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E' iniziata la seconda giornata del 18esimo
congresso della Cisl internazionale, riunito a Miyazaki, nel sud del
Giappone. Il tema del congresso di quest'anno è la solidarietà tra i
sindacati per costruire un mondo migliore e combattere gli abusi della
mondializzazione. Oltre 1.000 delegati partecipano alla riunione che
si chiuderà venerdì prossimo. Nel corso del congresso, che giunge in
un momento di grande volontà di espansione commerciale tra i Paesi
asiatici e il resto del mondo, una particolare attenzione sarà data
alle questioni di parità, al rispetto delle norme internazionali del
lavoro e alle azioni specifiche che possono essere fatte per
combattere e almeno ridurre l'Aids a livello globale. In quest'intervista,
il segretario generale Guy Ryder anticipa le questioni principali che
saranno affrontate dal congresso.
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Come intende affrontare la Cisl internazionale
il tema della globalizzazione, che ha un impatto enorme sui lavoratori
di ogni paese?
Più che mai i sindacati, per organizzare e rappresentare con efficacia
i lavoratori, devono tener conto della dimensione internazionale. Un
sindacalismo efficace dipende dalla solidarietà, così come il
superamento delle gigantesche sfide che ci aspettano dipende dalla
nostra capacità di organizzare la solidarietà a livello globale.
Intendiamo trasformare la globalizzazione e raggiungere milioni di
lavoratori non sindacalizzati. Questo significa che dobbiamo guardare
ai nostri metodi di lavoro e alle nostre strutture internazionali, che
non sempre sono state all'altezza dei compiti. La sfida interna più
significativa è come avvicinare il lavoro sindacale nazionale a quello
internazionale. Solo quando saremo riusciti a farlo potremo aspettarci
di avere il necessario impatto sulle istituzioni governative,
imprenditoriali e internazionali.
Le strutture sindacali internazionali non sono sempre ben comprese,
persino all'interno del movimento sindacale. Che cosa si può fare per
superare questo problema?
È vero che spesso le nostre strutture non sono comprese, e che i
lavoratori non sanno cosa fanno i loro organismi sindacali
internazionali. Talora non conoscono neppure la loro esistenza.
Proprio per questo diventa prioritario creare un rapporto più
significativo tra le organizzazioni sindacali internazionali e
nazionali. Il congresso deciderà se fare dei passi per costruire
un'organizzazione sindacale internazionale nuova e unificata,
guardando anche al modo in cui le diverse parti regionali e globali
della Cisl internazionale possono lavorare assieme con più coesione
per avere maggiore impatto. Parallelamente cercheremo di rendere le
nostre decisioni e il nostro lavoro di sensibilizzazione più efficace
e flessibile, così come ci siamo già sforzati di fare in questi anni.
Proponiamo anche di intensificare il partenariato delle Global Unions
che si è sviluppato negli anni recenti, costruendo una cooperazione
più sistematica.
Questo sarà dunque l'ultimo congresso della Cisl internazionale?
Anche se la Cisl internazionale decidesse di procedere verso la
creazione di un nuovo sindacato internazionale, il nostro statuto ci
richiede di tenere un congresso per sciogliere il sindacato, prima che
la Cisl internazionale sia trasformata, assieme alla Cmt e ai centri
nazionali democratici non affiliati, in una nuova organizzazione. I
valori e i principi della Cisl internazionale rimarranno la base del
nostro lavoro.
Quali saranno dunque i momenti più significativi del congresso?
Mi piace pensare che il punto più alto dei cinque giorni sarà il
dibattito sulla bozza di risoluzione «Globalizzare la solidarietà»,
presente nel rapporto tematico congressuale. Tale risoluzione indica i
cambiamenti necessari nei metodi e nelle strutture affinché la Cisl
internazionale sia in grado di tradurre in realtà gli impegni assunti
dal Congresso. Saranno poi discusse altre risoluzioni che riguardano
una serie di argomenti specifici, per fissare i dettagli della nostra
attività nei prossimi anni. Ciascuna di queste risoluzioni si conclude
con punti d'azione mirati a tradurre in realtà gli impegni presi.
Altre discussioni e attività speciali saranno dedicate ai temi
dell'ingiustizia, della povertà, della disuguaglianza, della lotta
all'Aids. A parlarne, in particolare, saranno i leader nazionali del
Giappone, della Finlandia e della Tanzania.
Questo è il tuo primo congresso in qualità di segretario generale.
Quali impegni ti senti di assumere?
Il presidente Fackson Shamenda e io faremo il possibile affinché le
organizzazioni affiliate mettano in campo tutto l'impegno e la
solidarietà necessari per far fronte alle sfide e rispondere alle
aspettative dei nostri iscritti. Abbiamo lavorato sodo per garantire
che i lavori del congresso siano più interattivi e dinamici di quanto
non lo siano stati finora. In questo congresso, insomma, intendiamo
lavorare per cambiare davvero. |