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Assegni formativi per i lavoratori e incentivi
alle imprese, assegni di servizio, misure per sostenere l'occupabilità
e la stabilizzazione delle condizioni di lavoro, la sicurezza e la
regolarità: sono solo alcuni degli strumenti dei quali si è dotata la
Giunta della Regione Emilia Romagna approvando, mercoledì scorso, il
progetto di legge sulle "Norme per la promozione dell'occupazione,
della qualità, sicurezza e regolarità del lavoro". Un provvedimento
nel campo delle "politiche attive del lavoro" che trasforma la regione
"rossa" in un laboratorio d'eccellenza, nonché in un contromodello
rispetto alla linea del governo nazionale di centrodestra in materia
di mercato del lavoro. Ma che nessuno provi a definire questa legge
una "anti-Biagi", ha ammonito il presidente della Regione Vasco Errani.
"Non si fanno mai leggi 'anti', ma leggi 'per' - ha detto Errani
durante la conferenza stampa di presentazione del provvedimento -, per
la nostra gente, per i nostri ragazzi", aggiungendo che "non abbiamo
valicato le nostre competenze". E l' assessore al Lavoro, Mariangela
Bastico, ha sottolineato che "in Emilia-Romagna non vogliamo normare
in modo diverso i diritti dei lavoratori e non faremo certo un nuovo
statuto dei lavoratori".
Il pdl della Regione Emilia-Romagna dà il via a una pluralità di nuovi
strumenti con l'obiettivo primario di promuovere la piena occupazione,
una migliore qualità del lavoro, la sua regolarità e sicurezza.
Inoltre, alla luce degli scenari occupazionali attuali e di
previsione, la Regione intende favorire condizioni lavorative stabili,
per consentire alle persone una visione del futuro che non sia legata
a scenari di precarietà e incertezza.
La Regione promuove prioritariamente l'inserimento e la permanenza nel
lavoro delle persone a rischio di esclusione, perché una "buona"
occupazione, secondo il pdl regionale, è quella che accompagna e
mantiene al lavoro le fasce più deboli, come i disabili e i soggetti
disagiati economicamente o socialmente.
Priorità trasversale a tutto il pdl - coerentemente con le strategie
europee per l'occupazione - è quella che riguarda le donne,
riconosciute tra i soggetti che contribuiscono in modo essenziale al
mercato del lavoro della regione e alla crescita economica dei
territori, ma che, tuttavia, sono ancora vittime di discriminazioni e
spesso costrette a scegliere tra lavoro fuori casa e cura della
famiglia. Pertanto, la "buona" occupazione è quella che permette la
conciliazione tra lavoro e impegni familiari.
"Con questo provvedimento - ha detto ancora Errani - ci poniamo
pienamente all' interno della strategia europea fissata a Lisbona,
perché intendiamo investire sulla qualità del lavoro, che significa
miglioramento della qualità della vita delle persone e maggiore
competitività delle imprese. Abbiamo sottoscritto un patto per la
qualità con le forze sociali - ha ricordato - che è il nostro punto di
riferimento". |