Dall'archivio
di Rassegna Sindacale

28 maggio 1974, la strage di piazza della Loggia
Come reagì il giornale della Cgil

RS, 15 giugno 1974

L'editoriale di Rinaldo Scheda e la ricostruzione della strage di Paolo Zardo

Un libro Ediesse

Noi sfileremo
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Dall'archivio di Rassegna Sindacale

28 maggio 1974, la strage di piazza della Loggia Come reagì il giornale della Cgil

Il 28 maggio 2007 cade il 33° anniversario della Strage in piazza della Loggia. Il 28 maggio 1974, nel corso della manifestazione indetta dal Comitato unitario antifascista e dai sindacati, esplose una bomba che provocò la morte di 8 persone e il ferimento di 102. La prima istruttoria della magistratura portò alla condanna nel 1979 di alcuni esponenti dell'estrema destra bresciana. Nel giudizio di secondo grado, nel 1982, la sentenza fu annullata e nel 1985 la Corte di Cassazione assolse definitivamente gli imputati. Una seconda istruttoria mise sotto accusa altri rappresentanti della destra, che furono assolti nel 1989 per insufficienza di prove. Il 19 maggio 2005 la Corte di Cassazione ha confermato la richiesta di arresto per Delfo Zorzi (latitante da tempo in Giappone, dove ha preso la cittadinanza e il nome di Roi Hagen) per il coinvolgimento nella strage.

Lo scorso 5 aprile la Procura di Brescia ha depositato le richieste di rinvio a giudizio per i sette indagati nei cui confronti, nell'ottobre 2006, sono state chiuse le indagini nell'ambito dell'inchiesta sulla strage. Sono accusati di concorso in strage: Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi e Maurizio Tramonte. Gli avvocati Gaetano Pecorella e Fausto Maniaci e il pentito Martino Siciliano devono rispondere di favoreggiamento mentre Vittorio Poggi di ricettazione. Non e' stata ancora chiusa l'inchiesta nei confronti di altri indagati. La strage avvenuta il 28 maggio del 1974 provoco' otto morti e piu' di 100 feriti. Titolari delle indagini sono il procuratore aggiunto Roberto Di Martino e il pm Francesco Piantoni. Nella ricostruzione della Procura di Brescia, con riferimento alla strage, Carlo Maria Maggi avrebbe svolto ''funzioni organizzative e di direzione'', Delfo Zorzi si sarebbe attivato ''per procurare l'ordigno'' e Maurizio Tramonte avrebbe partecipato ''alle riunioni in cui l'attentato veniva organizzato, offrendo la sua disponibilita' a collocare l'ordigno medesimo''. Martino Siciliano e gli avvocati Gaetano Pecorella e Fausto Maniaci avrebbero invece aiutato ''Delfo Zorzi ad eludere le investigazioni dell'autorita' giudiziaria''. Infine, Vittorio Poggi e' accusato di riciclaggio e non di ricettazione, a differenza di quanto si era appreso in un primo momento, poiche' avrebbe effettuato in favore di Martino Siciliano ''trasferimenti di denaro proveniente dai delitti di favoreggiamento''.

Il 15 giugno del 1974, a due settimane dalla strage, Rassegna Sindacale uscì con un duro atto d'accusa alle connivenze tra neofascismo e settori deviati dello Stato. Lo firmava il dirigente della Cgil Rinaldo Scheda. «Le dimensioni raggiunte dalla protesta antifascista, in tutto il Paese, dopo la strage di Brescia - scriveva Scheda - hanno fatto registrare un isolamento del fascismo forse mai raggiunto in Italia negli ultimi trent'anni. In una situazione economica e sociale molto difficile, nella quale i fascisti avevano innestato una nuova, calcolata azione provocatoria con l'intento di aggravare lo stato di confusione e trarre così il massimo vantaggio per la realizzazione dei loro disegni eversivi, gli effetti prodotti dal loro gesto criminale sono stati l'esatto contrario di quel che speravano e hanno suscitato un'aggregazione dell'antifascismo di proporzioni eccezionali e di profondo significato politico.» «Il movimento sindacale - proseguiva Scheda -, protagonista del grande sciopero generale antifascista del 29 maggio, ha chiesto una vera e propria svolta da parte del governo e dell'apparato statale nei confronti dell'eversione fascista. Mille e più prove dimostrano che se l'azione contro il fascismo non è guidata con grande determinazione le falle, le sfasature e le obiettive compiacenze di certi settori dell'apparato statale sono destinate a perpetuarsi e ad aggravarsi».

In occasione dell'anniversario riproponiamo l'editoriale di Scheda e una ricostruzione della strage, con le prime ipotesi su mandanti ed esecutori, scritta da Paolo Zardo.

 

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(www.rassegna.it, 24 maggio 2007)

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