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Chimici / Le intese con Asiep e Federchimica

Nel segno della formazione

di Enrico Galantini

Settimana impegnativa per Alberto Morselli, con due intese importanti. La prima, il 28 giugno, tra sindacati, Asiep (l’associazione datoriale delle imprese del petrolio e dell’energia) e Inail, che prevede tariffe ridotte dei premi assicurativi per le aziende che riducano sensibilmente gli infortuni nel loro ambiente di lavoro. “Abbiamo preteso che questo modello coinvolgesse tutte le aziende, anche quelle degli appalti e i fornitori che intervengono nel sito produttivo. Ci auguriamo che molte aziende aderiscano”, spiega il segretario generale della Filcem. “Ogni volta che c’è un incidente ci si chiede che cosa poteva essere fatto prima, per evitarlo. Ecco, questo è un accordo utile – il primo ‘a tre’ in Italia – perché è preventivo. Mette in piedi un meccanismo virtuoso, utile a verificare e incrementare la sicurezza e che, con operazioni di formazione congiunta, aiuta a muoversi verso quella ‘tolleranza zero’ che ci siamo dati come obiettivo quest’anno per il primo maggio”.

Rassegna Il giorno dopo, un altro accordo importante, quello con Federchimica sulle deroghe contrattuali.

Morselli Federchimica ci ha messo più di un anno a “digerire” le linee-guida del contratto, bloccando di fatto l’applicazione delle innovazioni previste. Ma con il contratto dello scorso anno abbiamo rovesciato l’impostazione tradizionale e abbiamo scritto un nuovo articolo secondo cui le parti convengono che il contratto di lavoro deve essere applicato in tutte le aziende. Qualsiasi ipotesi di deroga, che deve essere approvata da una Commissione nazionale, deve essere transitoria e finalizzata all’applicazione del contratto nazionale in tempi certi. Naturalmente non tutto è derogabile: i minimi tabellari e i diritti fondamentali vengono salvaguardati. Inoltre l’accordo rilancia – e questa è una novità assoluta – il progetto di formazione continua: come sindacato ci siamo resi disponibili a pattuire a livello aziendale la definizione di tre giornate annue (1,5 giornate messe a disposizione dalle aziende, e 1,5 giornate dai lavoratori) all’atto della definizione dei calendari annui, dedicate esclusivamente alla formazione continua, un’occasione di crescita per il lavoratore e insieme un contributo alla competitività delle imprese. Una scommessa e un investimento al contempo, così come – finalmente – l’istituzione della Commissione congiunta per l’ammodernamento degli inquadramenti.

Rassegna Ma perché questa operazione?

Morselli Per cogliere opportunità di investimento, o per affrontare situazioni congiunturali di difficoltà da parte delle aziende. L’obiettivo è sempre l’occupazione, da incrementare o da difendere.

Rassegna Come funzionerà questo sistema?

Morselli A livello aziendale, impresa e Rsu contrattano e raggiungono l’intesa. La Commissione nazionale deve esprimersi all’unanimità se quell’intesa è dentro le linee guida che abbiamo definito. Se non lo è occorre rientrare immediatamente nel contratto di lavoro. L’accordo delle Rsu, prima, e l’unanimità, poi, garantiscono da forzature di singole organizzazioni.

Rassegna Ma quali possono essere le deroghe effettive, quelle con cui poi avrete a che fare?

Morselli Io non escludo nulla. L’importante è che ci sia la transitorietà e il rientro certo nel contratto nazionale. Quella che mi sembra più probabile è il salario d’ingresso. Un altro esempio: il contratto nazionale prevede una pluralità di strumenti, ciascuno con un suo costo. Si può concentrare il valore delle quantità economiche su alcune parti per destinarle a un’altra forma, più opportuna in quella azienda specifica. Mi spiego. Un azienda fortemente invecchiata, che non ha più oneri in crescita sugli scatti d’anzianità, potrebbe eventualmente gestirli in altre operazioni di sostegno all’occupazione giovanile. Dobbiamo superare l’idea che la questione deroga abbia solo l’aspetto “negazione”. Può avere anche quello di trasformazione. So che è complicato. So che Federchimica vorrebbe intervenire sull’orario o su parti normative che non considera diritti fondamentali. Ma se vuole far funzionare intelligentemente questa novità, deve stare attenta a non provocare il blocco della Commissione nazionale. Non c’è neanche bisogno di esprimere un no: basterebbe non convocare la Commissione...

Rassegna Chiusi tutti e 15 i contratti del “perimetro” Filcem, si aprono i bienni salariali e anche il rinnovo della gommaplastica, un contratto importante per la vostra categoria…

Morselli Il primo luglio è scaduto il biennio del contratto elettrico. Abbiamo già presentato unitariamente la richiesta economica di 130 euro. A fine anno ci sono tutti gli altri bienni e il quadriennio della gomma-plastica. Nei nostri settori il sistema del quadriennio ha funzionato. Siamo riusciti a rinnovare i contratti nazionali con cifre adeguate e abbiamo sempre fatto la contrattazione integrativa. Certo, dobbiamo farne di più e più di qualità, ma già così siamo messi meglio di molti altri. Per questo credo che dovremo impostare la piattaforma sul quadriennio, il che significa biennio economico. Tenendo presente sia la somma finale che vogliamo portare a casa, sia il montante: i nostri lavoratori si sono abituati a fare i conti in modo preciso su quanto ottengono nell’arco dei due anni. Ripeto: a noi il quadriennio va bene. Ma visto che con il contratto dei pubblici ci si è impegnati a fare questa discussione sul triennio, una volta chiusi i contratti dei meccanici e degli alimentaristi, noi in questa discussione ci vogliamo stare e abbiamo tutti i titoli per farlo. Se la “ratio” di questa scelta è quella di dare più peso alla contrattazione di secondo livello, noi che la facciamo possiamo dare un contributo assai serio a questa discussione.

(www.rassegna.it, Rassegna Sindacale, luglio 2007)

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