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Il numero di aprile 2005 |
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"Se la strada maestra della vita si divide a un
certo punto in due sentieri di generosità
e non è possibile seguirne
che uno, chi può giudicare quale sia il migliore?"
J.Steinbeck
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SOMMARIO |
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Il fascino discreto di una
vecchia idea |
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T.T. |
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È stata una legge della Regione Campania a
rilanciare la domanda. È possibile introdurre nel nostro paese un
reddito minimo che venga garantito a tutti al pari di un elementare
diritto di cittadinanza? |
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Un reddito per i poveri
o un diritto per tutti? |
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Maria Luisa Mirabile |
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Dopo l’interruzione, decisa dal governo di
centrodestra, della sperimentazione del reddito minimo di inserimento,
l’Italia resta, insieme alla Grecia, uno dei due paesi dell’Europa a
15 ancora privi di una misura nazionale di contrasto della povertà. Oggi, però, il tema di una modernizzazione in
chiave universalistica del nostro sistema di welfare torna a proporsi
con urgenza.
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Reddito di
base: una mappa per definirlo |
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Corrado del Bò |
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Chiare sono le caratteristiche che definiscono
quel che gli anglofoni chiamano basic income e che l’italiano traduce
a volte con reddito di base, altre volte con reddito di cittadinanza:
l’essere un trasferimento monetario, elargito periodicamente dallo
Stato agli individui indipendentemente dalle loro condizioni
economiche e senza riguardo per il loro contributo lavorativo.
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Risorse di cittadinanza |
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Chiara
Saraceno: "Non solo un trasferimento monetario" |
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Tarcisio Tarquini |
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La sperimentazione campana del reddito di
cittadinanza ha riaperto da noi la discussione sul basic income, anche
se - è lo stesso assessore alle politiche sociali della Regione a
precisarlo - la legge approvata in Campania è solo “una prima
approssimazione” al modello, poiché è una misura che riguarda solo i
poveri e non è ancora un reddito “per tutti”. Lei ritiene realistica
una proposta di basic income? O pensa, come pure altri affermano, che
rischia d’essere un diversivo per non affrontare sul serio e con
strumenti adeguati (per esempio, il reddito di inserimento) il tema di
proposte efficaci di contrasto alla povertà? |
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Libri |
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Una
discussione iniziata vent'anni fa |
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Il libro di Corrado Del Bò, “Un reddito per
tutti” (Ibis, Pavia, 2004) ha riproposto il tema del basic income che
nel nostro paese era stato discusso approfonditamente già sul finire
degli anni Ottanta in un convegno internazionale dell’Ires Cgil (tra
gli interventi, Bruno Trentin e Massimo Paci) |
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Il racconto |
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Una bustina
di lime tra i libri |
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Carola Susani |
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Mi sveglio prima che faccia luce. Il piumone
rosso perde penne, di qui a due mesi sarà vuoto: ti spinge fuori dal
letto. Anche il caffè lo bevo freddo, me lo preparo la sera per fare
prima. Non ho bisogno di conforto. Ho fretta di aprire la valigia. In
casa c’è silenzio. Accendo la caldaia, le finestre diventano a poco a
poco bianche di vapore. Allora rallento. Mi siedo sul tappeto in sala,
me la metto davanti. Non è una valigia da viaggio, non è di stoffa o
di pelle. È una gigantesca valigia di plastica dura, verde scabrosa,
organica, pesante. |
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Citazione & commento |
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Il paese del
melodramma virtuale |
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Raffaele Manica |
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Quando andò a incontrare il genio di Giuseppe
Verdi dalle parti dove quel genio era nato, l’“enorme zanzariera che è
la valle del Po fra Parma e Mantova”, non ancora gaudente per i
beneficî del federalismo a venire, Bruno Barilli – in un titolo che
qui si richiama senza voler far scattare allusioni al presente, Il
paese del melodramma – così scrisse: “Quella era l’epoca delle
sedizioni fulminee, dei grossi adulterii, dei preti e dei mangiapreti,
l’epoca del gaz, e di lampionari che vanno con l’asta nell’Ave Maria
fuligginosa e accendono dei lampioni rotti: la plebe porta il tabarro
alla spagnuola, il cappelluccio calcato sugli occhi, e sputa fuori dei
denti con tracotanza parlando a grumi quel dialetto mescolato e
gagliardo che ancora dura. Il cosiddetto vino della bassa, mistura
schiumosa e spropositata che faceva bum nello stomaco, dava fuoco ai
loro discorsi e aggiungeva risonanza all’umore fondo di questi
odiatori del genere umano”. |
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Vedere & sentire |
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Kinsey?
