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Letteratura e lavoro. Attrazione fatale

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Festival di Mantova / Il 6 settembre Epifani incontra tre scrittori

Letteratura e lavoro. Attrazione fatale

di Ivan Africani
Segretario generale Camera del lavoro di Mantova

E’davvero bello e importante che la Cgil nazionale inserisca tra gli eventi del Festivaletteratura di Mantova una propria iniziativa. Il 6 settembre alle 18.00 la storia dei nostri cento anni aprirà l’evento culturale del settembre virgiliano. Sarà un incontro di grande livello quello tra il segretario

generale Guglielmo Epifani, il pubblico di Mantova e tre scrittori emergenti Tre autori della nuova generazione, tornata a scrivere sui problemi del mondo del lavoro. Epifani parlerà con loro dei più pressanti temi che riguardano i giovani: le nuove attività, le incertezze di generazioni sempre più in bilico, l’incubo della precarietà permanente. La presenza di Epifani a Mantova durante il Festival arricchisce ulteriormente una manifestazione unica e coinvolgente, giunta alla decima edizione a conferma del riconoscimento di pubblico e di critica ormai acquisito. Il Festivaletteratura è un’iniziativa speciale, ricca di quel fascino particolare che nasce dal sapere, dalla scoperta di idee, di mondi e di cose nuove, dalla voglia di ascoltare dalla voce dei protagonisti le loro storie, che avvolgono in una specie di fremito tutta la città.

Mantova, in questa occasione, sembra splendere più del solito di quel connubio tra la cultura e le sue bellezze architettoniche e artistiche. Non c’è palcoscenico migliore di quello del Festival per raccontare i nostri primi cento anni. Un palcoscenico aperto, col suo pubblico e i suoi autori, al mondo intero. Un palcoscenico in cui ricordare che la storia della Cgil è un’unica cosa con la storia sociale, politica, economica e istituzionale del nostro territorio e del paese. È la storia di migliaia di lavoratrici e lavoratori che con sacrifici, determinazione e lotte sono riusciti a dare un contributo fondamentale alla crescita e allo sviluppo economico, civile e democratico di Mantova e dell’Italia. È attraverso il lavoro che milioni di lavoratori hanno saputo riscattarsi e rivendicare con dignità il proprio ruolo nella società.

A Mantova nel 1861, subito l’unificazione d’Italia, si sono sviluppate le società di mutuo soccorso e hanno avuto luogo le prime lotte contadine, sfociate tra il 1880 e il 1885 nei moti della Boje. Moti che restano uno dei simboli più significativi della lotta dei braccianti e dei lavoratori della terra per contrastare la pellagra, per rivendicare orari meno massacranti e salari che permettessero alle famiglie una vita dignitosa. A San Rocco di Quistello, piccola località in provincia di Mantova, è nata nel 1890 la prima lega contadina d’Italia. In città si è costituita nel 1901 la federazione provinciale dei lavoratori della terra, che ha anticipato di pochi mesi quella nazionale. La Federazione nazionale si è trasformata nel 1902 in segretariato – in capo al quale, nel 1905, è stata eletta una donna, Argentina Altobelli – con sede nazionale a Mantova.

Da queste radici trae origine la nostra storia che, col passare del tempo, ha saputo interpretare il passaggio da un territorio prettamente rurale e agricolo a realtà industriale. Un solo filo conduttore, per noi, non è mai cambiato: porre al centro del nostro impegno le condizioni di chi lavora. Oggi più che mai, di fronte alle trasformazioni che rischiano di spingere milioni di giovani verso la marginalità sociale, privandoli di diritti e di tutele, sottoponendoli a ricatti e a imposizioni, è necessario ridare valore al lavoro, ridare dignità e certezze a chi si affaccia al mondo del lavoro. Celebrare il nostro centenario ha quindi un duplice significato: da una parte recuperare la memoria, dall’altra utilizzare questa memoria per interpretare l’attualità e i cambiamenti in atto. Credo che lo spirito di rievocazione del Centenario della Cgil sia molto simile allo spirito del Festival. Due mondi, il Lavoro e la Letteratura, si amalgamano nell’identica volontà di capire, di ascoltare e conoscere il passato e il futuro.

 

(www.rassegna.it, 5 settembre 2006)

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