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Metalmeccanici Approvata
la piattaforma
con l’88 % di sì

Rinaldini: contratto entro l’anno

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Metalmeccanici / Approvata la piattaforma con l’88 % di sì

Rinaldini: contratto entro l’anno

 

di Enrico Galantini

 

“E’stata una bella espressione di democrazia. Centinaia di migliaia di metalmeccanici sono andati a depositare nell’urna la scheda sulla piattaforma e l’adesione ai suoi contenuti è stata anch’essa notevole. Ciò non vuol dire che nella discussione non ci siano stati problemi, ma il punto d’incontro tra le diverse organizzazioni che ha permesso di definire la piattaforma è stato assunto in pieno dai lavoratori. E questo avviene a otto anni dall’ultimo contratto nazionale unitario”. Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom Cgil, è decisamente soddisfatto della consultazione tra i lavoratori, alla quale hanno partecipato oltre 520 mila lavoratori (il 62 per cento degli 830 mila coinvolti) con una percentuale di sì alla piattaforma pari all’88,2 per cento. “Questo risultato ci consente di presentare oggi la nostra piattaforma a Federmeccanica forti di un mandato decisamente significativo, a partire dagli obiettivi di riduzione della precarietà, di conferma del ruolo negoziale delle Rsu su orario e inquadramento, di aumento delle retribuzioni (un aumento che è una prima parziale risposta che non può essere delusa). Di tutto questo gli industriali non potranno non tener conto”.

Rassegna: Che clima c’era nelle assemblee a cui hai partecipato?
Rinaldini: Tra i lavoratori la consultazione sulla piattaforma ha incrociato inevitabilmente temi più generali. E non c’è dubbio che sia diffuso un sentimento di delusione. Pesa molto la vicenda della Finanziaria. E pesano i timori sul confronto che si è aperto: questioni come le pensioni, si sa, suscitano un’attenzione – e una tensione – particolare. Il rischio è che si diffonda un atteggiamento qualunquistico (“siete tutti uguali”) che pone a tutti no problemi assai seri: se il punto di riferimento di questo disagio non è più il sindacato, c’è il rischio che possa andare da qualsiasi parte.

Rassegna: L’apertura di credito comunque è stata forte: l’88 per cento di sì – anche se con la significativa eccezione della bocciatura alle Carrozzerie di Mirafiori – è un grosso risultato, no?
Rinaldini: Non c’è dubbio. E ne siamo molto soddisfatti. Il voto delle Carrozzerie si spiega con il fatto che quella è una situazione di grosso disagio: parliamo di lavoratori alle linee di montaggio, al terzo livello, che ritengono insufficiente la richiesta salariale (che per loro equivale a un aumento di 101 euro): del resto quello se ridurre o meno il livello di riparametrazione è stato uno dei punti più delicati nella costruzione della piattaforma. Il dato importante è che comunque siano andati a votare. La cosa peggiore è quando il distacco si trasforma in non partecipazione. Allora sì che c’è un elemento di rottura con l’organizzazione.

Rassegna: Avete inviato già da venerdì 1° giugno la piattaforma alle controparti. Che atteggiamento ti aspetti da chi ha bollato come “ridicola” quella che allora era solo l’ipotesi di piattaforma, ma adesso sono le richieste dei lavoratori metalmeccanici per il contratto?
Rinaldini: Le reazioni alla vigilia di una trattativa lasciano il tempo che trovano. Non darei loro più peso di tanto. Abbiamo presentato la piattaforma con un mese di anticipo. Adesso, fino a settembre, quando scade la moratoria, avremo modo di verificare la posizione di Federmeccanica e di Confindustria. Credo non sia realistico ipotizzare una chiusura rapidissima. Ma abbiamo già messo in conto d’intraprendere le iniziative di lotta che si rendessero necessarie già dopo l’estate.

Rassegna: Per chiudere entro l’anno?
Rinaldini: Questo è il nostro obiettivo.

Rassegna: La congiuntura positiva dell’economia dovrebbe aiutare…
Rinaldini: In effetti, sì. Non siamo nella situazione di due anni fa. Oggi le aziende chiedono di fare gli straordinari. In questo periodo va a regime il cuneo fiscale. Ci sarebbero dunque le condizioni migliori per chiudere. Ovviamente sono anche le condizioni migliori per esercitare il potere contrattuale e il conflitto, qualora ci fossero da parte di Federmeccanica proposte inaccettabili. Io però non sono pessimista. Con una dinamica di coinvolgimento dei lavoratori come quella che abbiamo messo in moto, saremo in grado, se necessario, di determinare iniziative di lotta che abbiano un peso significativo sulla produzione. Gli imprenditori non potranno non tenerne conto.

Rassegna: Nel frattempo i metalmeccanici di Cgil e di Uil invitano le strutture di base a iniziative di sciopero sulle pensioni...
Rinaldini: La questione è sentita moltissimo dai lavoratori. Tanto che un po’ tutte le assemblee sul contratto si chiudevano con la proclamazione di due ore di sciopero sulle pensioni. E questo, devo dirlo, ci ha permesso di evitare di scaricare sulla piattaforma tensioni che avevano appunto un’altra origine. La Uilm aveva proposto sulle pensioni uno sciopero generale nazionale. Noi eravamo d’accordo. La Fim no. Allora sia noi che la Uilm abbiamo dato l’indicazione di intensificare a livello di Rsu le iniziative di lotta. Non escludo che, anche questa volta, a quel livello si possano determinare condizioni unitarie oggi impossibili al livello delle segreterie nazionali.

 

(www.rassegna.it, Rassegna Sindacale, giugno 2007)

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