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Wojtyla nuovamente ricoverato

Le ore difficili

   

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Wojtyla nuovamente ricoverato

Le ore difficili

di Frank Barretti

 

Il Papa accusa due crisi respiratorie ed è nuovamente ricoverato al Policlinico Gemelli. La decisione dopo un consulto con un’equipe di cardiologi. “ Una ricaduta dell’influenza”, afferma il Vaticano. Ambienti medici esterni temono possa trattarsi di un’altra tappa dell’inarrestabile avanzare del Parkinson. Sconcerto e timori per la salute di Giovanni Paolo II. Nei palazzi apostolici è ancora emergenza. Aveva colpito, all’ultimo Angelus, il pressante appello del Papa all’unità della Chiesa. Il più recente atto di governo, l’emanazione della lettera apostolica sull’uso moralmente corretto, e al servizio del pluralismo, di Internet e delle nuove tecnologie nei mass media. Vasta risonanza alla pubblicazione dell’ultimo libro, “ Memoria e Identità”, in cui Wojtyla compie un excursus, in chiave filosofica e di fede, sulle tragedie del 900.

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E’ di nuovo ricoverato in quello che scherzosamente chiamava il Vaticano 3, il primo in San Pietro per il governo, il secondo a Castel Gandolfo per il riposo, il terzo, il Policlinico Gemelli per curare il male e il dolore. I numeri dicono che Wojtyla vi ha già trascorso 159 giorni, subìto quattro interventi chirurgici e la lunga degenza dopo l’attentato del 1981. Da stroncare chiunque, ma il vecchio polacco è sempre lì, a combattere la sua battaglia personale per la vita. Chi lo ha visto arrivare, alle 11,30 di giovedì, racconta di un’ambulanza senza insegne, di un uomo seduto su una barella, una coperta a riparargli le gambe dal freddo, e neppure tanto provato. Le ore precedenti avevano conosciuto fasi drammatiche.

Sarà utile ripercorrere le cronache di questi giorni.

Domenica 20 febbraio. Giovanni Paolo 2° riappare in pubblico e all’Angelus legge ad un testo di poche righe ma importantissimo per due motivi: 1)- Riconferma “ il peculiare compito affidato a Pietro e ai suoi successori...Sento particolarmente vivo nell’animo il comando di Gesù a Pietro: ’ Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle’. A lui, Buon Pastore, affido l’intero popolo di Dio in questo cammino quaresimale verso la Pasqua”. Che è la pura e semplice e ribadita volontà di non rassegnare le dimissioni e di proseguire nel Ministero per difficile che possa diventare nelle prossime settimane, in un futuro nienteaffatto limitato nel tempo. )- Qual’ è “ il peculiare compito “ di cui parla il Papa? E’ il “ servizio dell’unità della Chiesa”. Solo cinque parole pronunciate nel momento topico in cui, dagli stessi vertici ecclesiali, emergono difficoltà e preoccupazione per il buon governo nelle condizioni attuali di Wojtyla. Il quale conosce bene, assieme al suo entourage, le opzioni prospettate con cautela e con giri di frasi attorno alla realtà di un Pontefice seriamente malato. Sono in atto manovre? Si prospettano divisioni laceranti? Se è vero, se un pericolo in tal senso si va affacciando, ebbene il richiamo è all’unità al fatto che il papa non si dimetterà mai.

Lunedì 21 febbraio. Il Vaticano pubblica la lettera apostolica “ Il rapido sviluppo”, firmata naturalmente da Giovanni Paolo II. La stesura del documento è frutto di una cerchia ristretta di esperti, ma le idee sono le sue, anzi del Concilio. E’ la legittimazione definitiva delle tecnologie e dei sistemi più avanzati nel campo delle comunicazioni in genere e delle comunicazioni sociali in particolare. In discussione sono messi giornali, televisioni, radio e soprattutto Internet. Riappare il “ Non abbiate paura” d’inizio pontificato. Scrive il Papa: “ Non abbiate paura delle nuove tecnologie! Esse sono tra le cose meravigliose che Dio ci ha messo a disposizione per scoprire, usare, far conoscere la verità, anche la verità sulla nostra dignità e sul nostro destino di figli suoi...Non abbiate paura nemmeno della vostra debolezza e della vostra inadeguatezza...Non abbiate paura dell’opposizione del mondo. Gesù ci ha assicurato: Io ho vinto il mondo”. Nel documento pontificio, accanto ad un’impostazione unitaria, si possono distinguere due livelli, uno più panoramico l’altro rivolto al mondo della Chiesa. Internet, ad esempio, è un sistema che la Chiesa “ sta già utilizzando in modo creativo” senza tuttavia trascurare il ruolo essenziale di “quotidiani e giornali, televisioni e radio cattoliche, indispensabili in un panorama completo della comunicazione ecclesiale”. Si può qui cogliere traccia di nuovi progetti d’espansione. Ma in un contesto globalizzato – fa notare il Papa – i mass media “ costituiscono una risorsa positiva potente, se messi al servizio della comprensione tra i popoli”. Saranno invece “ un’arma distruttiva se usati per alimentare ingiustizie e conflitti”. Ecco perché essi costituiscono realmente “ un bene destinato all’intera umanità”; pertanto devono essere trovate “ forme sempre aggiornate per rendere possibile un’ampia partecipazione alla loro gestione, anche attraverso opportuni provvedimenti legislativi”. Dunque i mass media sono ben altro che strumenti pur raffinati, essi rappresentano un vero e proprio orizzonte culturale: “I mezzi di comunicazione sociale hanno raggiunto una tale importanza da essere per molti il principale strumento di guida e di ispirazione per i comportamenti individuali, familiari, sociali”.

