Dall'archivio
di Rassegna Sindacale

4 articoli di Federico Caffè

Gli articoli

1979 / Un articolo sulla crisi del 1929
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1982 / Intervista sulla crisi dello Stato sociale

1983 / Intervista: e se fossimo più concreti?
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1984 / Tavola rotonda con Sylos Labini e Leon
su intellettuali
e operai
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Dall'archivio di Rassegna Sindacale / 4 articoli di Federico Caffè

Uno studioso anticonformista e profetico

di Tarcisio Tarquini

Sono passati vent'anni dalla misteriosa scomparsa di Federico Caffè. Spulciando nell’archivio storico di Rassegna Sindacale, abbiamo potuto rileggere alcuni dei suoi interventi pubblicati sul nostro settimanale. Si tratta di un articolo del 1979, scritto dall’illustre economista per ricordare la grande crisi di cinquanta anni prima, e di tre interviste – una delle quali, curata da Lilli Ietto nell’ambito di una

serie sulla strategia del sindacato e della sinistra dopo la firma del cosiddetto accordo Scotti del gennaio 1983, molto ampia, impegnata e persino impietosa nei confronti di Cgil, Cisl e Uil – nelle quali Caffè argomenta sulla crisi del welfare e sulle sue “vere” ragioni e risponde alla domanda se tra mondo della cultura e sindacato si fosse entrati in una fase di delusione e disamoramento, dopo gli entusiasmi degli anni precedenti.

Molti di quei concetti suonano ancora oggi attuali, alcuni addirittura profetici. C’è la polemica, severa anche se sempre composta, contro “le logorate parole d’ordine” sull’economia aperta, accompagnata dall’ammonimento a far fronte ai pericoli di un mercato non governato con la stessa “creatività istituzionale promossa negli Stati Uniti dagli sconvolgimenti della grande crisi e, sul piano generale, dall’intento di evitare il loro ripetersi”. C’è il secco richiamo al dovere dell’assistenza nei confronti delle persone più povere senza subordinarla agli equilibri di bilancio perché non erano certo “le dentiere” rimborsate ai cafoni della sua terra “la causa del fallimento dello stato italiano”. C’è l’accusa di “provincialismo” rivolta alla sinistra italiana che critica lo stato sociale mentre sarebbe stata necessaria più assistenza anche se “razionalmente fatta”. C’è la proposta insistente di un piano attivo per il lavoro e delle infrastrutture, magari cominciando da una verifica sullo stato dei ponti che crollavano con una frequenza ben superiore a quanto ci si sarebbe aspettati, nota con ironia, sulla base della “legge della probabilità”. Compito del sindacato, prevede ancora Caffè, è quello di allargare la sua tutela ai disoccupati, magari configurando una certa flessibilità sui modelli di rapporto di lavoro, e a tutti gli emarginati dei quali doveva essere il portavoce, mentre troppo spesso si era lasciato coinvolgere nelle grandi discussioni sulle politiche monetarie rispetto a cui non poteva vantare particolari competenze. Il riferimento è alla “desensibilizzazione dell’andamento del dollaro” rispetto alla contrattazione collettiva che, per Caffè, era il frutto avvelenato dell’accordo triangolare (imprese, sindacati e governo) del 1983, definito senza mezzi termini (sul giornale della Cgil, che pubblicava l'intervista) “fallimentare”. Una proposta forte è, infine, quella rivolta al sindacato di non lasciare la gestione dell’offerta di lavoro agli inefficienti uffici di collocamento ma di assumersene in qualche forma l’onere.

Riproponiamo quegli articoli ai nostri lettori: un omaggio di Rassegna Sindacale a un maestro anticonformista che sapeva insegnare con semplicità in cosa consistesse davvero la responsabilità dell’economista.

L'archivio storico di Rassegna sindacale raccoglie i volumi della rivista a partire dal primo numero del 15 dicembre 1955 fino a quelli dell'anno in corso. Si accede all'archivio storico dal sito www.rassegnasindacale.it. Con la semplice iscrizione (invio del proprio indirizzo di posta elettronica) si possono richiamare, gratuitamente, le copie in Pdf delle pagine originali della rivista, dal primo numero del 1955 all'ultimo del 2005. E' possibile accedere alle pagine sommario di tutta la collezione. L'accesso all'archivio dei numeri dell'anno in corso è riservata agli abbonati.

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(www.rassegna.it, 18 aprile 2007)

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