SICUREZZA

WWW.RASSEGNA.IT

Torino

Un morto e nove feriti nella fabbrica in dismissione

Indice 

Indietro

Torino / Incidente alla Tk Ast

Un morto e nove feriti
nella fabbrica in dismissione

Un morto, nove feriti, di cui tre in condizioni gravissime. Operai di una fabbrica che stava per chiudere, che tra pochi mesi non sarebbe esistita più. La ThyssenKrupp di Torino, dov'è avvenuto l'incidente nella notte del 6 dicembre, è infatti in dismissione. Un paradosso atroce: Antonio Schiavone, 36 anni, originario di Envie (Cuneo), ha perso la vita in uno stabilimento condannato a morte. Ancora pochi mesi e quella fabbrica non ci sarebbe stata più, e nessuno vi avrebbe perso la vita. La ThyssenKrupp aveva deciso a luglio di chiudere la fabbrica torinese e di concentrare tutta l'attivita' produttiva nello stabilimento di Terni, ma a Torino sono ancora al lavoro circa 200 dipendenti. E, secondo i sindacati, sono proprio le conseguenze dello smantellamento le probabili cause dell'incidente: la linea 5 dove sono divampate le fiamme, infatti, aveva subito un'intensificazione della produzione e l'azienda aveva deciso di mantenerla attiva fino a giugno. Alcuni lavoratori coinvolti nell'incendio, denunciano Fim-Fiom-Uilm, erano in straordinario da quattro ore, quindi lavoravano da 12 ore consecutive.

I fatti
L'incendio è divampato attorno all'1.30, nel reparto trattamento termico dello stabilimento torinese delle Acciaierie ThyssenKrupp (in corso Regina Margherita). Antonio Schiavone è morto sul colpo per le gravi ustioni. Sul posto sono intervenute otto squadre dei vigili del fuoco che nel giro di poche ore hanno domato le fiamme mentre i lavoratori ustionati sono stati ricoverati uno rispettivamente alle Molinette, Mauriziano, Cto, due rispettivamente all'ospedale di Rivoli, al San Giovanni Bosco e al Maria Vittoria. Hanno riportato ustioni di terzo grado al 90 per cento del corpo i due operai, entrambi di 26 anni, Bruno Santino e Giuseppe De Masi, ricoverati al Maria Vittoria. Grave anche Angelo Laurino, 34 anni, in rianimazione al San Giovanni Bosco da dove, invece, potrebbe essere dimesso in giornata un altro lavoratore, Maurizio Boccuzzi che ha riportato lievi ustioni al volto. Un altro ferito, Rocco Marzo, 54 anni, si trova, in stato di coma farmacologico, in rianimazione alle Molinette. E' ricoverato in rianimazione e versa in gravissime condizioni. L'uomo trasportato al Cto, invece, oltre alle ustioni estese sulla maggior parte del corpo, ha riportato anche gravi lesioni craniche ed e' gia' stato sottoposto a un intervento chirurgico. Gravissimo anche il ventiseienne trasportato all'ospedale Mauriziano che in giornata sara' trasferito in un centro grandi ustionati fuori dal Piemonte. Sono invece lievi i danni riportati dai due lavoratori ricoverati all'Ospedale degli Infermi di Rivoli (Torino): intossicati dai fumi, sono rimasti alcune ore in osservazione in pronto soccorso.

I sindacati
In segutio al gravisismo incidente di questa notte, i sindacati dei metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato per lunedi' 10 dicmebre una giornata di mobilitazione, con sciopero e corteo che si concludera' davanti alla Prefettura. ''Chiediamo che si passi dalle parole ai fatti. Non basta la compassione, bisogna che si fermino gli incidenti e i morti sul lavoro'', afferma il segretario generale della Fiom torinese Giorgio Airaudo, a nome dei tre sindacati.

''La fase di smantellamento dello stabilimento, in corso da ottobre, ha creato una situazione difficile, a partire dalla gestione dei turni. Elementi di precarieta' erano stati segnalati dalle Rsu. Senza imputare a questo la causa dell'incidente, che spetta agli organi competenti, vogliamo capire davvero cosa sia successo, quali siano le responsabilita' reali''. A dirlo è Fabio Carletti, delegato sindacale della Fiom, commentando. L'impianto dove e' avvenuto l'incendio oggi e' fermo, i lavoratori non hanno voluto entrare in fabbrica. Domani i sindacati e i delegati incontreranno la direzione del gruppo.

Un operaio: ho visto l'inferno
''Ho visto l'inferno. Antonio era avvolto nelle fiamme e gridava 'Aiutatemi, muoio'. Ma era impossibile avvicinarsi''. Lo ha raccontato Giovanni Pignalosa, da dodici anni operaio della Thyssenkrupp e delegato della Fiom, parlando dei drammatici momenti vissuti in fabbrica nella notte.

 

(www.rassegna.it, 6 dicembre 2007)

LINK

Ast

Fiom

Ministero
del Lavoro

Cgil

Cisl

Uil