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E' probabile che l'inchiesta sull'incidente
ferroviario di Crevalcore, che venerdì scorso ha provocato 17 morti in
seguito allo scontro tra due treni, non si chiuderà con la formula
dell'"errore umano". L'ha ipotizzato il procuratore di Bologna, Enrico
Di Nicola: "Se, e sottolineo se - ha detto -, si accertasse la
responsabilità di qualcuno dei macchinisti, il discorso non si
chiuderebbe perché l'indagine si allarga per verificare anche le
condizioni in cui lavoravano i macchinisti". Insomma è possibile un
allargamento dell'inchiesta. La magistratura potrebbe indagare anche
sull'incuria con cui è gestito il tratto ferroviario dov'è avvenuto
l'incidente, nonché sui carichi di lavoro cui è sottoposto il
personale.
Che l'incidente non sia frutto di un semplice errore umano ma di cause
più profonde lo sostengono anche, e soprattuto, i sindacati e i
lavoratori del settore."Ma quale errore umano? - si chiede Guglielmo
Epifani - Se mancano le condizioni elementari di
sicurezza allora anche l'eventuale errore diventa decisamente più
probabile e rischia ogni volta di provocare conseguenze ben più
gravi". "Quest'ultima di
Bologna è una tragedia di proporzioni enormi - prosegue il segretario
generale della Cgil -, per il numero dei morti
e dei feriti, ma anche per la dinamica stessa dello scontro'. Secondo
il leader della Cgil, c'é un motivo evidente che spiega l'alto numero
di incidenti: 'Una parte enorme della rete ferroviaria italiana è
troppo vecchia. Negli ultimi anni gli investimenti si sono concentrati
unicamente sulle tratte ad alta velocità. Questa è la realtà,
l'origine dell'incuria che poi genera la mancanza degli standard
minimi di sicurezza'. Continua Epifani: 'Ma ci vogliamo rendere conto
che da noi esistono ancora moltissime tratte ferroviarie a binario
unico? In questo l'Italia è l'unico paese europeo, eppure da anni
nessuno raccoglie le sollecitazioni o le denunce che anche i
sindacati, la stessa Cgil, e molti altri hanno fatto'. Epifani ritiene
responsabili 'il governo, il ministero dei Trasporti e le stesse
Ferrovie dello Stato, che su questo sono totalmente assenti".
I sindacati del settore sono già mobilitati. Mercoledì prossimo, 12
gennaio, i macchinisti attueranno uno stop di dieci minuti a livello
nazionale (dalle 11.50 alle 12.00) per ricordare le vittime della
tragedia. I sindacati chiedono che siano accertate le reali
responsabilità e che si torni ad investire nelle ferrovie. Quella di
Crevalcore, in particolare (si legge in un comunicato congiunto di
FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI, SMA-FAST, UGL Ferrovie, ORSA
Ferrovie), è "una linea che attende da decine di anni il raddoppio e le nuove
tecnologie.
Un disastro immane, che ha provocato la morte di molte persone che
avevano scelto quel treno, confidando sul fatto che la nebbia non può
condizionare la circolazione e la sicurezza delle ferrovie". "Tutti questi morti e i molti feriti
- proseguono i sindacati - si aggiungono ad una lista che sta
diventando insopportabilmente lunga.
Le segreterie nazionali Filt-Cgil Fit-Cisl Uiltrasporti Sma-Fast UGL
Ferrovie Orsa, esprimono il sentimento forte di cordoglio di tutta la
categoria ai famigliari delle vittime e formulano l’augurio di pronta
guarigione ai feriti".
I sindacati chiedono "che abbia termine questa progressione
inquietante di incidenti", e "al Governo e al Gruppo FS chiediamo di cambiare completamente
l’approccio al tema della sicurezza ferroviaria.
Servono sicuramente le commissioni d’inchiesta, prontamente attivate
dopo ogni incidente, sono utili a ricostruire i fatti e il sindacato
rivendica innanzi tutto chiarezza sulle dinamiche.
Bisogna però agire sulle condizioni che possono impedire i disastri,
mettendo in atto i necessari interventi.
Gli investimenti devono essere accelerati e portati a conclusione in
tempi brevi e credibili.
Le nuove infrastrutture previste non possono subire altri ritardi e le
moderne tecnologie di protezione della circolazione devono essere
attivate sull’intera rete".
Se il doppio binario - sottolineano le organizzazioni dei lavoratori -,
previsto da decenni, fosse stato ultimato e se ci fossero stati
sistemi di comunicazione in cabina delle condizioni della via, lo
scontro tra i treni non ci sarebbe stato.
"I piani di investimento prevedono l’attivazione delle tecnologie che
possono garantire elevati livelli di controllo sulla circolazione,
bisogna fare presto, avere le risorse necessarie e scegliere le
priorità degli interventi, che devono privilegiare la sicurezza.
Per questa ragione devono essere riviste le scelte del Governo e
ripristinate le risorse necessarie, dopo i pesanti tagli sugli
investimenti decisi nelle ultime leggi finanziarie, che rallentano
fortemente i piani di ammodernamento. Infine "ci vuole anche una diversa attenzione da parte di FS al tema della
sicurezza, con un più efficace raccordo tra RFI e Trenitalia".
Sciopero in Piemonte
Oggi, inoltre, scioperano i ferrovieri del Piemonte aderenti a Filt Cgil, Fit
Cisl, Uilt Uil, Sma, Ugl e Orsa, per protestare contro le carenze di
organico e di investimenti. L' astensione dal lavoro si svolgerà dalle
9 alle 17. Dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21 i convogli regionali
dovrebbero circolare regolarmente. I sindacati
protestano contro quelle che definiscono 'croniche carenze di
organico, i mancati investimenti in risorse umane e tecnologiche, l'
assenza di una manutenzione adeguata del materiale viaggiante a causa
della povertà di personale, le smagliature nell' assistenza alla clientela' e contestano il blocco del turn over e lo smantellamento
del secondo agente di macchina. |