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Scandalo sanità

L'Umberto I non è un caso isolato

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Scandalo sanità

L'Umberto I non è un caso isolato

 

Un disastro figlio, anche, della catena di appalti e subappalti che ha trasformato la sanità pubblica in una terra di nessuno fuori controllo. E' questa l'opinione che lascia intuire, tra le righe, la segretaria confederale della Cgil Morena Piccinini commentando lo scandalo esploso all'ospedale Umberto I di Roma in seguito all'inchiesta dell'Espresso su incurie e disservizi, e poi allargatosi anche ad altri ospedali italiani con le ispezioni ordinate dal ministro della Salute Livia Turco. ''Politica e potentati di vario genere - ha detto oggi Piccinini intervenendo al comitato direttivo della Cgil di Padova - hanno prodotto sperperi e disservizi, fino ad arrivare a quanto e' stato svelato dal giornalista de L'Espresso, Fabrizio Gatti". Ma per la dirigente sindacale "non si tratta di un caso isolato, temo, ma di un fenomeno molto diffuso. E poi, e' possibile, ci chiediamo, che un giornalista riesca a stare in un ospedale per un mese, senza che nessuno gli chieda nulla, senza che nessuno gli chieda 'ma tu chi sei e cosa stai facendo?'. Vuol dire che tra appalti, subappalti e tutto quello che c'e' in mezzo nessuno sa piu' chi lavora, chi non lavora e cosa deve fare''. Secondo la segretaria della Cgil ''da qui bisogna partire per la riforma profonda della pubblica amministrazione. Noi siamo disponibili a discuterne al tavolo con il Governo a patto che non si discuta solo di quanto producono i pubblici dipendenti. E' ovvio che se si riforma la pubblica amministrazione si arriva anche li', ma non deve essere il punto di partenza. Il punto di partenza sono i disservizi, il costo della politica, il costo oggi di tutte le pubbliche amministrazioni ad ogni livello''.

Sul caso romano interviene anche la Flc Cgil, la federazione della conoscenza, che chiama in causa direttamente il rettore dell'Università La Sapienza, Renato Guarini, denunciandone "l'assordante silenzio". "In merito ai fatti accaduti al Policlinico Umberto I di Roma - dichiara in una nota Stefano De Caro, il segretario generale della Flc-Cgil di Roma e del Lazio -, stupisce ed indigna l'assenza di una presa di posizione da parte dell'universita' ed in particolare l'assordante silenzio del rettore Renato Guarini". La Flc invita il rettore ad "assumersi le proprie responsabilità: in quanto soggetto cui spetta la nomina del direttore generale dell'azienda; in quanto autorita' rappresentativa dell'universita' che concorre, come soggetto alla definizione del Piano sanitario regionale; in quanto datore di lavoro e garante dello stato giuridico degli oltre 5.000 dipendenti universitari in servizio al Policlinico Umberto I; in quanto autorita' accademica preposta alla verifica dei rapporti con le autorita' esterne quali la Regione Lazio e il Demanio e interne quali l'azienda e la facolta' di Medicina." Rivolgendosi sempre a Guarini, De Caro precisa che il rettore "ha il dovere di avviare da subito il confronto sui destini e gli obiettivi del Policlinico Umberto I. L'assenza del rettore ed il silenzio che accuratamente pervade le sue iniziative non sono piu' accettabili". Insomma, conclude De Caro, "il rettore deve assumere la responsabilita' in ordine al proprio ruolo ed a quello delle persone da lui stesso preposte ad alte responsabilita' aziendali ed accademiche".

Oggi è stato il secondo giorno di ispezioni e controlli negli ospedali italiani. 1.600 uomini dei Nas stanno controllando circa 672 ospedali pubblici per un totale di 230mila posti letto. Sotto la lente del nucleo anti sofisticazione le norme di igiene per la salute del paziente. I controlli dovrebbero terminare mercoledì 10 gennaio, dopodiché i Nas consegneranno una relazione finale al ministro Turco.

Sono avvenuti controlli in tutte le regioni. Riguardo alle ispezioni avvenute negli ospedali napoletani, il segretario della Cgil di Napoli, Giuseppe Errico, ha chiesto che riguardino"non solo le questioni di carattere igienico ma anche quelle relative al servizio per i cittadini''. Errico giudica comunque positivo l'intervento del ministro Turco e sottolinea la necessita' di ''non soffermare l'attenzione solo a poche strutture ospedaliere ma di estendere l'iniziativa anche ad altre realta'''. Il rappresentante della Cgil infine affronta il problema della spesa sanitaria e farmaceutica, al centro degli incontri di questi giorni tra giunta regionale e sindacato, ricordando che ''razionalizzarla e' la condizione necessaria per evitare emergenze che andrebbero a penalizzare le fasce deboli della popolazione''.

(www.rassegna.it, 9 gennaio 2007)

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