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Due milioni e mezzo di persone armate. Il Senato vara un piano nazionale

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Due milioni e mezzo di persone armate
Il Senato vara un piano nazionale

di Francesca Morelli
www.ilcosmopolita.it

Stando a un’inchiesta del ministero argentino della Salute, iniziata nel 2005 e conclusasi recentemente, il 10% della popolazione nel paese del Cono Sud è armato. I civili possiedono 2.240.000 armi, delle quali 1.140.000 registrate e 800.000 (il 36%) illegali; le forze armate ne possiedono 500.000.

Nel 2005 sono morte 2.682 persone per ferite da arma da fuoco, e oltre sette morti al giorno e otto omicidi su dieci non sono collegati a furti. Il 40% dei reati è stato commesso da minori che, per la legge penale locale, sono punibili, a partire dai 16 anni, con il carcere o il riformatorio. Sono oltre ventimila i ragazzi rinchiusi in “Istituto”, 2377 per cause penali, 19.000 per carenze socioeconomiche. L’inchiesta ha messo fra l’altro in evidenza come la separazione dei ragazzi dalle proprie famiglie non solamente non risolva le carenze sociali, ma conduca direttamente sulla strada della criminalità, perché negli “Istituti” convivono ragazzi condannati con altri, la cui unica colpa è quella di essere privi di risorse economiche. L’istituzionalizzazione sembra essere stata la sola risposta che lo Stato è riuscito a dare, negli ultimi anni, ai ragazzi abbandonati, vessati e/o vittime di reati*.

Le armi si concentrano nelle regione di Buenos Aires, di Córdoba, di Santa Fé, Buenos Aires e nella regione di Entre Ríos. Nella capitale argentina risultano meno armi se paragonate con il numero dei suoi abitanti, e l’89,4% della popolazione della grande periferia della città (Gran Buenos Aires) ha dichiarato, durante l’inchiesta, di non possedere armi in casa.

Il Senato argentino ha appena varato il “Piano Nazionale del Disarmo”, che prevede un’indennità a tutti coloro che consegnino armi e munizioni. Prima di essere distrutte, in un arco temporale di sei mesi, dovranno essere registrate a cura del “ReNar” il Registro Nazionale delle Armi. Sebbene il regolamento di attuazione della legge non sia stato ancora approvato, è stato previsto un risarcimento in Buoni fruttiferi, il cui ammontare verrà deciso dall’Esecutivo. Il Piano prevede inoltre un’amnistia per tutti coloro i quali consegnino armi illegali o che presentino il Porto d’armi scaduto. Si procederà poi a redigere un inventario delle armi, delle munizioni, dei pezzi di ricambio e dell’esplosivo in mano a civili e/o a militari, così che il “ReNar” abbia sotto controllo anche i dati degli arsenali militari.

Ancora non si sa come si svolgerà questa gigantesca operazione di consegna delle armi. Il Senato non vorrebbe scoraggiare, con la presenza della polizia, gli eventuali volenterosi. Per questo motivo verrà forse chiesto il supporto della Chiesa o del Registro Civile dei vari Comuni.

Il direttore del ReNar, Andrés Matías Meiszner, ha dichiarato che “la legge non punta al miglioramento degli indici di sicurezza” - che ha registrato picchi bassissimi negli ultimi anni “ - ma alla diminuzione della circolazione delle armi e alla diminuzione della conflittualità sociale”.

L’approvazione del Piano Nazionale del Disarmo ha tra i suoi oppositori i proprietari di armi legittime, riuniti in associazione, secondo i quali la nuova legge individua il problema dell’enorme numero di armi in circolazione nella proprietà delle medesime e non in chi sia autorizzato ad usarle.

Le vittime di reati penali reclamano quotidianamente con manifestazioni di “categoria”, che la giustizia funzioni e che la legge del “Far West” termini una buona volta; che la legge sul Disarmo sia un primo passo verso la riforma del sistema giudiziario, se lo augurano in molti.

*Dati della Segreteria per i Diritti Umani dell’Argentina e dell’ Unicef.

(www.rassegna.it, 14 marzo 2007)

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