Martedì 22 febbraio. Esce l’atteso volume “ Memoria e identità”, frutto di una riflessione iniziale fatta dal Papa assieme ai filosofi polacchi Jòzef Tischner e Krzystof Michalski, l’ormai lontano1993, nelle frescure estive di Castel Gandolfo. I futuri biografi di Wojtyla, ma anche quelli in servizio permanente effettivo, faranno bene a leggerlo e rileggerlo, per ricavarne una figura scolpita, al di là di ogni tesi precostituita. Certo, vi si trovano temi, argomenti, fatti che sembrano ancora cronaca, come l’attentato di Agca nel 1981, con l’affermazione perfino ovvia che dietro c’era qualcuno. Mandare a memoria queste righe: “ Alì Agca, come tutti dicono, è un assassino professionista. L’attentato non fu iniziativa sua, fu qualcun altro ad idearlo, qualcun altro l’aveva a lui commissionato”. E si capisce come, al di là degli atti giudiziari acquisiti, le mutate condizioni internazionali e la progressiva apertura degli archivi segreti, consentono oggi di andare oltre le verità fin qui rivelate o nascoste. Ma attenzione, questo è solo l’epilogo del libro. Altre parti sono i punti forza: Il limite imposto al male, Libertà e responsabilità, Pensando Patria, Pensando Europa, Democrazia: possibilità e rischi. Tutto nasce e si sviluppa attorno al nucleo forte dell’esperienza personale, la tragedia dei totalitarismi del secolo scorso. Ho vissuto la follia del nazismo e del comunismo – dice Wojtyla. Il nazismo: “ La reale dimensione del male che imperversava in Europa non fu percepita da tutti, neppure tra noi che stavamo al centro del vortice”. Il comunismo: “ Dopo la vittoria sui nazisti, i comunisti si accinsero con sfrontatezza ad impadronirsi del mondo”. I tempi della storia e i tempi della fede: “ Di fatto la Divina Provvidenza concesse solo quindici anni allo scatenarsi del furore bestiale nazista. Se il comunismo è sopravvissuto più a lungo e se ha ancora dinanzi a sé, pensavo allora tra me, una prospettiva d’ulteriore sviluppo, deve esserci un senso in tutto questo”. Per Wojtyla, l’arma della fede è l’arma indispensabile per indagare e districare il concatenarsi degli eventi della storia. Una riflessione che chiama altre riflessioni.

Mercoledi 23 febbraio. Il Papa annulla l’udienza generale per ripiegare sulla benedizione impartita dalla finestra del suo studio. Neppure questo è possibile, i medici impongono la loro volontà. Si decide per un collegamento video dalla biblioteca privata. Ai fedeli, fatti confluire nell’Aula Paolo VI , visivamente appare rinfrancato ma la parola è affaticata e poco comprensibile. E’ già un allarme, ma nella serata arriva la prima crisi respiratoria, grave ai primi istanti, poi in qualche modo alleviata e superata.

Giovedì 24 febbraio. Si apre nella sala Clementina in Vaticano il Concistoro pubblico ordinario per santificare cinque nuovi beati. Ma il Papa non c’è, ha fatto sapere per iscritto di non essere in grado di presiedere l’assemblea, in sua vece il cardinale Sodano legge una testo predisposto. In quei momenti, Wojtyla ha già subìto una nuova crisi respiratoria, più preoccupante della precedente, tanto da indurre l’Archiatra Buzzonetti a convocare nell’appartamento papale un’equipe di cardiologi. Il consulto decide per l’immediato ricovero. In via precauzionale, si spiega, ad evitare guai irrimediabili. Il Papa non viene intubato. Poco prima di mezzogiorno, mentre Wojtyla si trova già nell’appartamento al decimo piano del Gemelli, il suo portavoce Navarro Valls afferma che il Santo Padre dovrà sostenere “ l’opportuna assistenza specialistica e ulteriori accertamenti” per una preoccupante ricaduta dei sintomi influenzali. Dopo due settimane si è di nuovo alle prese con una situazione non del tutto chiara. Ambienti medici esterni temono possa trattarsi di un’altra tappa dell’inarrestabile avanzare del morbo di Parkinson. Stando al parere del prof.Gianni Pezzoli, “ il Papa ha dimostrato di avere un fisico forte e dopo il primo soggiorno in ospedale si è ripreso molto bene. Ma in casi come il suo è normale che le crisi respiratorie si ripetano. Se indispensabile, un intervento di tracheotomia potrebbe aiutarlo”. C’è infine una novità nella gestione della malattia del Papa, i bollettini medici ed altre notizie ufficiali saranno diffuse unicamente dalla Sala Stampa in Vaticano. Che suona come un’altra precauzione in una fase indubbiamente delicata.

(24 febbraio 2005)

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