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306 morti sul lavoro dall'inizio dell'anno,
304.260 infortuni e 7.606 nuovi invalidi: queste le cifre di una
"tragedia immane" denunciata oggi dal segretario generale della Camera
del Lavoro di Milano, Onorio Rosati, in apertura dei lavori
dell'attivo dei delegati sindacali di Milano e provincia della Cgil.
Una strage cui si sono aggiunti, dopo le sei vittime di venerdì e
sabato, altre quattro tra ieri e oggi. A Roma è morto un operaio
rumeno, schiacciato da alcuni blocchi di cemento, mentre lavorava in
un cantiere nel quartiere Casilino. E un operaio edile e' morto
folgorato, nel pomeriggio, mentre lavorava in un cantiere a
Villagrande, frazione di Tornimaprate (L'Aquila). Altri due lavoratori
avevano perso la vita ieri: un operaio di 40 anni, morto folgorato
da un cavo ad alta tensione ieri a Castellarano, nel comprensorio
ceramico reggiano; e un meccanico di 63 anni, morto sempre ieri a
Lentini, nel siracusano, mentre aggiustava un caterpillar dal quale
s'è staccato un pezzo metallico che cadendogli addosso gli ha tolto la
vita.
Dunque il massacro prosegue, anche se istituzioni e parti sociali
stanno dando l'impressione di voler imprimere una svolta alla
sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. Lo conferma quanto annunciato
sempre da Rosati durante l'attivo milanese: la Cgil, insieme al Comune
e alla Provincia di Milano, definirà un nuovo accordo "sulle regole
relative agli appalti di opere e servizi. Accordo che, nel caso della
Provincia, verrà esteso a tutti i Comuni del milanese".
E un accordo è stato raggiunto anche a Genova, dopo le dure proteste
scatenate dalla morte di Enrico Formenti, il lavoratore 34enne
schiacciato da una balla di carta cadutagli addosso lo scorso 13
aprile. Per prevenire incidenti analoghi il porto si doterà di una
nuova struttura di vigilanza. Lo ha annunciato il prefetto di Genova,
Giuseppe Romano, al termine della riunione del 16 aprile con i
delegati sindacali, il sottosegretario alla Salute Gianpaolo Patta,
gli assessori regionali Enrico Vesco (Lavoro) e Claudio Montaldo
(Salute) e il presidente dell'Autorità portuale, Giovanni Novi. “C’è
stata la piena accettazione del nostro documento”, ha detto il
segretario provinciale della Filt Cgil, Ivano Bosco. Ha aggiunto il
presidente dell'autorità portuale Novi: “Ci siamo trovati sulla stessa
linea. Dobbiamo coordinare i nostri ispettori con le Asl e i sindacati
e potenziare il nostro Comitato igiene e sicurezza. Abbiamo già dato
disponibilità per mettere Asl e ambulanze e possibilmente anche un
medico in porto'.
Anche la provincia di Perugia scende in campo per contribuire, al
fianco degli altri Enti, a debellare la piaga delle morti bianche.
L'assessore provinciale con delega alla Polizia Provinciale, Carlo
Antonini, ha infatti inviato a tutti i Sindaci del territorio
provinciale, alle tre Asl e alla Direzione Provinciale del Lavoro una
lettera al fine di sottoscrivere una serie di Protocolli d'Intesa per
''attivare, nel rispetto delle diverse competenze, una azione,
sinergica ed efficace di contrasto del lavoro irregolare e per
garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro, prevenendo cosi' gli
incidenti, spesso mortali, che, secondo le statistiche, sono piu'
frequenti nei luoghi interessati da entrambi i fenomeni, con maggiore
incidenza di casi nei cantieri edili e in agricoltura''. Gli accordi
prevedono la lotta a questi fenomeni attraverso il monitoraggio del
territorio urbano ed extraurbano, con segnalazioni di situazioni
critiche o presunte nei luoghi di lavoro. La Provincia di Perugia
effettuera' questi controlli con il coinvolgimento della Polizia
Provinciale che, monitorando il territorio, segnalera' alle Asl e alla
Direzione Provinciale eventuali criticita' rilevate.
Mentre nella provincia di Avellino - la notizia è di questa mattina -
sono state denunciate 102 persone, che dovranno rispondere di sanzioni
per quasi 150 mila euro e per altri 185 mila di contributi non versati
ad Inps ed Inail. Il tutto nell'ambito di un'operazione condotta dai
carabinieri del comando provinciale di Avellino, in collaborazione con
l'Ispettorato del lavoro, su oltre 200 imprese edili impegnate nella
realizzazione di opere stradali, edifici pubblici e civili abitazioni.
Dopo tre mesi di controlli, scattati all'indomani della morte di due
operai dilaniati dallo scoppio di una caldaia in un cantiere di S.
Angelo all'Esca (il 29 novembre dell'anno scorso), sono state
riscontrate gravi irregolarità in circa ottanta cantieri edili, ora
posti sotto sequestro: dall'assenza di protezione degli scavi alle
carenze di protezioni da cadute, dal mancato utilizzo di cinture di
sicurezza all'impiego di manodopera irregolare, clandestina o di
minorenni. L'inchiesta, concordata dal comandante provinciale dei
carabinieri, Gianmarco Sottili, con il direttore dell'ufficio
provinciale del lavoro di Avellino, ha anche raccolto elementi utili
per poter accertare la regolare esecuzione dei lavori dati in appalto
dalle pubbliche amministrazioni e monitorare eventuali infiltrazioni
da parte della criminalita' organizzata.
Nel frattempo il comitato centrale della Fiom ha approvato un ordine
del giorno in cui si chiede a Cgil, Cisl e Uil di proclamare uno
sciopero generale di tutte le categorie a sostegno della sicurezza sul
lavoro. |