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Deficit, la Ue avvia la procedura contro l'Italia

La Commissione europea ha approvato oggi la procedura contro l'Italia per deficit eccessivo. Il richiamo della Ue riguarda i bilanci 2003-2004, ma già prevede la medesima procedura per l’anno in corso. Infatti, secondo la Commissione, il superamento della soglia del 3 per cento del Pil da parte del nostro paese “non può essere considerato temporaneo, né eccezionale”. Una bocciatura netta, quindi, per il governo, e per il suo (mancato) controllo dei conti pubblici.

In una relazione adottata oggi la Commissione (in applicazione dell'articolo 104, paragrafo 3 del trattato dell'Unione Europea), “ha constatato che il disavanzo di bilancio dell’Italia ha superato, seppur lievemente, la soglia del 3 per cento del prodotto interno lordo nel 2003 e nel 2004, e, secondo le previsioni, si manterrà al di sopra di tale livello anche nel 2005 e successivamente, nell’ipotesi di politiche invariate”. Adesso, prima di pronunciarsi sull'esistenza di un disavanzo eccessivo, la Commissione considererà il parere del Comitato economico e finanziario (composto da alti funzionari dei ministeri del Tesoro e delle banche centrali). Il Comitato, a propria volta, dispone di due settimane per adottare il proprio parere. Se la Commissione, spiega la relazione approvata oggi, “è del parere che esiste un disavanzo eccessivo, raccomanderà al Consiglio di adottare a sua volta una decisione in questo senso e di chiedere allo Stato membro in questione di porre fine a tale situazione entro un determinato periodo di tempo”.

L'Italia, quindi, non soddisfa nel periodo 2003-2004 i requisiti del trattato dell’Unione concernenti i criteri del disavanzo e del debito. “La relazione - si legge in una nota dell'esecutivo Ue - fa seguito a recenti revisioni dei dati che indicano un deterioramento delle finanze pubbliche italiane. Il 23 maggio 2005, Eurostat ha annunciato che il disavanzo delle amministrazioni pubbliche italiane era stato pari al 3,1 per cento del Pil sia nel 2003 sia nel 2004. Negli stessi anni, il rapporto debito/Pil è rimasto al 106-107 per cento, ben lungi dal valore di riferimento del 60 per cento”. Secondo la Commissione, “in linea con alcune osservazioni di Eurostat, il giorno seguente, il 24 maggio, l’istituto italiano di statistica ha proceduto ad altre revisioni al rialzo. Il disavanzo viene attualmente stimato al 3,2 per cento per il 2001, il 2003 e il 2004, mentre il dato per il 2002 è stato elevato al 2,7 per cento". Questa situazione, conclude la nota, “non è eccezionale ai sensi del trattato, in quanto non è dovuta a un evento inconsueto non soggetto al controllo del governo, né è determinata da una grave recessione”.

Per il ministro dell’Economia Domenico Siniscalco, “se abbiamo sforato nel 2003 e nel 2004 è dovuto unicamente alle revisioni Eurostat”. Il ministro ha anche aggiunto che “una manovra-bis non è la cura giusta per il paese. Comunque, decisioni di questo tipo non spettano alla Commissione, ma allo Stato sovrano”. Siniscalco ha anche annunciato che “venerdì porteremo al G-7 il memorandum con le nostre controdeduzioni rispetto al rapporto della Commissione”.

Immediate le reazioni dell’opposizione. “Oggi raccogliamo i frutti del governo Berlusconi. Spero che finalmente si prenderà atto della realtà. L'annuncio della procedura per deficit eccessivo sui conti pubblici italiani, è semplicemente il termometro che misura la nostra febbre. Dobbiamo uscire da questa situazione guardando in casa nostra, impegnandoci a una via d'uscita graduale ma seria e concordata con la Commissione”. Questo il commento di Pierluigi Bersani, deputato europeo e responsabile economico dei Ds: “Immagino che finalmente il governo italiano vorrà riferire al Parlamento favorendo, con proposte finalmente leggibili, una discussione aperta alla quale l'opposizione è pronta a partecipare. E' chiaro, infatti, che la vicenda che si apre oggi impegnerà anche i governi delle prossime legislature”.

Per Enrico letta, eurodeputato e responsabile economico della Margherita, la decisione della Commissione Ue è una “notizia gravissima, che mette la parola fine a mesi e mesi di falsità e infingimenti”. A questo punto, spiega Letta, serve “la convocazione straordinaria del Parlamento italiano, nella quale il governo dovrebbe presentare una manovra correttiva per uscire dalla crisi finanziaria. Ci aspettiamo che già nelle prossime ore il governo Berlusconi dia una risposta seria all'Europa e ai cittadini italiani”. Continua Letta: “Vale la pena ricordare che la Commissione che sanziona l'Italia non è la Commissione di Prodi, ma è la Commissione guidata da Barroso, un amico e compagno di partito di Berlusconi, a dimostrazione di quanto la situazione italiana sia ormai diventata insostenibile”. E poi conclude: “Alla luce di quanto accaduto oggi inoltre si comprendono meglio i motivi del polverone sull'euro sollevato in queste ore dalla Lega, per sviare attenzione dai problemi reali del nostro paese, ma alla legge dei numeri non si sfugge”.

(www.rassegna.it, 7 giugno 2005)

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