Fecondazione assistita

Tre testi
per capire

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La discussione sulla fecondazione assistita

Tre testi per capire

 

a cura di Miriam Tola

Bioetica e procreazione assistita. Le politiche della vita tra libertà e responsabilità
di Vittoria Franco
Roma, Donzelli, 2005
pp. 166, euro 12,90

[La fecondazione eterologa] "danneggia l’unità coniugale introducendo nella coppia un elemento biologicamente estraneo che produce una sorta di adulterio biologico”. Nel corso della discussione parlamentare sulla fecondazione assistita deputati e senatori, al 90 per cento uomini, ci hanno regalato decine di perle di saggezza. Così tante che meriterebbero un’antologia. Quella che apre la nostra serie di recensioni è di Angelo Sanza, onorevole di Forza Italia, sceriffo intransigente

dell’odiato Far West procreativo. Sanza è in buona compagnia: al suo fianco si sono schierati Giulio Andreotti e Francesco Rutelli. Con la benedizione di Wojtyla e di Ratzinger, inflessibili guardiani dell’ortodossia cattolica, hanno contribuito all’approvazione della legge 40, la più retriva d’Europa e una delle più conservatrici al mondo. Una selva di divieti che il referendum del 12 e 13 giugno potrebbe attenuare.Sono ormai numerosi gli interventi e gli studi che fanno breccia nella retorica della celebrazione della vita dei teocon e nella cortina di fumo televisivo montata negli ultimi mesi. Tra questi Bioetica e procreazione assistita di Vittoria Franco, filosofa e senatrice Ds, indica implicazioni etiche e attori sociali del quadro legislativo: in scena troviamo i ricercatori e le coppe infertili, mamme e papà potenziali alle prese con i limiti dei propri corpi e le possibilità delle tecnologie. Ci sono la Chiesa, paladina della sacralità della natura fuori dal tempo, e uno Stato pronto a sottoscriverne i codici morali. Poi, dulcis in fundo, c’è l’embrione, la vera star del discorso pubblico italiano sulla riproduzione. Il protagonista di una norma che lo considera persona, soggetto debole da tutelare a scapito della salute, del desiderio e delle scelte della madre, ridotta a soggetto secondario del diritto. Così facendo, sottolinea l’autrice, “si perde una dimensione cruciale, la relazionalità. La maternità cessa di essere una scelta e torna a essere un destino”.

Il volume di Franco ha il merito di rendere accessibili concetti e pratiche negati dalla legge e dal pressappochismo mediatico: dalla crioconservazione alla fecondazione eterologa, dal desiderio di procreazione alle cellule staminali. La senatrice evidenzia i paradossi della legge e sostiene le ragioni del “diritto leggero”. Il suo lavoro però non oltrepassa la cornice dei quattro quesiti abrogativi. Non arriva alla critica radicale dell’impianto della legge fondata sulla famiglia eterosessuale, non lascia spazio alla voce di donne single, lesbiche e gay esclusi dall’accesso alle tecnologie di riproduzione. Una scelta coerente con la politica del suo partito ma, certo, parziale.

SIpuò. Procreazione assistita. Norme, soggetti, poste in gioco
a cura di S. Bonsignori,
I. Dominijanni, S. Giorgi
Roma, IL manifesto-manifestolibri, 2005
pp. 160, euro 6,90 (in edicola e in libreria)

“Una legge totalmente sbagliata, nell’impianto e negli scopi, nella lettera e nel senso”. Apre con un no inequivocabile alla legge 40 il volume collettaneo edito da Manifestolibri. Un no che, in assenza di un referendum per l’abrogazione totale (cassato dalla Corte Costituzionale), porta dritto sulla strada di quattro “sì” convinti ai quesiti parziali. Le autrici e gli autori spiegano perché in quattordici saggi scritti con approcci e stili diversi, Micaela Bongi ricostruisce la storia

della legge; Simona Bonsignori ripercorre il caso della Gran Bretagna, il primo paese a formulare una politica di regolamentazione in materia riproduttiva con il celebre Rapporto Warnock del 1984 realizzato sotto la supervisione della filosofa Mary Warnock; Grazia Zuffa e Maria Luisa Boccia tornano sull’eclissi della madre già al centro di un loro importante libro nel 1998; Ida Dominijanni indaga tre coppie di concetti cruciali: naturale/artificiale, laici/cattolici, politica/biopolitica; Giovanna Pajetta intervista uomini di sinistra contrari alla fecondazione eterologa; Gianni Rossi Barilli riflette sulla genitorialità gay e lesbica esclusa dalla legge. Le argomentazioni sono talvolta in consonanza con il fronte laico ma arricchite da punti interrogativi e critiche antiriduzioniste.

Il libro rimette sul piatto i temi caldi sulla fecondazione assistita e potrebbe essere un buon punto di partenza per riaprire quel discorso pubblico che è mancato prima della legge 40 e che sui media si è espresso coi toni della guerra di religione nei mesi precedenti al referendum.

Non si gioca con la vita
di Eleonora Cirant
Roma, Editori Riuniti, 2005
pp. 224, euro 12,00

E’ in libreria da poche settimane questo testo di Eleonora Cirant, trentenne milanese legata alla Libera Università delle Donne di Milano e attiva sostenitrice dei quattro sì al referendum. Ogni capitolo analizza in profondità le implicazioni di ciascun quesito: a partire dalla cellule staminali per arrivare alla fecondazione eterologa. Il libro è aperto dalla bella introduzione della biologa genetista Elena Del Grosso, tra le animatrici del Tavolo della donne sulla Bioetica. Del Grosso offre una critica efficace dell’immaginario

tecnoscientifico e della “mistica del Dna”a cui corrisponde la mistica dell’embrione dello schieramento teocon che Cirant discute citando le fondamentali osservazioni di Barbara Duden sulla rappresentazione del feto come entità separata dalla madre. Interessante il suggerimento dell’autrice di promuovere nei consultori un approccio laico alla “genitorialità responsabile” che comprenda anche trattamenti personalizzati per chi si rivolge alla fecondazione assistita. Certo, la proposta non piacerebbe al ministro Storace, che nel Lazio ha aperto i consultori agli integralisti cattolici del Movimento per Vita.

(www.rassegna.it, 8 giugno 2005)

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