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La Francia ha scelto Sarkozy

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Presidenziali / Vince il candidato neogollista

La Francia ha scelto Sarkozy

Il gollista Nicolas Sarkozy è il nuovo presidente della repubblica francese. E' stato eletto con il 53,06 per cento dei voti, contro il 46,94 della socialista Segolene Royal. La partecipazione al voto e' stata dell'84,76 per cento; le schede bianche o nulle sono state pari al 3,53 per cento. Sarkozy si insedierà all'Eliseo il 16 maggio. Subito dopo i primi exit poll, nella serata di domenica, si sono verificati i primi temuti scontri. A Parigi un migliaio di manifestanti si sono riuniti in Place de la Bastille, dove è intervenuto uno schieramento delle forze dell'ordine in assetto antisommossa. Da una parte lancio di sassi e razzi, dall'altra di lacrimogeni. Violenti scontri anche nelle banlieues, dove, nei dipartimenti di Val-de-Marne e Val-d'Oise, sono state incendiate numerose automobili. Nell'Haute-des-Seine le forze dell'ordine hanno segnalato la presenza di "gruppi di giovani, armati di mazze da baseball".

Dunque i francesi che non hanno votato per lui non si sono sentiti rassicurati dal primo discorso al Paese fatto da Sarkozy, quando il neopresidente ha dichiarato che ''la vittoria non e' una rivincita, e' l'apertura''. E ha aggiunto: ''Non vi tradiro', non vi mentiro' non vi deluderò" ''Vi ho promesso il pieno impiego, mi battero' per il pieno impiego. Ho detto che il potere d'acquisto era un grande problema, mi battero' per il potere d'acquisto. Ho detto che l'identita' della Francia, l'impegno culturale al servizio della storia e della cultura erano delle priorita'. Lo saranno'' ha continuato Sarkozy ricordando che la ''fatalita' non fa parte del suo vocabolario''. Sarkozy ha anche ribadito il suo impegno di volersi battere per gli oppressi di tutto il mondo.

La candidata della sinistra Segolene Royal ha riconosciuto la sconfitta, promettendo però ai suoi sostenitori riuniti nel quartier generale di rue Solferino: ''Continueremo insieme a cambiare la sinistra. Il vento democratico non si spegnerà''. ''Resto con voi, in prima linea per le lotte di domani'' ha voluto rassicurare la candidata socialista dalla terrazza del Ps e ha annunciato nei prossimi giorni un grande riunione di militanti. Royal ha invitato tutti a ''conservare la forza, la volonta', l'impegno perche' la lotta continuerà".

''La vittoria di Sarkozy è abbastanza netta. Segolene e' riuscita a raccogliere piu' voti di quelli che non prometteva la sua coalizione, ma non abbastanza. Non ha funzionato la rigidita' del Partito Socialista francese: alla fine hanno tentato di costruire alleanze, ma queste cose si preparano a lungo, ci vuole molto tempo''. A dirlo è il premier Romano Prodi, commentando ieri sera il voto delle presidenziali francesi. E a proposito delle tardive alleanze del Ps francese ha osservato: ''Noi riusciamo a fare il Partito Democratico, ma dopo 12 anni che ho fatto questa proposta''. Ha poi aggiunto: ''Nella mia esperienza precedente ho collaborato con Sarkozy sulla Corsica, sui problemi regionali, sul coordinamento delle politiche interne e ho lavorato molto bene. Ora mi auguro che ci sia una Francia ancora piu' europeista''.

''Il rapporto tra la sinistra e il centro e' ormai il nodo strategico in ogni Paese. E la costruzione di un centrosinistra riformista e moderno e' appunto la nuova frontiera con la quale deve fare i conti ogni politica di innovazione e modernizzazione''. A dirlo è il segretario dei Ds Piero Fassino, commentando alla Stampa il voto delle presidenziali franceai: ''L'elettorato si bipolarizza sempre piu', dunque sempre di piu' anche la forma della rappresentanza politica va pensata non nello schema classico (sinistra, centro e destra) ma in centrosinistra e centrodestra. E se e' vero che i modelli non si esportano, e' vero che il nodo politico e' lo stesso: per farcela la sinistra ha sempre piu' bisogno di costruire uno schieramento di centrosinistra''. Aggiunge Fassino: ''E' significativo che in queste settimane autorevoli dirigenti socialisti francesi, da Rocard a Delors, abbiano esplicitamente detto che qualunque fosse stato l'esito all'indomani del voto si poneva il problema anche in Francia di riflettere sulla costruzione di un centrosinistra guardando all'esperienza italiana. E mi pare che il voto francese confermi l'utilita' delle scelte che ci hanno ispirato in questi anni: costruire una vasta alleanza di centrosinistra e al suo interno, una grande forza politica come il Pd, che sia il timone dell'alleanza riformista''. Anche le primarie, sottolinea Fassino, ''sono esperienza esplicitamente mutuata dalla vicenda italiana, anzi ci sono stati chiesti consigli e valutazioni''. Segolene Royal ha ottenuto un risultato impensabile fino a pochi mesi fa e l'aver candidato una donna, rileva il leader della Quercia ''ha contribuito a conquistare voti. Anche per un aspetto sottovalutato: non ha rinunciato a nulla della famiglia e della femminilita'. E per conciliare il tutto devi essere una donna forte e di grande personalita'''.

(www.rassegna.it, 7 maggio 2007)

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