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Contratto metalmeccanici / Diario della trattativa

Nel merito della discussione

di Mechanicus

Ormai è piena estate. E lo si sente di più, camminando in salita lungo viale Tupini verso l’incrocio con viale dell’Astronomia, dove alle 14,30 di lunedì 9 luglio è stato convocato il secondo incontro della trattativa per il contratto dei metalmeccanici. A quest’ora, per essere caldo è caldo. Anche se, attorno alla sede centrale di Confindustria, spira dal mare un leggero vento pomeridiano. Un vento che, a tratti, gonfia come una vela un incongruo telone blu appeso a un palo della luce, una specie di cartellone dimenticato qui dall’ultima campagna elettorale. La scritta, in caratteri bianchi, annuncia: “Udc, idee per rinnovare l’Italia”. Che l’Udc fosse un contenitore di idee di rinnovamento, non ce ne eravamo francamente accorti. Di idee nuove, anche se mirate a un obiettivo più ristretto, non a tutta la realtà italiana, ma solo al contratto dei meccanici, è piena invece la piattaforma rivendicativa varata in aprile dai sindacati di categoria, Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil.

Il compito d’illustrarle per esteso alla delegazione della controparte – Federmeccanica e Assistal – tocca a Giorgio Cremaschi, responsabile dell’ufficio sindacale Fiom. Nel primo incontro, quello del 20 giugno,le parti si erano limitate, come da tradizione, a un’apertura formale della trattativa. Una più rapida illustrazione del senso dell’intera piattaforma, fatta dal segretario Fim Cosmano Spagnolo, era sta preceduta dal “pezzo forte” della giornata, ovvero da un breve discorso inaugurale del presidente di Federmeccanica Massimo Calearo, con cui la delegazione padronale aveva sostanzialmente dichiarato di essere disposta a trattare “senza pregiudiziali” sull’intera piattaforma sindacale. Questo secondo incontro è quindi, in qualche modo, il primo vero incontro della trattativa, il primo in cui si entra nel merito. Come da programma, l’ambito della discussione è relativamente più circoscritto. Tralasciando le rivendicazioni salariali, di cui si parlerà lunedì 16, il discorso si concentra sulla parte normativa del contratto.

Ed ecco le idee sindacali raccontate da Cremaschi. Innanzitutto, una proposta ambiziosa: rivedere l’inquadramento professionale. L’attuale assetto dell’inquadramento è, sostanzialmente, quello fissato dal rivoluzionario contratto del ’73, quello che definì il famoso “inquadramento unico”, volto a rompere l’anacronistico steccato che separava gli operai dagli impiegati. Adesso, dopo più di trent’anni, i sindacati vogliono rimettere in movimento la situazione, aprendo nuove possibilità di carriera a una manodopera sempre più istruita e professionalizzata. Ci sono poi anche altre idee volte a innovare rapporti di lavoro e relazioni sindacali. Misure per invertire, in modo creativo, la tendenza alla precarizzazione. Proposte finalizzate a responsabilizzare le aziende madri verso le lavorazioni concesse in appalto. Nuovi diritti per gli immigrati e aperture verso le esigenze imprenditoriali in materia di modulazione degli orari, fatta salva la loro contrattazione a livello aziendale. E Federmeccanica? Ascolta, ma lascia capire che, quanto a rinnovamento, le sue ambizioni sono assai più modeste.

(www.rassegna.it, 11 luglio 2007)

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