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Il nuovo emendamento varato dal governo

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Riforma delle pensioni / Il nuovo emendamento varato dal governo

Dal 2008 in pensione a 60 anni 
con 35 di contributi

L'emendamento alla legge delega previdenziale approvato dal Consiglio dei ministri, e presentato il 19 febbraio alle parti sociali, prevede che fino
al 2007 i lavoratori che pur avendo maturato i requisiti di anzianità scelgono di restare al lavoro ricevano un superbonus. 

Nel 2008 i lavoratori dipendenti potranno accedere alla pensione di anzianità con 40 anni di contributi, oppure dopo aver raggiunto i 60 anni di età (oggi 57) e versato contributi per almeno 35 anni. Dal 2010 l'età per gli uomini sale a 61 anni (62 anni per gli autonomi). Nel 2013 l'intero sistema sarà sottoposto a verifica: se il risultato sarà giudicato insoddisfacente ci sarà un ulteriore scatto di un anno. Inoltre entra in vigore il "silenzio-assenso" sull'investimento del Tfr nei fondi pensioni.

Età pensionabile
Dal 2008 saranno necessari 40 anni di contribuzione, oppure 60 di età e 35 anni di versamenti. Successivamente, nel 2010, l'età richiesta salirà a 61 anni (62 per gli autonomi), fermi restando i 35 anni di contributi, ma solo per gli uomini. Per le donne non sono previsti infatti ulteriori aumenti dell'età anagrafica da abbinare ai 35 anni di contribuzione. Questi parametri potrebbero variare ulteriormente dopo il 2013, data in cui il governo ha fissato una prima verifica sull'andamento dei conti per la spesa previdenziale. Se i risparmi non avranno raggiunto lo 0,7% del Pil, si avrà un secondo scatto dell'età anagrafica richiesta a 62 anni per i dipendenti e a 63 per gli autonomi, fermo restando il principio dei 35 anni di contributi versati. Al momento (e fino al 2007) resta in vigore l'accoppiata 57 anni di età e 35 di contributi.

Pensione di vecchiaia
I requisiti per la pensione di vecchiaia restano 65 anni per gli uomini e 60 per le donne

Incentivi
Fino al 2007 i lavoratori che, pur avendo maturato i requisiti della pensione di anzianità (35 anni), scelgono di restare al lavoro riceveranno un superbonus netto in busta paga pari all'entità dei contributi (32,7 per cento).

Disincentivi
Il governo ha rinunciato all'ipotesi di introdurre forti penalizzazioni sul trattamento pensionistico (i cosiddetti disincentivi) per chi decide di andare in pensione con 35 anni di contributi.

Silenzio assenso per il Tfr
Con l'entrata in vigore della riforma scatta il principio del silenzio-assenso. Quindi, se il lavoratore non comunica nulla all'azienda, le sue quote future del Trattamento di fine rapporto non finiranno nella liquidazione, ma nei fondi pensione.

Via la decontribuzione
Dal progetto di riforma del governo è stata esclusa la norma che prevedeva il taglio fino a cinque punti dei contributi sui giovani di prima assunzione. La questione verrà affrontata in un secondo momento nell'ambito di un confronto più vasto tra esecutivo e parti sociali sul costo del lavoro.

Autonomi
Il governo ha assicurato che non saranno aumentati i contributi dei commercianti e degli artigiani, che oggi godono di una differenza di ben tre punti tra un'aliquota di computo (sulla quale si calcola la pensione) del 20% e un'aliquota contributiva (i contributi effettivamente versati) mediamente del 17%.

Finestre
Dal 2008 l'uscita dal lavoro non sarà più consentita nei mesi di aprile e ottobre, ma solo a gennaio e luglio. Questo comporterà un ulteriore allungamento di tre mesi, rispetto alla situazione attuale, dell'età pensionabile.

Precoci e lavori usuranti
Chi ha iniziato a lavorare a meno di 18 anni oppure svolge lavori particolarmente gravosi potrà continuare a godere del vecchio regime pensionistico che prevede, per la pensione di anzianità, i requisiti dei 57 anni di età e 35 anni di contributi. La tabella dei lavori usuranti dovrebbe rimanere invariata, ma in realtà non è mai diventata operativa mancando ancora il regolamento che dovrebbe essere emanato dal Ministero del lavoro.

(20 febbraio 2004)

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