SINDACATI

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Intervista
a Rinaldini
 

Lo strappo
non c'è più

Sintesi della piattaforma

Fiom Fim Uilm dopo 4 anni
di divisioni

A ciascuno il suo

Metalmeccanici

Fiom Fim Uilm inviano la piattaforma
alle imprese

Metalmeccanici

Finalmente è accordo sulla piattaforma

Le reazioni

Metalmeccanici

In dieci anni salari decurtati

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Metalmeccanici / Piattaforma unitaria, parla Rinaldini

Lo strappo non c'è più

 

di Guido Iocca

Quest'intervista è stata pubblicata sull'ultimo numero di Rassegna sindacale (n. 2, 20-26 gennaio 2005)

La stagione degli accordi separati, per i sindacati dei metalmeccanici, sembra definitivamente archiviata. Dopo quattro anni di incomprensioni  e due tornate contrattuali affrontate in ordine sparso (l’ultima, due anni fa, con documenti rivendicativi separati: Fim e Uilm da una parte, Fiom dall’altra), il via libera alla piattaforma unitaria per il rinnovo del secondo biennio economico 2005-2006, dato lo scorso 11 gennaio dagli stati maggiori delle tre organizzazioni, riporta ufficialmente il sereno nella categoria.

Una bozza d’intesa, quella che a partire dai prossimi giorni passerà al vaglio delle assemblee nei luoghi di lavoro e che il 15, 16 e 17 febbraio sarà sottoposta a referendum, che si compone di tre testi: il primo con le richieste salariali (130 euro lordi al quinto livello, articolati in due parti, 105 per il recupero dell’inflazione e 25 per i lavoratori che non hanno la contrattazione integrativa), il secondo con cui Fiom, Fim e Uilm s’impegnano ad avviare un lavoro comune rispetto a tre temi fondamentali per il settore: la politica industriale, il mercato del lavoro e l’inquadramento professionale, il terzo in cui vengono definite le regole che le tre sigle seguiranno, nel corso della vertenza, per quanto riguarda i loro rapporti reciproci e quelli con i lavoratori (vedi il documento in fondo alla pagina). “Un primo importante test di quella che sarà la discussione nei luoghi di lavoro – spiega Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom – l’abbiamo sicuramente avuto il 14 gennaio, in occasione della nostra assemblea nazionale, che ha approvato (dopo il consiglio generale della Fim, il 12, e la direzione della Uilm, il 13, ndr) l’intesa unitaria a larghissima maggioranza, con sole 20 astensioni e cinque voti contrari. Una risposta consapevole e positiva da parte di un organismo composto, oltre che dai membri del comitato centrale, in gran parte da delegati sindacali”.

Rassegna  Federmeccanica sostiene che le richieste della piattaforma sono inaccettabili. Un cifra pari ad almeno il doppio, secondo il presidente Roberto Biglieri, rispetto a quanto risulterebbe dai calcoli sul recupero dell’inflazione.

Rinaldini  Federmeccanica continua a pensare a una politica di riduzione del potere d’acquisto dei lavoratori. E questo non è assolutamente accettabile: se le stesse posizioni verranno portate al tavolo contrattuale, è evidente che si andrà a un conflitto pesante. Per quel che concerne, nello specifico, l’affermazione di Biglieri, faccio notare semplicemente che non esiste più l’inflazione programmata concordata tra le parti e che noi non siamo più disposti ad assumere come riferimento l’inflazione unilateralmente decisa dal governo.

Rassegna  Con la piattaforma unitaria arrivano, assieme alla richiesta salariale e al documento sulla ripresa dell’iniziativa sindacale, nuove regole di democrazia. Saranno utili per scongiurare, d’ora in avanti, accordi separati? E pensi che possano servire da modello anche per altre categorie di lavoratori?

Rinaldini  Le regole che abbiamo concordato evitano, oggettivamente, qualsiasi ipotesi d’accordo separato. Non a caso le abbiamo messe a punto contemporaneamente all’elaborazione della piattaforma: tutte e tre le organizzazioni di categoria sono e saranno obbligate al rispetto di quanto i loro rappresentanti hanno volontariamente (e sottolineo volontariamente) sottoscritto. Quanto alla spendibilità di quella parte dell’accordo fuori dall’ambito della nostra categoria, non c’è dubbio che il percorso che abbiamo intrapreso, che con qualche buona ragione abbiamo indicato come provvisorio e sperimentale, rappresenta un elemento importante per la definizione più complessiva del sistema delle regole e, in questo senso, non è difficile intravedere un rapporto con la stessa discussione a livello confederale.

Rassegna  Ricucire lo strappo con Fim e Uilm non dev’essere stato facile. Come ha vissuto la Fiom i sette mesi di negoziato che hanno preceduto il varo della piattaforma unitaria?

Rinaldini  Ricostruire una posizione unitaria non è stato semplice per nessuna delle tre organizzazioni: ognuna ha dovuto rinunciare a qualcosa. Alla fine, però, si è pervenuti a un risultato assolutamente apprezzabile. Non mi appassionano i dibattiti che, partendo dall’analisi di quelle che erano le posizioni di partenza dei componenti di un negoziato, hanno come obiettivo stabilire chi ha vinto e chi ha perso. Abbiamo una piattaforma unitaria, un documento sulla politica industriale che preannuncia anche una giornata di mobilitazione dell’intera categoria, un nuovo sistema di regole: questi elementi di convergenza sono ora vincolanti per tutti.

 

(www.rassegna.it, 24 gennaio 2005)

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