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Imprese assicurative

 

Grandi novità
per i call center

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Imprese assicurative

Grandi novità per i call center

L’accordo per il rinnovo del contratto nazionale degli oltre 38.000 addetti delle imprese d’assicurazione, raggiunto tra le sigle sindacali e l’Ania, rappresenta un risultato di grande rilievo, per i lavoratori e anche per i cittadini. L’intesa prevede miglioramenti anche rispetto all’accordo tra governo e parti sociali del 23 luglio: per quanto riguarda i contratti a termine la durata massima è di 36 mesi, mentre lo staff leasing non verrà applicato nel settore e situazioni difformi esistenti saranno trasformate in contratti a tempo indeterminato. Non meno importante la decisione delle parti firmatarie di dar vita a un protocollo sulla responsabilità sociale dell’impresa, che segna una svolta nel settore, poiché le compagnie d’assicurazione saranno chiamate finalmente ad adottare un codice di comportamento più trasparente, assieme a quella di difendere e allargare l’area contrattuale: dal servizio liquidazione danni all’attività dei call center.

In questo quadro, con il nuovo contratto si è ottenuto l’insourcing delle attività di outbound dei call center e l’aumento della percentuale minima di stabilizzazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, che non potrà essere inferiore al 70 per cento dei lavoratori. Sempre per gli addetti ai call center vengono introdotti nuovi diritti e migliorate le condizioni di lavoro (il diritto alla pausa per ridurre lostress, l’attività mista, la tutela provigionale ecc.), previsti nuovi livelli di contrattazione aziendale, introdotto il passaggio automatico dall’area call center all’attività amministrativa, definito il percorso volontario di passaggio a part time da 4 ore a 6 ore. Il valore economico complessivo del ccnl, tenuto anche conto della riduzione d’orario e dell’incremento di un euro al giorno di ticket mensa, supera il 13 per cento, comprendendo l’incremento dell’11,40 per cento derivante dai due bienni economici. Complessivamente, l’incremento medio a regime è di circa 3.070 euro annui. “È del tutto evidente che questi aumenti – osserva Roberto Treu, della segreteria nazionale Fisac Cgil – tengono conto non solo del recupero inflattivo, ma in larga misura dell’andamento estremamente positivo del settore. Pertanto, non possono in alcun modo essere strumentalmente fatti gravare sulle tariffe, visto che nel settore il costo del lavoro incide per meno del 2 per cento sul fatturato, a fronte di incrementi dei dividendi agli azionisti superiori al 100 per cento in tre anni”.

(www.rassegna.it, settembre 2007)

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