Fiat Melfi / Il referendum nello stabilimento

I lavoratori dicono sì all'accordo

 

Una prova di democrazia sindacale. Con 3.740 sì (il 77,4 per cento dei votanti) i lavoratori della Fiat Sata di Melfi hanno approvato l’accordo raggiunto il 9 maggio scorso tra azienda e sindacati dei metalmeccanici (Fim, Fiom, Uilm, Ugl e Fismic). Hanno votato no 1089 persone, il 22,6 per cento. Buona anche la partecipazione: l’85,5 per cento degli aventi diritto, 4.249 dei quali nello stabilimento Sata e 582 nelle aziende terziarizzate. Contrari all’accordo, Fails, Slai Cobas e Alternativa Sindacale. Nei prossimi giorni voteranno anche i 3.200 lavoratori dell’aziende dell’indotto per i quali, oltre alle condizioni di lavoro, pesa un futuro occupazionale ancora incerto. Anche se, come spiega Giuseppe Cillis, segretario generale della Fiom di Potenza, “nei tre giorni di trattative precedenti all’intesa, il consorzio Acm ci ha detto che non verrà perso un solo posto di lavoro. Applicherebbero la mobilità orizzontale, con assorbimento interno degli esuberi. Ci aspettiamo che questi problemi vengano concretizzati in un vero e proprio accordo”. 

La vertenza Melfi – ha detto il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini –, “si è conclusa nel modo migliore, con il pieno esercizio delle democrazia”. Secondo Cillis, “il metodo del referendum rappresenta un grande momento per la democrazia sindacale nei luoghi di lavoro dal quale non si può prescindere”. “L’esito del referendum – ha sottolineato Giannino Romaniello, segretario generale della Cgil lucana – spazza via qualsiasi velleità circa modi e forme della lotta di Melfi, dove hanno vinto, oltre alla lotta, la democrazia, la partecipazione, il sindacato confederale, la Cgil”.

Questi i punti principali dell’intesa.  Da luglio verrà eliminata la doppia battuta (i dodici turni consecutivi, anche di notte), sostituita da uno schema che prevede una settimana di sei giorni lavorativi e una con quattro e due giorni di riposo. Quanto al salario, ci sarà la graduale equiparazione con gli altri stabilimenti Fiat. A partire dalle maggiorazioni per i turni che passeranno, per quello notturno, dal 45 al 60,5 per cento entro luglio 2006; il serale dal 25 al 27,5 per cento entro luglio 2005. A luglio i lavoratori avranno anche in busta paga 120 euro, relativi alla parte variabile del premio di competitività (a regime 240 euro).

Infine, ripartiranno due delle commissioni simbolo della fabbrica partecipata. Le commissioni “fabbrica integrata” e “servizi” esamineranno le possibili modifiche all’orario giornaliero (tra le proposte, lo spostamento di due ore dell’inizio dei turni); infine, la commissione “conciliazione e prevenzione” dovrà affrontare uno dei nodi più spinosi emersi nella lunga vertenza: la messe di provvedimenti disciplinari (migliaia ogni anno) piovuti sul capo dei lavoratori Sata.

 

(18 maggio 2004)

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