
consistente, vitale anche se poco conosciuta del sistema
dell’informazione del nostro paese. In un tempo di concentrazioni e
aziende globali dimostrano la possibilità di un altro modello
informativo, dal momento che a un’organizzazione del lavoro fondata
sulla cooperazione, sulla redistribuzione delle occasioni di lavoro
invece che dei profitti, corrisponde un’altra qualità del prodotto
giornalistico, attento a protagonisti e mondi che spesso sfuggono allo
sguardo dei grandi media. A queste realtà, che contano milioni di
copie e lettori e che sono spesso l’unico mezzo attraverso cui reti
articolate di soggetti politici e sociali nuovi si tengono in contatto
e dialogano, è mancata la necessaria visibilità e una capacità
“lobbistica” (quel lobbismo democratico che si dichiara nelle
battaglie aperte e nelle motivazioni trasparenti) tanto forte e
autorevole da affermare, con pari dignità rispetto agli altri, il
loro punto di vista nelle scelte politiche e legislative.
Le nostre ragioni, per esempio, non
hanno trovato il giusto rilievo nella riforma dell’editoria di tre
anni fa di cui cogliemmo subito la parzialità e denunciammo il limite
nella sfuggente individuazione di criteri utili per definire una volta
per tutte le esperienze giornalistiche e le aziende meritevoli di
sostegno pubblico e quelle, invece, da escludere poiché di questo si
servono in modo e misura impropri. Queste ragioni sono state
addirittura ignorate nella più recente riforma del sistema
radiotelevisivo che ha imposto al mercato pubblicitario regole dannose
per tutta la carta stampata e in modo particolare per quella non
profit e locale a cui non si riesce nemmeno a dedicare un codicillo
che garantisca la destinazione di una quota degli investimenti
effettuati in questo settore dalle istituzioni. Ma non sono solo le
leggi a essere inadeguate. Il nostro elenco delle doglianze è lungo.
Comprende il tema delicato del contratto dei giornalisti, di fatto
inapplicato nella maggior parte delle aziende e che va perciò reso
compatibile (un contratto specifico, ragionevole e perciò
conseguentemente esigibile “senza se e senza ma”) con una realtà
economica e produttiva che non può certo misurarsi con le
disponibilità delle grandi ammiraglie dell’informazione. E arriva
fino alle sfavorevoli condizioni dell’accesso al credito e alle
rilevanti difficoltà provocate dalla mancanza di strutture di
supporto e servizio (il consorzio da noi tante volte invocato) che ci
permettano di crescere tutti insieme come clienti e interlocutori di
tipografi, cartai, spedizionieri, distributori, poste, banche, enti
pubblici, istituzioni, ecc.
Mediacoop si costituisce per mettere
riparo a questo svantaggio di posizione. Il manifesto
che verrà discusso a Trento affronta tutti i nodi essenziali e indica
la direzione di marcia che la nuova associazione seguirà. È un
documento che tratta di interessi concreti ma non dimentica mai che
questi sono proponibili e difendibili solo in quanto
“giustificati” da finalità più elevate e generali, riconosciute
e tutelate dalla nostra Carta fondamentale.
Mediacoop è un soggetto nuovo; alle
sue spalle ci sono però le esperienze consolidate di tutti i soggetti
fondatori e quella, importantissima, di Media non profit, il
tavolo di piccoli editori che negli ultimi tre anni ha realizzato
un’alleanza tra aziende e testate di diversa ispirazione, e si è
affermato come interlocutore autorevole a tutti i livelli. Intorno a
quel Tavolo è maturata un’abitudine al confronto, al rispetto delle
posizioni di tutti, alla discussione franca e serena che hanno
arricchito i partecipanti. Sarà questo il modello di rapporti che
Mediacoop dovrà far suo, per diventare in breve tempo (se saprà
operare, se saprà convincere) l’associazione “a vocazione
unitaria” delle cooperative editoriali e della comunicazione alla
quale possano aderire tutti coloro che operano nello stesso campo e
condividono gli stessi valori.
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