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Epifani, "è un nuovo inizio". Insomma un
compleanno straordinario.
La giornata di celebrazioni è iniziata al teatro degli Arcimboldi, dove la confederazione e i suoi ospiti hanno ricordato quei 500 delegati che 100 anni fa diedero inizio a questa storia. C’erano molti ministri del governo e rappresentanti del centrosinistra, oltre agli ex segretari generali Sergio Cofferati e Antonio
Pizzinato, a festeggiare la Cgil. Erano presenti oltre al presidente del Consiglio,
Romano Prodi, all’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro e al presidente della Camera, Fausto
Bertinotti, ben sei ministri. Sono intervenuti, infatti, i ministri Giuliano Amato, Antonio Di Pietro, Paolo
Ferrero, Cesare Damiano, Barbara Pollastrini e Alessandro Bianchi. Alla manifestazione hanno partecipato anche i presidenti della Regione Lombardia e della Provincia di Milano, Roberto Formigoni e Filippo Penati, e il sindaco Letizia Moratti. In sala anche il segretario nazionale della Cisl, Raffaele Bonanni, e l'ex segretario Savino Pezzotta, oltre al presidente del Cnel, Antonio Marzano, al segretario dei Ds Piero Fassino e al segretario di Rifondazione Comunista Franco Giorndano. I lavori erano presieduti da Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil Lombardia. Con interventi di Onorio Rosati, segretario della Camera del lavoro di Milano, lo storico Adolfo Pepe, John Monks, segretario generale della Ces, Guy Ryder, segretario generale della Cisl internazionale e Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil.
Ed è spettato a Susanna Camusso aprire i lavori chiamando sul palco, come alla presidenza di un congresso, coloro che poi sarebbero intervenuti.
Dopo i saluti delle istituzioni locali (sindaco, presidente della provincia e della Regione) è toccato a Romano Prodi portare i suoi auguri. Il presidente del consiglio ha ricordato come la Cgil in questi cento anni abbia sempre difeso i diritti dei lavoratori anche in momenti terribili, anche quando non poteva legalmente difenderli.
Prima di Prodi avevano preso la parola Adolfo Pepe per una prolusione storica e gli ospiti stranieri John Monks e Guy Ryder.
Una volta proiettato in sala il saluto del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,
Guglielmo Epifani ha chiuso la manifestazione salutando gli ospiti presenti e gli assenti. Calorosi gli applausi in sala per gli ex segretari Antonio Pizzinato e Sergio Cofferati. E ancora più emozionati e affettuosi quando Epifani, parlando a braccio, ha rivolto un augurio di pronta guarigione a Bruno Trentin, il 76enne ex leader della Cgil, in convalescenza dopo il serio incidente in bicicletta occorsogli mentre era in vacanza in Alto Adige. Un saluto speciale è stato rivolto anche a Vittorio Foa
Nella relazione del segretario il senso di questi 100 anni di storia della Cgil strettamente intrecciati a quella del paese si è fatto improvvisamente concreto. Una storia scandita appassionatamente nelle sue tappe più importanti, da parte di Epifani, che sembrava volerli ricordare e abbracciare tutti, gli uomini e le donne che hanno costruito il sindacato, gli eroi e le vittime, i Placido Rizzotto e i Guido Rossa, e i tanti protagonisti che hanno reso unica al mondo quest’organizzazione. Mentre il segretario parlava, sullo sfondo dei 500 del 1906 immortalati in una gigantografia, sembrava che fossero tutti presenti in teatro, i morti insieme ai vivi, la Cgil del passato e quella che deve ancora venire.
Ed è guardando al futuro che Epifani ha concluso la giornata. Dopo aver denunciato la precarietà dei giovani, la schiavitù che colpisce gli immigrati nelle campagne del sud, dopo aver chiesto una commissione parlamentare d’inchiesta sul lavoro, Epifani ha ricordato che la Cgil non ha vissuto questi 100 anni per tornare alle disuguaglianze del 1906. Il segretario ha infatti ricordato che il lavoro deve tornare ad essere centrale nelle politiche pubbliche. "Nelle scelte legislative, negli spazi culturali e delle partecipazioni sociali. Insieme ai contenuti e all'idea di una cittadinanza moderna, il lavoro fonda il riferimento essenziale di una politica e cultura riformatrice. Non contrapposto all'idea di impresa e di mercato, ma neanche subalterno". Il segretario della Cgil, tuttavia, non dimentica di sottolineare che la "societa' in cui viviamo presenta problemi e contraddizioni sempre piu' forti, piu' grandi, spesso difficili da dirimere e superare. L'Italia continua ad attraversare un suo originale percorso, sempre in bilico fra declino e possibilita' di farcela. Tra ricchezza e poverta', tra aree forti e aree che sono rimaste indietro, tra egoismo e solidarieta', inclusione e separazione, tra meriti e bisogni, tra richiesta di istituzioni ordinate, forti, pienamente democratiche ed una infinita transizione istituzionale".
Epifani ha ricordato che l'importanza del ''progetto nuovo per l'Italia'', emerso nel congresso di Rimini, era stata ''raccolta dalle forze e dallo schieramento che hanno vinto le elezioni''. ''Di quel progetto il paese ha bisogno - ha sottolineato -. Ne hanno bisogno i lavoratori, i pensionati, soprattutto i giovani. Quelli a cui abbiamo dedicato assieme il nostro Congresso e il senso di questo Centenario. Un paese che non guardi ai giovani è un paese che si chiude, che ha paura, che non investe sul proprio futuro. È per i giovani che quel progetto non va abbandonato, non va lasciato cadere, non va contraddetto”.
La giornata di festa si è conclusa alla Scala, dove la Filarmonica– diretta dal maestro Riccardo Chailly – ha dedicato alla Cgil un concerto con partiture di Stravinskij
e Respighi. |