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“Costruire in sicurezza”: è lo slogan per la
Settimana europea del 2004. Una campagna d’informazione con cui
l’Agenzia di Bilbao si pone l’obiettivo di sensibilizzare e
promuovere attività per fare dell’Europa un luogo dove la salute e
la sicurezza sul lavoro siano rispettate. Fino a oggi queste campagne
si sono occupate di temi piuttosto ampi (disturbi muscoloscheletrici,
infortuni sul lavoro, stress e sostanze pericolose), riguardanti vari
ambiti dell’economia. La Settimana di quest’anno è la prima
incentrata su un comparto specifico, le costruzioni, per cui sono
state apportate alcune modifiche rispetto al modello precedente. Per
la prima volta, s’intende portare il messaggio direttamente nei
luoghi di lavoro, senza limitarsi a una comunicazione “per
interposta persona”, com’è avvenuto negli anni precedenti. Con
l’allargamento dell’Ue dal prossimo 1° maggio, inoltre, la
campagna sarà molto più vasta, in quanto gli Stati membri
interessati saranno 25 e le informazioni dovranno essere diffuse in più
di 20 lingue.
Essendo i luoghi di lavoro l’obiettivo,
l’Agenzia intende favorire in modo speciale la partecipazione e
l’appoggio delle parti sociali, considerate essenziali per la
diffusione del messaggio tra i diretti interessati. Lo scopo è anche
quello di rafforzare la dimensione europea della Settimana e di
aumentarne la visibilità. Proprio per questo, il suo lancio avverrà
nello stesso giorno (il prossimo 30 aprile) in tutti i paesi. Non
solo. Quest’anno la Settimana propriamente detta sarà la stessa in
tutt’Europa: dal 18 a 22 ottobre. La campagna riguarderà tutte le
attività di costruzione e quelle connesse, comprendendo, oltre ai
lavori edili in senso stretto, quelli di genio civile e di
demolizione. Sono considerate attività di costruzione, rientrando
quindi nel programma della Settimana, anche la manutenzione e
riparazione degli edifici (compresi quelli contenenti amianto), la
tinteggiatura e la decorazione, la ristrutturazione di monumenti, il
rifacimento delle strade ed eventualmente alcuni lavori che riguardano
i gasdotti e gli oleodotti. L’edilizia rimane uno dei settori più
pericolosi. Oltre ai rischi di incidenti, mortali e non (con al primo
posto le cadute dall’alto), numerosi sono i problemi legati
all’attività del comparto: disturbi muscoloscheletrici
significativamente superiori alla media dell’industria europea, con
un lavoratore su due affetto da dolori nelle zone lombari;
esposizione a sostanze nocive, tra cui potenti cancerogeni, quali
l’amianto e gli Ipa (idrocarburi policiclici aromatici); probabilità
di danni alla salute legati all’attività lavorativa, di gran lunga
superiore rispetto ai rischi che corrono gli addetti di qualsiasi
altro settore.
I costi in termini di sofferenza umana sono
inestimabili, ma c’è anche un aspetto economico da considerare (a
cominciare dalle spese mediche), la cui stima ammonta all’8,5 per
cento dei costi complessivi di un progetto di costruzione. Per la
Settimana 2004 è già stato prodotto diverso materiale,
disponibile nel sito web dell’Agenzia (http://ew2004. osha.eu.int) e
in quello del focal point italiano (www. ispesl.it). Si tratta del
poster della campagna, del pieghevole d’informazione generale e di
premiazione per le “buone pratiche” e di cinque schede informative
(della serie fact sheet): la n. 51 “Amianto in edilizia”, la n. 50
“Gestione del rumore in edilizia”, la n. 49 “Lavorare sui tetti
in maniera sicura”, la n. 48 “Salute e sicurezza nei cantieri di
piccole dimensioni”, la n. 36 “Prevenzione infortuni nel settore
edile”. Prossimamente, sarà pubblicato anche un “Rapporto di uno
studio di casi”, che utilizza una quindicina di esempi forniti dagli
Stati membri che hanno contribuito a ridurre i rischi nel settore.
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