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Fiat Mirafiori / Il risultato del voto alle Carrozzerie

La Cgil vuole riflettere

 

La parola d'ordine è "riflettere, studiare, analizzare", senza però precipitarsi a dare letture affrettate. Dopo l'esito del voto alle Carrozzerie Fiat di Mirafiori, venerdì scorso, che ha ridimensionato le rappresentanze confederali e portato avanti i sindacati autonomi, si apre la fase dei ragionamenti. Soprattutto in casa Cgil, a dire il vero, mentre Cisl e Uil per il momento minimizzano l'esito del voto.

Oggi, a margine di un convegno per il No al referendum, a Napoli, Guglielmo Epifani ha sottolineato che 'non è un buon risultato per la Fiom e quindi per la Cgil'. 'Dodici anni fa - ha spiegato il segretario generale della Cgil alle agenzie di stampa - la Fiom aveva la maggioranza assoluta a Mirafiori, adesso è scesa a poco più del 20%. Quindi c'è un problema di tendenza che va studiato e analizzato. Innanzitutto - ha proseguito Epifani - bisogna farlo da parte della Fiom di Torino e della Fiom nazionale. Anche la Cgil darà il suo contributo a questa analisi perché sicuramente non è un risultato che può soddisfarci'.

Ricordiamo che a Mirafiori (la più grande fabbrica d'Italia, ma che dal 2003 ha perso 2.600 lavoratori contandone oggi 5.400) hanno votato 4.643 lavoratori, ossia l'87% degli aventi diritto, percentuale molto alta e in crescita del 5,1% rispetto alle precedenti elezioni. In tutto sono stati eletti 45 delegati: la Fim e' la prima organizzazione con il 27% dei voti e 12 rsu, seconda la Fiom con il 23,6% (11), terza la Fismic con il 19,9% (9), quarta la Uilm con il 14,3% (7). Seguono l'Ugl con il 9,8% (4) e i Cobas il 5,5% (2). Se si considerano anche i tre delegati della Marelli, Fiom e Fim hanno entrambe 12 rsu, la Fismic 11.

Nel commentare il voto Epifani si è detto d'accordo con Rinaldini, che ieri in un'intervista all'Unità ha riconosciuto l'esito "insoddisfacente" per la Fiom, ma ammonendo a non dare "articolate analisi di lettura cinque minuti dopo il voto". Rinaldini, ad ogni modo, alcune prime chiavi di lettura le ha fornite. Ad esempio ha ricordato che "bisogna tenere conto di alcune specificità delle Carrozzerie": la riduzione del numero di lavoratori ha portato, come conseguenza, che "non c'è più la stessa base elettorale. Se ne sono andati molti delegati - sottolinea Rinaldini - e soprattutto sono anni che non entrano giovani. A differenza di quanto avviene, invece, in altri stabilimenti Fiat". Il leader della Fiom invita quindi a tenere conto delle particolarità delle Carrozzerie e ad aspettare i risultati del voto negli altri stabilimenti Fiat (le elezioni si concludono a luglio) per elaborare un'interpretazione più generale.

Rinaldini sottoscrive inoltre pienamente quanto detto a caldo dal segretario della Fiom torinese, Giorgio Airaudo, secondo il quale ''è urgente una riflessione sul modello di rappresentanza". Per Airaudo "45 delegati sindacali in un grande stabilimento di oltre 5 mila addetti non consentono di andare oltre la rappresentanza politica, sacrificando le condizioni di lavoro. Bisogna andare oltre le Rsu se si vogliono rappresentare le condizioni di lavoro''. Airaudo ha poi aggiunto che 'la Fiom aprira' una riflessione su questo voto e si riproporra' come sindacato contrattuale, di proposta, conflittuale e integralmente democratico''. ''In un periodo per fortuna piu' stabile e piu' rassicurante per i lavoratori - osserva Airaudo - registriamo uno spostamento di voti verso il sindacalismo piu' moderato, corporativo e non confederale. Scampato il pericolo, il nostro appeal confederale sembra venire meno. Ci viene mandato un segnale dai lavoratori di Mirafiori che riguarda il posizionamento di governo del sindacato nel rapporto con l'azienda e con le politiche dei governi locali e nazionali. Noi della Fiom Cgil non lasceremo la protesta senza proposta sui problemi reali alla destra sociale ed al sindacalismo moderato''.

Il tutto avviene in piena discussione del rinnovo del contratto aziendale. Giovedì prossimo, infatti, presso l'Unione Industriali di Torino è fissato il terzo 'round' della trattativa per il rinnovo del contratto integrativo dei lavoratori del gruppo Fiat. Al tavolo i rappresentanti dei sindacati di categoria (Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil e Fismic) e quelli dell'azienda torinese, guidati da Paolo Rebaudengo, responsabile delle relazioni sindacali del Gruppo. L'incontro potrebbe rivelarsi decisivo per le sorti dell'accordo che interessa circa 80mila lavoratori degli stabilimenti Fiat Auto, Sata, Powertrain, Sevel, Iveco, Cnh, Marelli, Teksid, Business Solutions, sparsi in tutta Italia. Per le richieste dei sindacati vai al link.

 

(www.rassegna.it, 19 giugno 2006)

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