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Dopo i Dico, i Cus

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Unioni civili / Nuovo provvedimento al Senato

Dopo i Dico, i Cus

 

M.Tot.

A regolare le unioni civili oggi arrivano i Cus: contratti di unione solidale. Un tempo erano i Pacs, poi vennero i Dico.
Il relatore del nuovo provvedimento è Cesare Salvi, presidente della Commissione Giustizia del Senato, che questa mattina ha presentato il testo base in comitato ristretto e che si prepara a incontrare nella prossima settimana il Forum della Famiglia, promotore del Family Day, e le organizzazioni degli omosessuali. Dopo le audizioni, che si concluderanno probabilmente prima della pausa estiva, il comitato dovrebbe licenziare il testo a settembre.
“Il testo base che abbiamo presentato prevede un contratto di unione solidale di due persone anche dello stesso sesso, per l’organizzazione della vita in comune” ha affermato Salvi aggiungendo che il Cus verrà inserito “come titolo aggiuntivo del Codice civile che si occupa della persona e della famiglia”.

Il nuovo testo, facendo proprie alcune idee presenti nel ddl proposto dal senatore di Forza Italia Alfredo Biondi, indica diritti e doveri reciproci della coppia accordandole una serie di benefici tipici delle unioni matrimoniali, come ad esempio i diritti successori. Se, infatti, l'unione solidale è stata registrata per almeno nove anni, le coppie di fatto potranno ereditare i beni alla morte del convivente. A questo proposito, il nuovo testo base introduce una “quota legittima”: un quarto dell’eredità se il convivente deceduto ha figli, fratelli e sorelle; la metà se ci sono parenti fino al sesto grado; tutta negli altri casi. I Cus contemplano anche il diritto di successione nei contratti di affitto. Le coppie che sigleranno un contratto di unione solidale potranno avere inoltre assistenza sanitaria e penitenziaria e agevolazioni nei trasferimenti di lavoro, nonché decidere sulle donazioni di organi e sulle celebrazioni funerarie del convivente.

Dal punto di vista dei contenuti, dunque, le proposte del testo base sui Cus non sono molto diverse da quelle dei Dico. E probabilmente susciteranno le stesse polemiche. Franco Grillini ha accolto positivamente la riapertura della discussione sui diritti delle coppie di fatto e di quelle omosessuali, ma il provvedimento va approvato al più presto: “In Italia alcuni milioni di cittadine e cittadini, vivono in regime i convivenza e attendono da tempo una buona legge di regolamentazione. – ha sottolineato il deputato - È un'occasione che non va sprecata. È auspicabile che la discussione in Senato proceda rapidamente.” Grillini non ha mancato di muovere anche alcune critiche, in particolare sul fatto che nove anni per accedere all’eredità del convivente siano troppi e sul rinvio di alcune decisioni, come quella della reversibilità della pensione – al riordino della materia.
Contrario invece il giudizio della Casa delle Libertà che boccia i Cus come bocciò a suo tempo i Dico.

Ma in cosa i Cus non sono i Dico? Nel riconoscimento simbolico: il Cus si presenta come una semplice scrittura privata. Il contratto, infatti, dovrà essere siglato congiuntamente dalla coppia davanti a un giudice di pace o a un notaio e, pur avendo visibilità pubblica (verrà, infatti, inserito in un registro apposito e qualsiasi sua modifica dovrà seguire lo stesso iter), non godrà della stessa natura giuridica del matrimonio tradizionale.

(www.rassegna.it, 12 luglio 2007)

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