SICUREZZA

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Edilizia

Nel 2003 
le vittime 
sono state 215

Materiali

 

Rapporto Fillea
edilizia 2003

I cantieri 
degli immigrati

 

Infortuni 
sul lavoro

Per l'Inail lieve calo nei primi sei mesi del 2003

 

Sommerso, 
le proposte 
della Cgil

Reprimere 
sul serio

 

Settembre 2003

A Roma è emergenza sicurezza

 

Giugno 2003

Già 104 vittime dall'inizio dell'anno

 

L'edilizia 
nel Lazio

Imprese micro

 

Istat, 1995-99

Il 15% del lavoro italiano è in nero

 

Sommerso

La relazione dell'Agenzia 
delle Entrate

Indice 

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Edilizia / Rapporto della Fillea Cgil sugli infortuni mortali

Nel 2003 le vittime sono state 215

Nel 2003 sono state 215 le vittime nei cantieri edili italiani. E’ quanto afferma in una nota la Fillea, il sindacato degli edili della Cgil, che sul sito www.filleacgil.it quotidianamente segue gli incidenti mortali che si verificano nei cantieri italiani. In Italia ben il 38% degli infortuni sul lavoro interessano il settore delle costruzioni, uno dei più esposti. Questi dati, però, non tengono conto degli incidenti che passano sotto silenzio, perché i lavoratori colpiti spesso sono “irregolari” e non vengono registrati né dall’anagrafe delle Casse Edili né da quella dell’Inail. 

Nell’edilizia nel 2002 gli infortuni non mortali sono stati 99.247, contro i 102.214 del 2001. Il costo degli infortuni nel settore delle costruzioni si aggira intorno ai 5 milioni di euro, l’8% del PIL. La Fillea lancia l’ennesimo grido d’allarme. In Italia, infatti, si muore lavorando più che negli altri paesi europei. Nell’Unione Europea il dato medio di casi mortali per centomila occupati è 2,7, mentre quello italiano è 3,3. E sono soprattutto i lavoratori delle piccole imprese a correre i rischi maggiori.

“Il numero dei morti nel 2003 – sottolinea il segretario generale della Fillea Cgil, Franco Martini - rappresenta ancora un altissimo tributo pagato allo sviluppo ed alla crescita. Serve a poco alimentare la polemica sulla statistica, che parla di una diminuzione degli infortuni. E’ chiaro che ciò rappresenta il risultato di una azione forte ed incessante delle forze impegnate su questo fronte, a partire dai sindacati. Ma la statistica – aggiunge Martini - fotografa il lavoro ufficiale, mentre sfugge al controllo la vasta area del lavoro sommerso ed illegale, fonte di gravi inadempienze ed evasione dalle leggi e dalle norme antinfortunistiche. Dopo i gravi fatti di Genova il governo aveva assunto impegni formali nella lotta contro gli infortuni, ma nei fatti l’unico atto concreto è una delega volta a modificare in peggio la norma antinfortunistica ed un avviso comune firmato con le parti sociali del settore che rischia di rimanere lettera morta se non faranno seguito decisioni concrete del governo, di cui, ad oggi, non vi è traccia. Per questo - conclude Martini - la categoria proseguirà la sua mobilitazione. Lo sciopero generale di otto ore della provincia di Torino per chiedere il rispetto degli accordi sottoscritti nei cantieri sulla sicurezza nei luoghi di lavoro è la prima iniziativa importante dell’anno alla quale ne seguiranno altre nel resto del Paese.”

Una vittima su sei era un immigrato
Su 215 morti, 32 persone (il 15%) erano straniere. Un dato che rileva come sia cambiata la mappa di chi lavora nei cantieri edili italiani. E metà delle vittime venute a lavorare in Italia avevano tra 26 e 35 anni. La maggior parte delle vittime aveva tra i 26 e i 35 anni e tra i 46 e 55 anni. Purtroppo si contano tra le vittime anche due minorenni: uno di 15 e un altro di 17 anni. 

La causa più frequente: la caduta dall'alto 
La causa più frequente è la caduta dall’alto (38,5%). Le altre cause sono: travolto da gru, carrello elevatore o ruspa (15,4%), il crollo di una struttura (15%), colpito da materiali di lavoro (9,2%), ribaltamento del mezzo (9%), folgorato (7,5%). Il restante 5,4% è rimasto vittima per altri motivi.

La regione che registra il maggior numero di morti bianche è la Lombardia con 41 morti seguita dalla Toscana (23), il Veneto (22) e il Lazio (16). Tutte le regioni italiane hanno avuto almeno una vittima nei cantieri edili nel 2003.

Sono stati i mesi di maggio e settembre quelli più “neri” per quanto riguarda la mortalità nei cantieri edili nel 2003. Anche giugno e luglio, i mesi estivi insomma, hanno registrato un aumento degli incidenti.

Lunedì e venerdì le giornate più a rischio
Gli infortuni mortali accadono più frequentemente nel giorno di lunedì e venerdì, ma ci sono anche parecchi infortuni che si verificano nei giorni festivi.

Una ricerca elaborata dalla Fillea Cgil rileva che Il 45,9% degli incidenti si verifica nella tarda mattinata, prima dell’interruzione per il pranzo. Negli altri tre intervalli temporali considerati (inizio lavoro, inizio ripresa lavoro e verso la fine lavoro) la distribuzione degli incidenti si presenta in un modo pressoché uniforme.

 

(22 gennaio 2004)

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