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L’Italia è ormai a tutti gli effetti un paese di
immigrati. La Caritas, nelle anticipazioni del suo ultimo rapporto, ne
ha contati quasi tre milioni al 2005. Svolgono perlopiù lavori difficili e senza tutele. È quasi automatico, insomma,
che abbiano bisogno di un sindacato che li difenda. I migranti lo
sanno bene, e infatti dal 2000 al 2003 la quota d'iscritti a Cgil Cisl
e Uil è aumentata del 49 per cento.
Oggi gli immigrati con la tessera sindacale sono più di 300 mila.
La Cgil, per fare il punto sulla situazione, ha indetto la Conferenza
Nazionale “Le frontiere dell'immigrazione”, il 16 ed il 17 maggio al
Palalottomattica di Roma. Due giorni per per proporre un progetto più
deciso d'integrazione, che rimedi alle vessazioni di tipo burocratico,
elimini le disparità e faciliti la partecipazione degli immigrati alla
vita politica e sociale del nostro paese.
Durante la conferenza sarà presentato il terzo rapporto
sull’immigrazione dell’Ires, l’istituto di ricerche economiche e
sociali della Cgil. "La più grande indagine degli ultimi trent’anni
sul mondo del lavoro – spiega il presidente dell’Ires Agostino Megale
- con più di 7 mila interviste a immigrati svolte in nove regioni
italiane. Un’analisi attenta – prosegue Megale – delle trasformazioni
del lavoro in tutti i settori, che ha l’obiettivo di verificare come
stanno i lavoratori immigrati nel nostro paese così da rilanciare una
politica di innovazione e qualità".
L’incidenza degli immigrati sulla popolazione italiana è ormai vicina
alla media europea, che si attesta al 5%. Oltre al numero, aumenta il
ritmo di crescita: in un anno sono 130.000 i nuovi arrivi dall’estero,
88.000 dei quali per ricongiungimento familiare.
La diffusione degli immigrati è oggi omogenea su tutto il territorio
italiano. C’è infatti una netta prevalenza dei coniugati, un’elevata
incidenza dei minori (che risultano un quinto dei residenti) ed un
consistente numero di nati da entrambi i genitori stranieri. Infine,
si rileva una crescente tendenza alla stabilità di residenza (con
circa il 60% della popolazione straniera soggiornante da più di 5
anni) e 320.000 immigrati che, negli ultimi tempi, hanno acquisito la
cittadinanza italiana.
Questa enorme mole di dati, dunque, disegna un fenomeno di massa e
strutturale che ha trasformato in pochi anni l’Italia da paese di
emigranti a paese ad alto tasso di immigrazione. |