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Contratto metalmeccanici / Diario della trattativa

I tempi stanno cambiando

di Mechanicus

“Proprio oggi che comincia il contratto, L’Unità si mette in sciopero.” È mercoledì 20 giugno 2007 e Fernando Liuzzi, il capoufficio stampa della Fiom, è visibilmente contrariato. Domani, pensa, i lettori interessati alle vicende contrattuali dei metalmeccanici non potranno contare sulla cronaca sindacale del più antico giornale del movimento operaio. La cosa è seccante, argomenta, perché non si tratta solo di un buco annunciato nelle rassegne stampa del giorno dopo, ma di un elemento sintomatico degli aspetti negativi di una realtà in continuo cambiamento.

Il 19 gennaio del 2006, quando fu chiuso l’accordo per il rinnovo del secondo biennio economico del precedente contratto, la vertenza contrattuale dei giornalisti, benché aperta da tempo, non pareva vicina a una conclusione. Ma nessuno avrebbe immaginato che sarebbe stata ancora irrisolta all’apertura delle trattative per il successivo contratto dei metalmeccanici. E invece è andata proprio così. Pare che ormai la punta di lancia dell’oltranzismo confindustriale non sia più la Federmeccanica, ma la Fieg, la federazione degli editori. Tant’è vero che alla tensione sul contratto nazionale si aggiungono tensioni aziendali come quella che ha portato i giornalisti del “quotidiano fondato da Antonio Gramsci” a scendere in sciopero contro un piano industriale giudicato inaccettabile. E non è tutto. A causa delle poco lungimiranti politiche di risparmio di cui gli editori sembrano essersi innamorati, due primarie agenzie stampa quali Ansa e AdnKronos hanno snobbato l’appuntamento. Sarà una perdita di centralità della maggiore categoria dell’industria? Ma tant’è. “The times they are a’changing”, cantava Bob Dylan. E lo si vede anche dal fatto che fuori dalla sede nazionale della Confindustria, dove sta per aprirsi la trattativa dei metalmeccanici, si mostra, per la prima volta in questo scenario romano, un piccolo, ma rumoroso gruppo di rappresentanti dell’alleanza Cub-Flmu, con tanto di altoparlanti e striscioni. Hanno rubato ai Ds “Il cielo è sempre più blu”, di Rino Gaetano, e se ne servono per lanciare una richiesta salariale (260 euro) più che doppia rispetto a quella di Fim, Fiom e Uilm: 117 euro al mese (medi, lordi, a regime), più 30 euro al mese in caso di mancata contrattazione aziendale.

I tempi stanno cambiando. E lo si sente anche dal fatto che Massimo Calearo, presidente della Federmeccanica, utilizza per ben tre volte, nel suo discorso d’introduzione alla trattativa, una parola che più sindacale non si può: merito. “Non intendiamo porre pregiudiziali su nessun punto della piattaforma”, annuncia. Salvo aggiungere, e ripetere come un mantra, che le difficoltà del negoziato staranno tutte “nel merito delle questioni”. Sarà un buon segno? Per la seconda puntata, bisogna attendere lunedì 9 luglio.

(www.rassegna.it, 27 giugno 2007)

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