SPECIALE / Palestina: la povertà avanza

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Sempre più drammatiche le condizioni economiche

Vivere o sopravvivere al di là del muro

di Sergio Bassoli

La tensione in Israele e nei territori occupati non accenna a diminuire. L’impressionante sequenza di attentati e ritorsioni degli ultimi mesi rende sempre più difficile la costruzione di un percorso di pace. Ogni volta che muta lo scenario e sembrano aprirsi nuovi spiragli, un nuovo attentato e una nuova ritorsione – gli ultimi in ordine di tempo risalgono a pochi giorni fa – giungono a riportare la situazione al punto di partenza. Nel frattempo nei territori occupati la disoccupazione e la povertà sono in continua crescita. In alcune zone la media della disoccupazione giunge fino al 70, e persino all’80 per cento. Ogni giorno l’economia subisce un danno equivalente a qualcosa come sei milioni di dollari americani. Inoltre sono state distrutte 37 mila abitazioni e 200 mila piante di olivi, tra cui alcune centenarie. “Con la costruzione del Muro – prevede Saer Saed, segretario generale del sindacato palestinese Pgftu, che incontriamo nel corso di un recente viaggio compiuto da una delegazione Cgil e Progetto Sviluppo – la situazione economica e sociale è destinata a peggiorare ulteriormente, con nuovi espropri e distruzioni di terreni agricoli e di case, e con perdita di ulteriori fonti di lavoro”.

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Il punto di vista israeliano / Intervista con Efraim Zilony (Histadrut)

Non possiamo dialogare 
se viviamo nel terrore

di Davide Orecchio

«Come possiamo dialogare col sindacato palestinese se siamo minacciati quotidianamente da atti di terrore?» «Come possiamo fare accordi col Pgftu se essi stessi non sono liberi di decidere nulla, se ogni loro atto dev’essere approvato da Arafat?» Provi ad ascoltare le voci del dialogo in tempi di guerra, forse immaginando di raccogliere sussurri in mezzo a scoppi d’esplosivo, e invece finisce che ti imbatti in una catena di questioni retoriche che implicano un tonante non possumus. «Non possiamo»: lo dice apertamente Efraim Zilony, dirigente dell’Histadrut – la confederazione sindacale israeliana. «Sappiamo che alla fine non potrà che esserci una soluzione di pace costruita attraverso il dialogo. Una soluzione imperniata sul principio “due Stati, due popoli”, grazie a cui la comunità israeliana e quella palestinese vivranno in sicurezza. Ma oggi noi siamo una nazione in guerra. Terrore e violenza non colpiscono solo la comunità palestinese, colpiscono anche la gente di Israele. E paghiamo molto sotto il profilo economico. La verità è che siamo in guerra dal 1948. Non abbiamo a che fare con episodi isolati, come ad esempio l’attentato in Spagna che ha sconvolto voi europei. Israele è in un conflitto permanente da quasi sessant’anni: la nostra società, dinanzi ad aggressioni terroristiche che si avvalgono persino di donne e bambini, è sempre più sensibile e reattiva.»

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 Video Reportage 1 / Testi e immagini dei video sono di Vittorio Longhi

Il Muro

Israele sta costruendo un muro lungo il confine della Cisgiordania per impedire il passaggio dei terroristi palestinesi. Sarà lungo circa 600 Km. E' alto 8 metri e largo 3,5. E' circondato da fossati larghi 100 metri. Costerà 1 miliardo di dollari a chilometro. La manodopera è in prevalenza palestinese. 

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 Video Reportage 2

Saed: il sindacato israeliano dialoghi 
con noi

Il leader del Pgftu: "Abbiamo fatto un accordo con l'Histadrut, e ci crediamo ancora. Ma dal 2000 i rapporti sono congelati". 

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 Video Reportage 3

Nusseibeh: l'accordo 
di Ginevra non risolve 
i nostri problemi

L'iniziativa di pace presa da personalità israeliane e palestinesi non può funzionare - per il rettore dell'Università Al Quds - perché è stata presa dall'alto.

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 Video Reportage 4

Arafat: i palestinesi sono allo stremo

L'incontro tra la delegazione 
della Cgil e il leader palestinese.
"Il muro sottrae il 58% della nostra superficie".

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 Video Reportage 5

Il campo profughi 
di Shu'fat

Il campo è all'interno dell'area metropolitana di Gerusalemme ed è nato nel 1966 con la deportazione di 150 famiglie palestinesi. Ma oggi nuovi insediamenti israeliani ne minacciano l'esistenza.

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 Video Reportage 6

Le scuole di Hebron 

Nel villaggio di Beit al Roush è stata completata l'edificazione di una scuola col contributo di Progetto Sviluppo Cgil. La scuola è aperta da un anno e ospita 85 studenti. Il distretto di Hebron è uno dei più poveri della zona. L'economia è di sussistenza.

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LINK

Anp

Pgftu

Centro per la democrazia e i diritti del lavoro

Università palestinese 
Al Quds

Agenzia Onu 
per i rifugiati palestinesi

Il sito 
di Edward Said

Labor Israel

Histadrut

Knesset

Biblioteca virtuale ebraica

La voce 
del popolo

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