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Ogni anno nel mondo si contano circa 270 milioni
di vittime di incidenti sul lavoro, circa 160 milioni di vittime di
malattie professionali e circa 2,2 milioni di persone, in media 6.000
al giorno, morte per incidente o malattie connesse al lavoro. 440 mila lavoratori sono
uccisi da sostanze tossiche. Solo l’amianto provoca circa 100 mila
morti. Il costo complessivo generato da
incidenti, decessi, malattie ecc. è una cifra astronomica: 1.251.353
milioni di dollari Usa, pari al 4% del Pil mondiale. Sono solo alcune
delle statistiche fornite dall'Organizzazione internazionale del
lavoro in occasione della Giornata mondiale della sicurezza e della
salute sul lavoro, che quest'anno cade in un anniversario
particolarmente tragico: vent'anni fa, infatti, a Bhopal (India),
un'esplosione della fabbrica di pesticidi della Union Carbide uccise 2 500 persone e ne ferì oltre 200
mila nell’arco di poche ore causando negli anni successivi altri 20
mila morti.
Oggi lavoratori, datori di lavoro, governi ed enti di tutto il mondo attivi nel settore della salute e della sicurezza, in collaborazione con
l’Oil, celebrano la Giornata mondiale ponendo l’accento sulla necessità di creare una nuova «cultura della sicurezza» al fine di ridurre o prevenire gli incidenti sul lavoro e le malattie professionali.
Da Addis Abeba allo Zimbabwe, da Bhopal al Belgio, l’OIL e i suoi costituenti organizzano una serie di eventi che includono commemorazioni dei lavoratori morti o feriti sul luogo di lavoro, conferenze, manifestazioni e dibattiti pubblici intesi a promuovere una « cultura della sicurezza » sollecitata in occasione della Conferenza internazionale del Lavoro dell’OIL dello scorso anno.
I dati terribili forniti dall'Oil proseguono: ogni anno muoiono 350
mila persone in incidenti di lavoro, la metà nel settore agricolo.
Ogni anno muoiono 22 mila bambini sul lavoro. Il 37% dei minatori
sudamericani è affetto da silicosi, una malattia polmonare mortale
causata dall'inalazione di polveri di silice. Circa il 10% dei tumori
alla pelle è dovuto all'esposizione a sostanze tossiche nei luoghi di
lavoro.
Presentando questo bollettino di guerra - che non è solo atroce ma
comporta, come visto, anche oneri economici altissimi - l'Oil
punta a ricordare l’importanza della prevenzione degli infortuni e malattie legate al lavoro.
La Giornata mondiale trae la sua forza dalla tradizionale struttura tripartita dell’OIL e dal dialogo sociale che riunisce lavoratori, datori di lavoro e governi nell’intento di accrescere la consapevolezza sulla questione della salute e della sicurezza.
I dati dell'Inail sull'Italia
In Italia - secondo le stime dell'Inail presentate oggi - nel 2003 gli
incidenti sul lavoro sono stati 951.834 (881.178 nell'industria e
servizi e 70.656 in agricoltura), concentrati soprattutto nelle
regioni del nord (in particolare Lombardia, Emilia Romagna e Veneto),
mentre le cosiddette morti bianche hanno raggiunto quota 1.311 (1.205
nell'industria e servizi e 106 in agricoltura). ''Gli incidenti sul
lavoro, oltre a costituire un problema sociale, pesano anche
sull'economia, con un costo annuo che in Italia e' valutato in 28
miliardi di euro, per un'incidenza di 3 punti di Pil'', ha rilevato il
direttore generale dell'Inail Maurizio Castro aggiungendo che ''anche
se oggi l'Italia si posizione sotto la media europea per gli infortuni
sul lavoro, quattro morti al giorno e' comunque un prezzo che il
sistema paese non puo' continuare a pagare''. I dati italiani del
2003, comunque, confermano il trend positivo che gia' nel 2002 aveva
portato ad una riduzione del 3,5% degli incidenti sul lavoro e che lo
scorso anno ha prodotto un ulteriore calo dell'1,8%. In particolare,
le statistiche dell'Inail sottolineano il crescente contributo dei
lavoratori nati in paesi extracomunitari,
il cui tasso di incidentalita' e' decisamente piu' elevato rispetto a
quello medio nazionale (55,6 contro 43,2 per 1.000 occupati) e che nel
2003 hanno subito 105.000 infortuni e 147 morti, pari a circa l'11%
del totale.
La campagna dell'Oil
«La campagna globale sulla sicurezza promossa quest’anno in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro offre a governi, datori di lavoro, operatori del settore della salute e della sicurezza ed altri attori rilevanti una nuova occasione di partecipare agli sforzi dell’OIL per rendere i luoghi di lavoro più sani e sicuri per tutti i lavoratori»,
ha dichiarato il Presidente della Finlandia, Tarja Halonen, in uno speciale messaggio preparato per l’occasione.
Il Direttore Generale dell’Ufficio internazionale del Lavoro, Juan Somavia in un altro messaggio dedicato a questa giornata
ha invece detto che «una vera cultura della sicurezza deve essere alimentata e sostenuta dal partenariato e dal dialogo. I governi, i datori di lavoro e i lavoratori, all’interno di un quadro condiviso di diritti, di responsabilità e doveri, devono trovare un terreno comune e creare luoghi di lavoro sani e sicuri. Sono fermamente convinto che questa sia una delle aree più fertili per
ottenere un ampio consenso nel mondo del lavoro».
Questi dati allarmanti - sottolinea l'Oil - dimostrano la necessità di adottare misure di prevenzione più efficaci traendo spunto dalle Convenzioni e dalle misure di sicurezza concrete formulate
dall’Organizzazione internazionale del Lavoro. Questo è il primo passo verso una vera « cultura della sicurezza » a livello mondiale.
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