AFFARI SOCIALI

WWW.RASSEGNA.IT

Il terzo Rapporto Ires

Immigrati e lavoro, ancora molte le ostilità

 

a cura di Davide Orecchio

Tre milioni di immigrati regolari (il 5% della popolazione italiana) e circa mezzo milione di clandestini. E più di 170 mila iscritti alla Cgil. Questa la stima del terzo Rapporto Ires-Cgil sull'immigrazione, presentato oggi a Roma nell'ambito della conferenza nazionale che la confederazione dedica al tema. Il Rapporto mostra tutto il disagio di quest'ampia fetta di popolazione residente nel nostro paese. Un popolo di "senza pelle", ossia di persone spesso indifese, prive di tutele ed esposte ai soprusi. A cominciare dall'obbligo di lavorare in nero.

Si tratta della "più grande indagine degli ultimi trent’anni sul mondo del lavoro – spiega il presidente dell’Ires Agostino Megale - con più di 7 mila interviste svolte in nove regioni italiane. Un’analisi attenta – prosegue Megale – delle trasformazioni del lavoro in tutti i settori, che ha l’obiettivo di verificare come stanno i lavoratori immigrati nel nostro paese così da rilanciare una politica di innovazione e qualità".

Un dato che emerge dall'indagine è che la discriminazione sul lavoro è ancora molto forte. La denuncia il 60% dei lavoratori intervistati. Spesso gli immigrati sono destinati ai compiti più duri (come segnala il 39% dei delegati Cgil stranieri e il 15% di quelli italiani) nonché agli orari maggiormente disagevoli.

Le donne doppiamente discriminate
Una "doppia discriminazione", come la definisce Megale, è stata inoltre rilevata nei confronti delle donne: soltanto il 31,4% delle lavoratrici immigrate lavorava con contratto a tempo indeterminato al momento dell'intervista (contro il 73,6% degli uomini), e appena l'11,4% delle immigrate ha dichiarato di avere fatto un salto di carriera (41,8% degli uomini). La maggior parte delle intervistate (54%) ha denunciato di essere stata spesso vittima di forme di discriminazione da parte dei datori di lavoro, cosi' come da parte dei colleghi (51%).

L'Ires fa notare che la regolarizzazione del 2002 ha messo in moto una 'femminilizzazione' dei flussi migratori: le domande presentate da donne tra la prima e l'ultima regolarizzazione sono salite, infatti, dal 20 al 45% del totale. Otto donne straniere su dieci svolgono la funzione di badanti: una dimostrazione evidente, secondo l'Ires-Cgil, di segregazione lavorativa.

Più alto il numero d'infortuni
Il fenomeno era già noto, ma il rapporto dell'Ires lo conferma: gli immigrati s'infortunano più degli italiani. Nel 2003 gli infortuni sul lavoro hanno riguardato 44 italiani e 57 stranieri su mille. Nel 2004 il dato riguardante gli italiani e' sceso a quota 42, mentre quello sugli immigrati e' salito a 65. L'Ires ha esaminato i dati Inail del 2001 dai quali si evince che il tasso infortunistico tra i lavoratori nati all'estero era del 9,1%, quasi il doppio rispetto al 4,2% calcolato per gli italiani. Ad oggi se il differenziale di rischio per gli italiani e' di un infortunato ogni 25 lavoratori, tra gli immigrati la forbice si riduce a uno su 10. Quasi il 30% degli incidenti si verifica nei settori dell'edilizia e dell'industria dei metalli, dati comunque sottodimensionati visto l'alto tasso di lavoro nero soprattutto nelle costruzioni.

Minori
Un quinto degli immigrati residenti è composto da minori, di cui decine di migliaia senza una famiglia. Più in generale l'Ires informa che In Italia sono almeno 480-500 mila i minori che lavorano. Circa 410 mila italiani, il resto immigrati. Il dato risente del tasso di abbandono scolastico, che raggiunge il 20% tra i ragazzi italiani e il 30% tra gli immigrati.

Le proposte della Cgil
Sugli immigrati la Cgil ha annunciato l'apertura di una vertenza nazionale. Innanzitutto chiedendo al governo di riaprire i termini di regolarizzazione di fronte all'emergenza rappresentata dai cinquecentomila irregolari. Inoltre il sindacato propone di sostituire la legge Bossi-Fini con una nuova normativa sull'immigrazione, prevedendo, tra le altre cose "un permesso di soggiorno per la ricerca di occupazione - spiega Fulvio Fammoni, segretario nazionale della confederazione - l'istituzione della cittadinanza di residenza, un unico punto di coordinamento nel governo per l'immigrazione, la chiusura dei centri di accoglienza temporanei e la nascita di osservatori sulle discriminazioni", nonché politiche per la formazione e la sicurezza.

La Cgil ha precisato che le domande relative al decreto flussi di quest'anno sono state 350 mila a fronte di 159 mila entrate previste. Si tratta di persone - ha osservato Piero Soldini, responsabile immigrazione - "che già si trovano qui e che hanno già un lavoro. Il governo dovrebbe quindi riaprire i termini della regolarizzazione. Si tratta di un'emergenza. Se non lo fa permette l'utilizzazione di manodopera in modo illecito".

(www.rassegna.it, 17 maggio 2005)

LINK

Cgil

Ires

Migrantes

Governo, Direzione generale per l'immigrazione

Stranieri in Italia

Organismo nazionale di coordinamento per le politiche di integrazione sociale degli stranieri