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Non diminuisce
la povertà. Oltre 7 milioni di indigenti

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Gli ultimi dati Istat

Non diminuisce la povertà
Oltre 7 milioni di indigenti

di Marco Togna

Oltre sette milioni di poveri, altrettanti a forte rischio. E più della metà, ben il 65 per cento, sono nel Mezzogiorno, dove è indigente una famiglia su quattro. Nel nostro paese la povertà non accenna a diminuire, è “sostanzialmente stabile” da ben quattro anni. A dirlo è l'Istat, nel suo Rapporto sulla povertà relativa in Italia nel 2006. Un indicatore che, ad esempio per una famiglia di due persone, equivale a 970 euro al mese (che è la spesa mensile media pro capite): una coppia che consuma per meno di quella cifra è classificata come povera. La soglia per un single è di 582 euro, per una famiglia con quattro componenti è 1.581 euro. '”La criticità del sud – ha detto la direttrice centrale dell'Istat Linda Laura Sabbadini – non si intacca. Nel Mezzogiorno ci sono segnali non positivi sull'occupazione e molto negativi sull'inattività delle donne che rinunciano addirittura a cercarsi un lavoro. E il lavoro femminile è un antidoto alla povertà familiare. Rispetto all'Europa, poi, l'Italia registra un'alta disuguaglianza. Soprattutto una maggiore distanza fra ricchi e poveri del sud rispetto a ricchi e poveri del nord”.

Quante sono?
Sono 2 milioni 623 mila le famiglie che vivono in questa situazione, l’11,1 per cento del totale. Stiamo parlando di 7 milioni 537 mila persone, pari al 12,9 per cento dell’intera popolazione. A rischio povertà, quindi poco sopra la soglia convenzionale, sono 1 milione 900 mila nuclei familiari (l’8,1 per cento del totale). Di questi, il 3,9 per cento spende fino al 10 per cento in più rispetto a quanto sborsa una famiglia considerata povera, un altro 4,2 per cento spende tra il 10 e il 20 per cento in più.

Dove sono?
La povertà è soprattutto nel sud Italia: il 22,6 per cento delle famiglie meridionali è indigente, cioè il 65 per cento del totale. Nel centro-nord soltanto il 7 per cento delle famiglie risulta sotto la soglia di povertà. Nel Mezzogiorno, inoltre, le famiglie a rischio povertà sono il 17 per cento del totale: il 6,8 spende fino al 10 per cento in più rispetto alla soglia del 970 euro, il 6,5 tra il 10 e il 20 per cento in più. La povertà relativa delle famiglie meridionali presenta anche caratteri di maggiore gravità: la spesa media mensile di una famiglia indigente del sud Italia è di 752 euro, contro i 797 del nord e gli 806 del centro Italia.

Riguardo le singole regioni, le situazioni peggiori si riscontrano in Sicilia (28,9 per cento) e Calabria (27,8), le migliori in Emilia Romagna (3,9 per cento), Lombardia (4,7) e Veneto (5). Sardegna e Abruzzo mostrano condizioni migliori del resto del Mezzogiorno (rispettivamente, 16,9 e 12,2 per cento di famiglie povere), mentre Valle d'Aosta e Friuli Venezia Giulia sono le uniche regioni del centro-nord con livelli di povertà (superiori all'8 per cento) significativamente più elevati della macroarea di appartenenza.

Chi sono?
Le famiglie più povere sono quelle numerose, con cinque o più componenti: quasi un quarto (il 24,3 per cento) risulta indigente, mentre lo è oltre un terzo (37,5 per cento) di quelle residenti nel Mezzogiorno. Il disagio economico cresce quando i figli sono
minorenni: sono povere il 17,2 per cento delle coppie con due figli e il 30,2 di quelle con almeno tre figli. Il fenomeno risulta più diffuso nel Mezzogiorno, dove risiede la maggior parte dei nuclei familiari numerosi.

Notevoli difficoltà mostrano anche le famiglie con persone anziane: l'incidenza della povertà è del 13 per cento laddove è presente un over 64, mentre sale al 15,3 se gli anziani sono almeno due. Meno diffusa è in generale la povertà tra le famiglie con un solo genitore (13,8 per cento del totale). anche se colpisce in particolare il nord Italia: l'incidenza osservata è dell'8,1 per cento, rispetto alla media del 5,2.

La povertà è associata a bassi livelli di istruzione, pari al 17,9 per cento, quasi quattro volte di più di quella osservata tra le famiglie che hanno a capo una persona diplomata (5 per cento). E anche all'esclusione dal mercato del lavoro: l'incidenza tra le famiglie dove due o più componenti sono in cerca di occupazione è di quasi quattro volte superiore a quella delle famiglie senza disoccupati. Se a capo della famiglia c'è una persona in cerca di lavoro l'incidenza di povertà raggiunge il 28,2 per cento (38,2 nel Mezzogiorno).

(www.rassegna.it, 4 ottobre 2007)

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