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Distanze non solo quantitative

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Contratto metalmeccanici / Diario della trattativa

Distanze non solo quantitative

di Mechanicus

“Distanze molto consistenti.” Le parole di Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom, costituiscono la sintesi dell’incontro che si è svolto in Confindustria nel pomeriggio di lunedì 16 luglio. L’oggetto di questo terzo appuntamento a Roma, a delegazioni piene, della trattativa per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici è destinato a scaldare gli animi: il salario. Fortunatamente, però, nella mitica sala “A” della palazzina posta all’angolo tra viale Tupini e viale dell’Astronomia, l’aria condizionata consente di sopravvivere, sia ai rappresentanti delle imprese, Federmeccanica e Assistal, sia a quelli dei lavoratori, Fim, Fiom e Uilm. Se nel primo incontro (20 giugno) la piattaforma sindacale era stata presentata, nelle sue grandi linee, dal segretario Fim Cosmano Spagnolo, e se nel secondo (9 luglio) la parte normativa era stata spiegata da Giorgio Cremaschi (Fiom), questa volta tocca alla Uilm riassumere le richieste relative alla parte economica. Poco dopo le 15, prende così la parola Luca Colonna.

Cosa vogliono i sindacati? Principalmente due cose. Primo, un aumento dei minimi salariali pari a 117 euro mensili, medi, per il biennio che inizia dal 1° luglio di quest’anno. Secondo, la creazione di un nuovo istituto contrattuale, denominato “mancato premio di risultato”, pari a 30 euro mensili, ma eguali per tutti, destinati a quei lavoratori che non godono della contrattazione di secondo livello. Roberto Santarelli, direttore generale di Federmeccanica, argomenta i no della delegazione datoriale. Primo, accusa i sindacati di aver abbandonato la fonte dell’unico parametro condivisibile dalle due parti, ovvero il protocollo del 23 luglio ’93 (l’inflazione programmata darebbe, nel biennio, un aumento medio di 60 euro). Secondo, dopo aver ricordato che nell’accordo del gennaio 2006 Federmeccanica aveva accettato, in via sperimentale, la concessione di un (modesto) “elemento perequativo” per i lavoratori senza contrattazione aziendale, afferma che non ha nessuna intenzione di trasformare tale (fluido) elemento in un (solido) istituto. Insomma, distanze non solo quantitative, ma concettuali, e quindi qualitative. Prossimo incontro, il primo a delegazioni ristrette, il 26 luglio. Si torna sulla parte normativa. Inquadramento professionale, rapporti di lavoro e orario. Non è poco.

(www.rassegna.it, 18 luglio 2007)

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