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Andrea Bajani è nato a Roma nel 1975 e vive a
Torino.
È autore del reportage satirico “Mi spezzo ma non m’impiego” (Einaudi,
2006). Il suo ultimo romanzo, tradotto in Francia e salutato con
entusiasmo da critica e pubblico, è “Co”
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“Sui lavoratori precari, troppo spesso si spendono
parole generiche, il cui unico risultato è quello di andare a
consolidare un luogo comune che li vede in qualche modo confinati in
serie B. La stessa definizione di ‘atipici’ tradisce questo loro
sfuggire alla norma, questo loro essere eccezione, categoria speciale.
“Eppure ci troviamo di fronte ad un momento importante, cruciale,
della storia dei lavoratori. Sottovalutare il fatto che i lavoratori
precari non sono altro che lavoratori e basta, lavoratori senza
aggettivi, è un rischio che non bisogna correre, pena l’incapacità di
confrontarsi con un mondo, quello attuale, in cui la precarizzazione è
un paradigma dilagante e tutti i livelli. “È con questo scenario che
il sindacato deve confrontarsi, con un orizzonte così frantumato da
rendere difficile qualsiasi forma di rappresentanza collettiva. “È una
sfida per affrontare la quale il sindacato deve in qualche modo
mettersi in discussione, riposizionarsi, elaborare strategie nuove,
diverse. I lavoratori precari, in gran parte disillusi, chiedono
questo”. |