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Immigrazione

Il 17 e 18 maggio la conferenza nazionale della Cgil

Il programma
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Tre milioni
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Immigrazione

Il 17 e 18 maggio
la conferenza nazionale della Cgil

 

a cura di Davide Orecchio

L’Italia è ormai a tutti gli effetti un paese di immigrati. La Caritas, nelle anticipazioni del suo ultimo rapporto, ne ha contati quasi tre milioni al 2005. Svolgono perlopiù lavori difficili e senza tutele. È quasi automatico, insomma, che abbiano bisogno di un sindacato che li difenda. I migranti lo sanno bene, e infatti dal 2000 al 2003 la quota d'iscritti a Cgil Cisl e Uil è aumentata del 49 per cento.

Oggi gli immigrati con la tessera sindacale sono più di 300 mila.

La Cgil, per fare il punto sulla situazione, ha indetto la Conferenza Nazionale “Le frontiere dell'immigrazione”, il 16 ed il 17 maggio al Palalottomattica di Roma. Due giorni per per proporre un progetto più deciso d'integrazione, che rimedi alle vessazioni di tipo burocratico, elimini le disparità e faciliti la partecipazione degli immigrati alla vita politica e sociale del nostro paese.

Durante la conferenza sarà presentato il terzo rapporto sull’immigrazione dell’Ires, l’istituto di ricerche economiche e sociali della Cgil. "La più grande indagine degli ultimi trent’anni sul mondo del lavoro – spiega il presidente dell’Ires Agostino Megale - con più di 7 mila interviste a immigrati svolte in nove regioni italiane. Un’analisi attenta – prosegue Megale – delle trasformazioni del lavoro in tutti i settori, che ha l’obiettivo di verificare come stanno i lavoratori immigrati nel nostro paese così da rilanciare una politica di innovazione e qualità".

L’incidenza degli immigrati sulla popolazione italiana è ormai vicina alla media europea, che si attesta al 5%. Oltre al numero, aumenta il ritmo di crescita: in un anno sono 130.000 i nuovi arrivi dall’estero, 88.000 dei quali per ricongiungimento familiare.

La diffusione degli immigrati è oggi omogenea su tutto il territorio italiano. C’è infatti una netta prevalenza dei coniugati, un’elevata incidenza dei minori (che risultano un quinto dei residenti) ed un consistente numero di nati da entrambi i genitori stranieri. Infine, si rileva una crescente tendenza alla stabilità di residenza (con circa il 60% della popolazione straniera soggiornante da più di 5 anni) e 320.000 immigrati che, negli ultimi tempi, hanno acquisito la cittadinanza italiana.

Questa enorme mole di dati, dunque, disegna un fenomeno di massa e strutturale che ha trasformato in pochi anni l’Italia da paese di emigranti a paese ad alto tasso di immigrazione.

(www.rassegna.it, 13 maggio 2005)

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