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Un divorzio da 1,55 miliardi di euro

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Fiat-GM / Raggiunta l'intesa

Un divorzio da 1,55 miliardi di euro

E' divorzio consensuale tra Fiat e General Motors. Un accordo raggiunto ai tempi supplementari, sotto l'ombra sempre più minacciosa di un'azione legale incrociata, con la Fiat tesa a far valere il suo diritto all'opzione put (ossia ad essere acquistata dalla Gm, come prevedeva l'accordo voluto da Gianni Agnelli nel 2000) nelle aule dei tribunali. Ma così non è andata. Alla fine ha prevalso la volontà di compromesso. Che ha giovato ad entrambi i gruppi. La Gm s'è sfilata da una joint venture che le sarebbe stata economicamente insostenibile, la Fiat s'è liberata di un'alleanza che, seppure monca, le impediva comunque di pianificare fino in fondo il proprio futuro. 

La rescissione di questo matrimonio non consumato costa alla Gm 1,55 miliardi di euro.

Le trattative si sono accelerate tra sabato e domenica, e domenica le due compagnie hanno ufficializzato il divorzio congiuntamente: la Gm in un comunicato, la Fiat in una conferenza stampa tenuta a Torino dal presidente del gruppo, Luca Cordero di Montezemolo, e dall'amministratore delegato Sergio Marchionne, alla presenza anche del vicepresidente John Elkann in rappresentanza della famiglia Agnelli.

Dunque Gm paghera' a Fiat 1,55 miliardi di euro per mettere fine al Master Agreement, inclusa l'opzione put. La casa automobilistica di Detroit restituira' a Fiat la quota del 10% che ancora possiede in Fiat Auto. L'accordo prevede anche lo scioglimento di tutte le joint venture. Gli americani potranno continuare ad usare alcune tecnologie diesel Fiat e acquisiranno il 50% dello stabilimento polacco di Bielsko Biala, dove si producono i motori diesel 1,3.

''Oggi credo sia un giorno importante atteso da molto tempo. Lo considero positivo e di ottimo auspicio per il futuro''. Lo ha detto Montezemolo nella conferenza stampa al Lingotto. ''Se non si fosse raggiunto l'accordo - ha aggiunto - avremmo avuto una lunga litigation, perche' questa settimana avremmo iniziato le pratiche per l' esercizio del put''. 

Ora per il gruppo torinese inizia una fase di ristrutturazione interna, come ha lasciato intendere lo stesso Montezemolo quando ha sottolineato che ''Marchionne potra' districare i diversi marchi e riposizionarli sul mercato. Ci interessa per Maserati, ma non abbiamo finito di studiare. C'è possibilita' che Alfa e Maserati possano lavorare insieme in modo piu' concreto''. "Oggi - ha spiegato Montezenmolo - abbiamo recuperato la liberta' di mettere in atto strategie di crescita alternative per Fiat Auto, pur mantenendo una base su cui sviluppare, in futuro, un rapporto ancora piu' costruttivo con GM. Credo che il felice esito delle trattative costituira' un importante stimolo per tutti gli uomini della Fiat Auto per raggiungere gli obiettivi di netto miglioramento che si sono posti e nello stesso tempo fornire una risposta molto positiva ai nostri clienti, per i quali lanceremo quest¨anno quattro modelli completamente nuovi: due Fiat e due Alfa Romeo''.

''Entro domani Gm versera' 1 miliardo di euro ed entro 90 giorni gli altri 550 milioni'', ha spiegato invece Marchionne, che ha aggiunto: ''Le alleanze onnicomprensive non funzionano perche' sono l' equivalente di una vendita. Dobbiamo fare alleanze mirate. ''Credo fermamente che l' accordo raggiunto oggi con la GM sia giusto ed equo per entrambe le parti. Da un lato, infatti, consente la valorizzazione della put option prevista dal Master Agreement, mentre dall' altro garantisce alla Fiat tutta la necessaria liberta' per sviluppare il Settore Auto. Possiamo oggi focalizzarci sulla Fiat Auto e dedicare tutte le nostre energie per rafforzare e razionalizzare i nostri marchi, sviluppando una rete commerciale forte e in grado di massimizzare il successo dei nostri nuovi prodotti. Il beneficio del rapporto con la GM sara' mantenuto attraverso un accordo di fornitura a lungo termine ed altre forme di cooperazione come la partecipazione di Fiat nell' alleanza acquisti della GM''.

''E' un fatto positivo che evita il protrarsi di una situazione di incertezza e si presenta accettabile sia nei contenuti finanziari che per quello che riguarda la societa' dei cambi e dei motori che dovrebbero essere riportati sotto al responsabilita' e la proprieta' diretta della Fiat'': e' quanto afferma il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, che sottolinea la necessita' che il Governo sostenga l'azienda in questa nuova fase. ''Naturalmente questo era un passaggio necessario, ma di per se' non sufficiente per il futuro dell'azienda. La situazione di mercato resta difficile, i nuovi modelli arriveranno con tempi troppo diluiti ed e' probabile che per qualche mese avremo un grande ricorso alla cassa integrazione, con inevitabili pesanti effetti sulla condizione dei lavoratori. Tutto questo carica la Fiat di una responsabilita' adesso piena, di scelte strategiche e di capacita' gestionali. Ed allo stesso tempo e' indispensabile che, di fronte alla piu' grande impresa italiana, anche il governo si ponga il problema di aiutare e sostenere la fase che si sta per aprire''.

(www.rassegna.it, 13 febbraio 2005)

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