Meglio Pietro Germi, forse |
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Italo Moscati |
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Mi è piaciuto il film di Bill Condon, “Kinsey”
con Liam Neeson (ex Schindler), dedicato al sessuologo che tralasciò
lo studio delle vespe per analizzare il comportamento degli americani
negli anni ’50. Mi è piaciuto perché, con le armi del cinema che
possono essere a volte molto acuminate, presenta la realtà di un
grande paese, gli Stati Uniti, affetti da una tenace sessuofobia e da
un bigottismo altrettanto vischioso. |
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E-government |
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Libretti
magici e file |
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Patrizio Di Nicola |
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Quasi trenta anni fa, durante il servizio
militare, mi fratturai una caviglia. Dopo un periodo di ingessatura
ripresi la vita di tutti i giorni. Dato che l’accidente era avvenuto
al “servizio dello Stato”, avevo diritto ad una compensazione. Dopo
dieci anni mi informarono che la frattura dava luogo ad una invalidità
permanente. Io continuai la vita di tutti i giorni per altri anni. Un
giorno, nel 1992, sentii dei dolori alla vecchia frattura. |
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La storia |
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Ogni Primo Maggio, a Santa Croce di Magliano,
ricordano Nicola Crapsi |
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Fiori e confetti per il
ritratto di un sindacalista |
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Davide Orecchio |
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Due anni fa, in mezzo alla gente di Santa Croce di
Magliano, all’incertezza dei vecchi, alla corsa dei bambini, al getto
degli adulti, agli adolescenti che facevano ala, alle cadenze serie
dei sindacalisti, al venire incontro di chi non partecipa ma segue dal
riparo del marciapiede, c’ero anch’io. Passa il corteo del primo
maggio. Contadini, operai dello zuccherificio, pensionati, emigrati,
disoccupati. E poi la banda musicale. Alcune centinaia di persone
lungo vicoli di terracotta. |
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Un dirigente
in anticipo sui tempi |
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D.O. |
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Alfredo Maraffini negli anni Sessanta era un
giovane funzionario del Pci di Campobasso. Fu lui a combattere la
battaglia per la candidatura di Crapsi nelle elezioni al Parlamento
del 1963. «Nicola era un uomo nato per difendere la povera gente –
ricorda Maraffini –. Un uomo che ha dedicato la parte più importante
della sua vita a risolvere i problemi concreti dei sofferenti. Un
autodidatta che aveva grandi pregi ma anche difetti. Non era andato
oltre la quinta elementare; eppure negli anni, studiando, divenne
molto autorevole. Un giudice un giorno mi disse: “Quando compare
Nicola Crapsi, mi rendo conto che l’avvocato si limita a trascrivere
quanto gli detta; e poi non resta che leggere la sentenza”». |
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La memoria di un ex bracciante |
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Quanto costa
un uomo |
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D.O. |
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La guerra è finita da due anni e Crapsi l’hanno
appena congedato. Ritorna in una campagna affamata, dove tra forti e
deboli s’innesca come un attrito di pietre sfregate. Nessun
compromesso. Solo scintille. I braccianti emigrano, o chiedono lavoro.
Gli agrari rispondono assoldando squadracce di fascisti e spargendo
lividi, piuttosto che semenza. E poi, se e quando il lavoro si trova,
il prezzo da pagare è alto. C’è da donarsi del tutto; non solo le
braccia per mietere, o il tempo della fatica diurna, ma anche il sonno
della notte, l’intervallo del pranzo e della cena, la privatezza del
risveglio. |
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I colori e i
suoni di quest'anno |
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Michele Petraroia |
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La manifestazione del 1° Maggio a S.Croce di
Magliano resiste all’usura del tempo e si rinnova assumendo i tratti
di un luogo emblematico dove nel solco di una storia centenaria si
incontrano uomini e donne del Nord, del Centro e del Sud. |
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