Dall'archivio
di Rassegna Sindacale

1994 - Il 25 aprile nell'Italia conquistata da Berlusconi
Un'intervista a Claudio Pavone

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Un altro numero speciale

1945-1975. Resistenza in cinque atti

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Dall'archivio di Rassegna Sindacale

1994 - Il 25 aprile nell'Italia conquistata da Berlusconi
Un'intervista a Claudio Pavone

di Davide Orecchio

Il 25 aprile del 1994, a poche settimane dall'affermazione elettorale di Silvio Berlusconi, il popolo della sinistra non s'era ancora tolto i cerotti dopo l'incidente quasi mortale cui l'aveva trascinato la "gioiosa macchina da guerra" di occhettiana fattura (leggi: la coalizione di sinistra capitanata dall'allora leader del Pds Achille Occhetto, e sconfitta dal Cavaliere). Ma, nonostante bende e stampelle, quel popolo si prese la città di Milano per celebrare la Festa della Liberazione sotto una pioggia torrenziale,

indimenticabile e anche (ammettiamolo) piuttosto sfigata. Fu una giornata all'insegna del rosso,  dell'appartenenza, dell'identità, dell'antifascismo vecchio e nuovo. E della paura: nei confronti di una nuova destra che prendeva il comando del Paese ed era sconosciuta, e dunque temuta. Insomma fu tutto tranne che una festa. A torto o a ragione, una sinistra messa nell'angolo si appropriava del Giorno della Liberazione per trasformarlo nella sua giornata, in una sorta di nucleo genetico-celebrativo dal quale ripartire, raccogliere i pezzi, riprendere una sfida tutta politica e attuale dinanzi a cupissimi orizzonti.

Da allora molta acqua è passata sotto ai ponti. Nel suo settennato alla presidenza della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi si è prodotto in sforzi enormi per condurre le celebrazioni della Liberazione nell'alveo, se non di una "memoria condivisa", almeno di una "storia condivisa" (il dibattito storiografico e pubblicistico al riguardo è sconfinato ed è impossibile riportarlo qui). Ma il 25 aprile resta una giornata a nervi scoperti: ogni volta che scatta un'emergenza politica, il discorso pubblico e la polemica sulla storia attingono alla sua fonte per trovare nuove energie. L'esempio più recente risale allo scorso anno, quando un'intera parte del Paese si mobilitò contro le modifiche al testo costituzionale approvate in Parlamento dal centrodestra e ottenne, con lo strumento referendario, il loro annullamento.

In occasione di un 25 aprile 2007 che immaginiamo meno agitato, riprendiamo dall'archivio di Rassegna Sindacale un numero speciale che il settimanale della Cgil dedicò alla Festa della Liberazione in quel 1994 passato alla storia come l'anno di Berlusconi. Il numero, impostato sull'anniversario '44-'94, si concentrava più sulle lotte che sulla liberazione, soffermandosi sull'apporto alla Resistenza di lavoratori e sindacati. L'incipit era riservato a un'intervista realizzata da Giovanni Rispoli allo storico Claudio Pavone (il link alle pagine è in alto a sinistra), che da appena tre anni aveva dato alle stampe il suo Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità nella Resistenza (Torino, Bollati Boringhieri, 1991) destinato a cambiare radicalmente l'approccio storiografico al tema. «La vittoria della destra, di questa destra - spiegava nell'intervista Pavone -, è una ragione che si aggiunge a un motivo presente già da qualche tempo. Al fatto, cioè, che viviamo in un periodo di grave crisi del sistema politico; crisi che si intreccia con una crisi, ancora, della stessa coscienza, della stessa identità nazionale. Tornare alle tavole di fondazione della Repubblica, alla lotta antifascista e alla Resistenza è quindi una cosa positiva, salutare».

In linea con il senso d'allarme espresso da Pavone, l'intero numero speciale (che chi vuole può scaricare dall'archivio di Rassegna Sindacale nella sua interezza) trasmetteva una volontà di memoria e di ricostruzione storica delle lotte del '43-'45 tanto priva di retorica quanto colma di urgenze politiche. Come scriveva l'allora direttore di Rassegna Sindacale, Renato D'Agostini, nel presentare ai lettori la pubblicazione, «le più recenti vicende politiche e l’esito delle ultime elezioni hanno messo in moto il rinnovamento politico del paese facendo prevalere forze senza storia e con un passato che contraddice le scelte, duramente pagate, cinquanta anni fa. E allora - proseguiva D'Agostini - si tenta di cancellare, di azzerare, fino alla mistificazione, senza distinguere tra chi ha avuto per mezzo secolo la responsabilità del governo e chi, sia pure facendo errori, è stato all’opposizione, tra chi – forze politiche e sociali – ha difeso la democrazia e chi ha fatto affari o peggio. Tra chi, di ogni colore politico, non ha dimenticato, ha tenuto saldo il riferimento a quei valori sui quali si è fondata la rinascita del paese e chi ha rincorso i miti del successo, dell'arricchimento, l'egoismo sociale».

Basta dare una scorsa all'indice di quel numero, per coglierne la rilevanza e gli elementi identitari:

Gli scioperi del '43-44 / Intervista a Claudio Pavone. La Resistenza in fabbrica
di Giovanni Rispoli

Milano. Intorno all'operaio di mestiere
di Luigi Ganapini

Torino. Riprende la parola la città silente
di Claudio Dellavalle

Una testimonianza di Nella Marcellino. Quel tram per Mirafiori
di Giovanni Rispoli

II racconto di Vincenzo Goria, deportato dai nazisti. Come arrivai a Mauthausen

Genova. Subito addio alla pace sociale
di Antonio Gibelli

Nelle campagne della Padania. Due mondi intorno al Po
di Guido Crainz

II Mezzogiorno continentale. L'assalto al latifondo
di Gino Massullo

In Sicilia. Quando il grano veniva nascosto
di Rosario Mangiameli

La Confederazione generale del lavoro negli anni della clandestinità.
La traversata del deserto

di Adolfo Pepe

La fine del sindacalismo fascista. Crolla il mito corporativo
di Alberto De Bernardi

Di Vittorio e la creazione della Cgil unitaria. Così si arrivò al Patto di Roma
di Michele Pistillo

La Dc e il patto di unità sindacale. «Ma Grandi pressato...»
di Vincenzo Saba

 

L'archivio storico di Rassegna sindacale raccoglie i volumi della rivista a partire dal primo numero del 15 dicembre 1955 fino a quelli dell'anno in corso. Si accede all'archivio storico dal sito www.rassegnasindacale.it. Con la semplice iscrizione (invio del proprio indirizzo di posta elettronica) si possono richiamare, gratuitamente, le copie in Pdf delle pagine originali della rivista, dal primo numero del 1955 all'ultimo del 2005. E' possibile accedere alle pagine sommario di tutta la collezione. L'accesso all'archivio dei numeri dell'anno in corso è riservata agli abbonati.

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(www.rassegna.it, 24 aprile 2007)

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