|
“Le imprese della cooperazione sono di fronte a
una scelta dirimente: adottare gli stessi strumenti delle aziende
private, oppure mettere in campo pratiche diverse, che ne esaltino il
carattere distintivo. Senza guardare al passato, perché il Novecento è
finito e non siamo interessati a operazioni nostalgia, bensì
scommettendo sul futuro”. Ivano Corraini, segretario generale Filcams
nazionale, riassume così il nocciolo del problema sollevato in
Emilia-Romagna dal convegno di Bologna.
Rassegna Su quali basi porre la scommessa di cui parli?
Corraini Sulla base di un nuovo terreno comune, a partire dalla
condivisione di valori e obiettivi che chiediamo di discutere insieme.
Penso a un’impresa cooperativa che per svilupparsi sceglie principi
etici, per la qualità del prodotto e del servizio, i diritti del
lavoro e dell’ambiente su tutta la filiera, da promuovere nel mondo. A
modo suo, la cooperazione in parte lo sta facendo, ma sul lavoro
rischia di arretrare. Mentre è proprio questo patrimonio
d’intelligenza ed esperienza la vera carta vincente nei confronti
della concorrenza. Altrimenti, a comprimere il lavoro, gli altri sono
più bravi.
Rassegna Esistono ancora differenze positive tra imprese coop e
private?
Corraini Certo che esistono. Mediamente nella distribuzione
cooperativa le condizioni di lavoro sono ancora migliori. Il fatto è
che questo spazio si sta riducendo sempre più.
Rassegna Anche qui avanza la ricetta più flessibilitàmeno conflitto?
Corraini Il ritornello è quello, ma noi ci rendiamo conto delle
difficoltà del momento e non siamo contrari a priori alla
flessibilità. Proponiamo però di collocare il tema su un terreno
condiviso, per poi trovare gli strumenti adatti.
Rassegna Il salario di merito può essere uno di questi?
Corraini Eh no, qui non ci siamo. Quella è la riesumazione di vecchie
strade percorse dal privato, con l’erogazione individuale più o meno
arbitraria di quattrini, sulla base di indicatori poco controllabili.
Insisto: serve innanzitutto un’operazione politica seria per costruire
un terreno comune, poi viene la strumentazione.
Rassegna Nello sciopero di metà novembre per il rinnovo del contratto
avete salvaguardato le aziende cooperative. Come mai? Favoritismi
vecchio stile?
Corraini No, per niente. Il fatto è che mentre Confcommercio tira a
far fuori il sindacato, la cooperazione continua a trattare, avanzando
proposte interessanti per ridurre la precarietà. Quando i
comportamenti sono effettivamente diversi, non abbiamo alcun problema
a riconoscerlo. |