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Roberto Petrini / L'imbroglio fiscale |
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Meno tasse per pochi
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di Beniamino Lapadula
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L’imbroglio fiscale
Roberto Petrini
Roma-Bari, Laterza, 2005
pp. 180, euro 14 |
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Il governo Berlusconi che ha vinto le elezioni
politiche del 2001 con lo slogan “meno tasse per tutti”, non ha
risolto la questione fiscale italiana, anzi, l’ha aggravata. Ha
introdotto infatti ulteriori complicazioni con la previsione di
sofisticati algoritmi per il calcolo dell’imposta personale e ha reso
più desolante il panorama fiscale del paese favorendo l’evasione e le
facili scappatoie dei condoni. Le tasse sono state ridotte soltanto ai
redditi più alti e queste riduzioni sono state finanziate con
l’incremento di una moltitudine di tasse minori, con l’aumento delle
tariffe e imposte locali, con il drenaggio fiscale.
È da questo quadro che prende le mosse l’ultimo
libro di Roberto Petrini. Dopo Il grande bluff e il Declino
dell’Italia (sempre per i tipi di Laterza), questo è il terzo libro
che il brillante giornalista economico di Repubblica dedica alla
politica del governo di centro destra.
La promessa
Al centro dell’analisi di quest’ultimo saggio c’è il tema della
riduzione delle tasse, il piatto forte di quel “Contratto con gli
italiani” a cui il presidente del consiglio a tutti i costi non vuole
rinunciare – o che, almeno, manifesta l’intenzione di voler rispettare
– anche a prezzo – come è avvenuto nel novembre del 2004 – di
promuovere Gianfranco Fini a ministro degli Esteri e Marco Follini a
vice presidente del consiglio. |
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L’agile libro di Petrini non si limita però ad
analizzare le scelte fiscali del governo: in modo semplice e sintetico
spiega l’Irpef, l’Iva, l’Irpeg, l’Irap e dà conto della partita doppia
del cittadino in cui si calcola il peso fiscale complessivo che hanno,
per le varie classi di reddito, imposte, contributi, ticket e
compartecipazioni...
Prima di inoltrarsi nell’attualità fiscale del nostro paese, l’autore
non manca di rivolgere lo sguardo alla storia del fisco segnata anche
da eventi burrascosi e, a volte, tragici e ai grandi pensatori che |
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hanno contribuito alla nascita dei moderni sistemi
fiscali: da Smith a Hume, da Locke a Stuart Mill.
I tanti rincari
Nei capitoli centrali del libro, Petrini intreccia sapientemente
il resoconto dei rincari delle microtasse decisi dal governo
Berlusconi, che hanno colpito più volte imprese e famiglie, con la
storia dei diversi “assalti fiscali” succedutisi nel corso degli anni
nei confronti di beni come l’auto, il gas, la luce, i telefonini.
Petrini non manca poi di raccontare il calvario
procedurale a cui i cittadini italiani devono sottoporsi per pagare le
tasse ed essere in regola con il fisco. Il confronto con gli altri
paesi europei diventa impietoso: in Francia l’amministrazione fiscale
si appresta a compilare la dichiarazione dei redditi, lasciando al
contribuente solo il compito di firmarlo e un sistema analogo è già in
vigore in Spagna dallo scorso anno. Questi paesi sembrano lontani anni
luce dal nostro: in Italia imperversano cartelle pazze e contenziosi
tributari che sfiorano il parossismo.
Nella parte conclusiva de L’imbroglio fiscale
Petrini sottolinea che in questo quadro fiscale disastrato, per la
destra non è stato difficile cavalcare la rivolta anti tasse, anzi
l’ha usata anche come collante per unificare le diverse anime
politiche che compongono la Casa delle Libertà. È stato sufficiente
far riferimento a profeti e guru delle destre ultraliberiste
anglosassoni e a politici come Margaret Thatcher, Ronald Reagan,
George W. Bush. Quando però si è passati dai programmi elettorali ai
fatti, il governo Berlusconi ha dovuto fare i conti con l’avvitamento
della crisi economica del paese e ha messo in atto riduzioni fiscali
significative solo per gli alti redditi; per di più, o finanziandole
in deficit o coprendole con aumenti di microimposte e con la mancata
restituzione del drenaggio fiscale.
Il vento che cambia
Anche a livello internazionale il partito anti tasse non morde più
come prima. L’onda lunga dei conservatori Usa certo non è finita ma,
come ricorda Petrini, il vento sta cambiando e quando i cittadini
guardano un po’ più in alto della propria denuncia dei redditi si
rendono conto che il mondo avrebbe bisogno di ben altro che della
riduzione delle imposte. Non per niente leader come Chirac, Lula,
Zapatero hanno lanciato l’idea di una nuova imposta planetaria per
finanziare programmi in favore dei paesi più poveri. Delle tasse si
può parlare male, conclude Petrini, ma ciascuno di noi deve ammettere
che sono il prezzo che dobbiamo pagare alla civiltà. |
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(www.rassegna.it, luglio 2005)
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