EDIESSE

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I libri Ediesse


CARTA BIANCA
, la nuova collana della Ediesse
D
a novembre in libreria

Nasce Carta Bianca, una collana di libri scritti “sul campo” da scrittori, critici, antropologi, intellettuali che hanno voglia di mettersi in gioco con passione civile per raccontare storie nevralgicamente italiane, qui e ora, al presente. Inchiesta sociale, approfondimento giornalistico ma anche narrazione e racconto in prima persona capace di legarsi
ai cambiamenti in atto della politica, della società e del costume, e di dare visibilità
al sommerso, all’invisibile, a tutto ciò che nel nostro paese ha urgenza di essere raccontato: il lavoro, l’immigrazione, i disagi sociali, le periferie, il mondo giovanile,
e tutte quelle realtà “locali” che dischiudono un orizzonte più ampio, quello della nostra
Italia contemporanea.

I primi due titoli della collana:
Napoli bene. Salotti e clienti nella capitale del Mezzogiorno di Lucio Iaccarino.
Mentre la Calabria brucia di Mauro Minervino.


PROSSIME USCITE


Cecilia D’Elia
L’aborto e la responsabilità
Le donne, la legge, il contrattacco maschile

Cecilia  D’Elia ricostruisce l’elaborazione del principio di autodeterminazione da parte
delle donne e le vicende che portarono nel 1978 all’approvazione della legge sull’interruzione volontaria di gravidanza, partendo da una rilettura dei testi femministi e del dibattito politico e istituzionale dell’epoca. Sin da allora la questione dell’aborto rese evidente lo scarto
tra la nuova coscienza della donne e le norme che avrebbero dovuto riconoscerla. L’autrice riparte da questo scarto e dalla diversità di piani tra le riflessioni del movimento femminista e il dibattito tra le forze politiche per offrire una rilettura di trent’anni di conflitti che hanno
al centro il riconoscimento della soggettività femminile, della sua libertà e responsabilità.


Walter Tocci
Politica della scienza?
Le sfide dell’epoca alla democrazia e alla ricerca

Walter Tocci riflette su cosa debba intendersi oggi per “politica della scienza”. Amministrare la scienza, curarne l’organizzazione istituzionale, sostenerla con investimenti pubblici
e diffonderne i risultati è senza dubbio di fondamentale importanza. Ma ancor più importante è che nel rapporto con la politica la scienza entri come soggetto capace di rivoluzionare
il modo di pensare tradizionale, di mettere in discussione perfino le forme di vita,
di sovvertire gli assetti sociali ed economici, di rompere le antiche gerarchie geopolitiche
tra i diversi continenti. Una scienza in grado di interpellare la politica sui fondamenti
del vivere in società senza che la tavola dei valori si ponga sopra la scoperta scientifica
e l’identità di un popolo sopra il relativismo democratico. Una scommessa da cui dipende
il grado di civiltà delle società contemporanee.


 

(www.rassegna.it, 5 settembre 2008)
 

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