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Firenze / La dichiarazione finale del
Congresso di Global march |
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"Noi siamo il presente, la nostra voce
è il futuro" |
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"Oggi il potere è nelle nostre mani. Noi
definiamo il futuro. Noi siamo il presente e la nostra voce è il futuro!”
Si conclude con queste parole la Dichiarazione finale stesa dai giovani delegati a Firenze in chiusura del I° Congresso mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile.
"Sebbene il nostro Congresso sia stato un successo - dicono i
ragazzi -, ci mancano alcuni nostri importanti delegati. Questi ragazzi erano già stati selezionati per partecipare al congresso, tuttavia non hanno ottenuto i visti necessari per arrivare in Italia perché il governo italiano ha pensato che fossero un pericolo per la sicurezza e che alcuni di loro fossero troppo giovani. Questi ragazzi che non sono stati autorizzati a partecipare si sono sentiti molto discriminati. Nel Congresso sono mancate a tutti noi le loro idee, perché questi ragazzi provengono da regioni del mondo dove il lavoro minorile è molto comune. Al prossimo Congresso ci piacerebbe vederli partecipare, dal momento che la loro voce è la loro opinione ed il mondo deve poterla sentire."
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Firenze / La seconda giornata del congresso mondiale |
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L'appello dei bambini ai governi:
cambiate il nostro mondo |
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La parola ai bambini. A Firenze, nella seconda giornata
del congresso mondiale contro il lavoro minorile, sono iniziate le
relazioni dei delegati, che da ieri si sono raccolti in gruppi di
lavoro per elaborare indicazioni da fornire ai governi e alle
organizzazioni internazionali così da rendere più efficace la
battaglia contro lo sfruttamento dei minori. Parlano i protagonisti di
questa battaglia. Parla Dora, 16 anni, texana, che lavora con la
famiglia nei campi da quando era piccolissima; esposta al taglio degli
strumenti agricoli e all'intossicazione da pesticidi. Parlano Emily e
Linda. Parla Alice, 15 anni, che viene d alla Costa d’Avorio. “Ho iniziato a lavorare a sette anni in una discarica pubblica
- dice - raccogliendo gli scarti degli ospedali, e ho continuato così per un
anno. Adesso grazie a una Ong è stata ammessa ad un programma di
alfabetizzazione. Parla Shiv, 16 anni, indiano: “quando avevo dieci anni, un uomo mi ha portato via con l’inganno promettendomi cioccolato. Sono stato messo a lavorare in un’industria di produzione di tappeti e ci sono rimasto per quattro anni.
In quegli anni non sono stato mai pagato e a stento ho ricevuto cibo". Shiv è stato salvato dall’organizzazione BBA, ora frequenta la scuola e vive nel centro di riabilitazione gestito dall’organizzazione stessa.
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Firenze / Dal 10 al 12 maggio il Primo
congresso mondiale |
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La faccia peggiore della globalizzazione |
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di Titti Di Salvo |
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Arriveranno da tutto il mondo: ragazze e ragazzi
liberati dal lavoro minorile. Nel 1° Children’s World Congress
on Child Labour, a Firenze tra il 10 e 12 maggio, e, il 13, nella
marcia per le vie della città, saranno loro i protagonisti.
Rappresentano quei 250 milioni di bambine e di bambini costretti a
faticare nelle cave o nelle industrie, a cucire palloni o a tessere
tappeti, “nascosti” nel lavoro domestico e dei campi, obbligati
alla prostituzione e alla guerra. Promosso dalla Global March
against Child Labour e da Cgil, Cisl, Uil e Mani Tese, il
congresso farà il punto sui passi avanti compiuti nel contrasto al
lavoro dei bambini ma anche sulla distanza ancora così grande tra
impegni solennemente presi, comportamenti di governi, imprese,
istituzioni internazionali e nuove necessarie assunzioni di
responsabilità di fronte a dati che indicano l’aumento e non la
riduzione del lavoro minorile.
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Le proposte della Cgil |
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Quello scandalo che in troppi rimuovono |
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di Alessandro Genovesi
Dipartimento politiche attive del lavoro Cgil nazionale |
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Il lavoro minorile in Italia rappresenta, per
quantità e qualità, un fenomeno sempre più preoccupante, indegno
per un paese civile. Con queste parole inizia la “Piattaforma della
Cgil contro lo sfruttamento minorile”, presentata a Roma il 14
aprile (insieme a un Rapporto dell’Ires appositamente dedicato al
fenomeno) alla presenza del segretario generale, Guglielmo Epifani.
Con la nuova piattaforma “rivendicativa” la
Cgil punta quindi a ribadire e “rilanciare” il proprio impegno
(dopo la straordinaria campagna del 1997-98) nel contrastare le cause
economiche, sociali e culturali che spingono molti datori di lavoro a
prediligere forme di lavoro irregolare e illegale (dei minori e non
solo). E lo fa recuperando sia le migliori esperienze portate avanti
dai sindacati di settore sia un più generale tentativo di “sinergie
positive” che vede la confederazione collaborare con numerose realtà
associative e con numerose amministrazioni locali (è di poco tempo fa
il Protocollo di intenti contro il lavoro nero e dei minori,
presentato insieme da Cgil, Cisl, Uil e Libera).
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La
piattaforma della Cgil
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L'indagine Ires
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Tre metropoli, tre realtà diverse
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di Anna Teselli
Ricercatrice Ires |
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“Chi sono i minori che lavorano in Italia?”.
“Quali sono le loro storie di vita, i loro percorsi di inserimento
precoce nel circuito del lavoro?”. “In che modo le esperienze di
lavoro precoce concorrono a determinare condizioni di irreversibilità
nei percorsi di vita e quindi a contrassegnare destini sociali?”
Sono queste alcune domande al centro dell’indagine Ires sul lavoro
minorile in tre aree metropolitane – Milano, Roma e Napoli – che,
sulla scia dell’inchiesta Cgil del 2000, prosegue il percorso di
studio su questo fenomeno.
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(a cura di Davide Orecchio) |
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