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Basta con lo schiavismo a Gioia Tauro

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Immigrati / La denuncia della Flai Cgil

Basta con lo schiavismo a Gioia Tauro

Il segretario della Flai-Cgil di Gioia Tauro, Antonio Calogero, denuncia le dure condizioni di vita degli immigrati che lavorano nella piana di Gioia Tauro, in Calabria. La Flai-Cgil, ''ritiene importante avviare una fase di confronto tra tutti gli attori sociale e istituzionali che si occupano di immigrazione, con il mondo delle associazioni e del volontariato, al fine di ricercare un impegno comune, mettendo in rete tutte le esperienze e le singole competenze''. E' necessario, secondo Calogero, ''costruire punti di riferimento certi per la necessita' immediata di assistenza degli immigrati, sviluppare un progetto dell'accoglienza che, nel breve termine, possa far nascere strutture dignitose , idonee all'integrazione, socializzazione e inclusione sociale''.

Calogero cita il il recente rapporto della Commissione “De Mistura” per sottolineare come l'esperienza dei Centri di permanenza temporanea sia stata un "fallimento", ma ricorda che spesso i migranti che vivono fuori si trovano in condizioni ancora "peggiori" di quelle dei Cpt. Per questo la Cgil ritiene che ''la scommessa e' offrire accoglienza, condizioni abitative dignitose, assistenza sociale e legale, servizi sanitari, formazione e istruzione, non piu' solo feste etniche, sagre e folclore ma tutele, diritti ed un tetto per tutti''. Come Flai-Cgil, spiega Calogero, ''siamo fortemente interessati al problema, poiche' la gran parte dei lavoratori stranieri e migranti, presenti sul nostro territorio, trovano occupazione, spesso sottopagata, a condizioni schiaviste, in agricoltura. E' necessario, dunque, tentare di mettere insieme ed in rete tutti i soggetti interessati e che oggi si occupano di immigrazione sul territorio''. Calogero annuncia che come sindacato chiederà ''la presenza della rappresentanza dei sindaci della piana e dell'assessorato regionale al lavoro e della Provincia di Reggio Calabria per passare dalle ''parole ai fatti'' e aprire un tavolo di confronto e realizzazione delle idee''.

Nei campi della Piana (in particolare a Rosarno) lavorano oltre 4mila persone, la maggior parte delle quali africane o dell’Est Europa, e rigorosamente in nero. Pagate 20 euro al giorno e alloggiate in case abbandonate o ex fabbriche, ridotte in condizioni igieniche allarmanti e spesso sottoposte a ricatti e violenze. In pratica i nuovi schiavi, sfruttati dalla ’ndrangheta nella raccolta di agrumi.

Per quanto riguarda l''immigrazione regolare, quest'anno sono 3 mila le autorizzazioni, in Calabria, per l’ingresso di lavoratori stagionali extracomunitari, concesse lo scorso marzo sulla base della ripartizione territoriale fatta dal ministero della Solidarietà sociale. Gli ingressi riguardano cittadini provenienti, soprattutto, da Croazia, Serbia, Montenegro, Bosnia ed Erzegovina, e da Paesi che hanno sottoscritto - o stanno per sottoscrivere - accordi in materia, come Tunisia, Albania, Marocco, Egitto. I settori, ai quali i lavoratori extracomunitari faranno riferimento, sono quello dell’edilizia, del turismo, ma, soprattutto, quello dell’agricoltura, dove gli stranieri rappresentano, circa, il 13% degli occupati di tutto il Paese. Secondo il rapporto Migrantes della Caritas, realizzato in collaborazione con la Coldiretti, il numero complessivo degli immigrati occupati regolarmente in agricoltura, sul territorio nazionale, sarebbe di circa 125 mila unità.

(www.rassegna.it, 5 aprile 2007)

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Cgil Gioia Tauro