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Rogo di Torino

La versione Thyssen
"L'impianto antincendio
era a posto"

Strage Thyssen

Torino saluta
i suoi operai

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Rogo di Torino / Sconcerto al Senato

La versione Thyssen
"L'impianto antincendio era a posto"

L'ha dichiarato il responsabile della sicurezza nell'audizione
dinanzi alla Commissione d'inchiesta sugli infortuni.
Pagliarini: "si è arrampicato sugli specchi"

“L'impianto antincendio dello stabilimento di Torino dell'acciaieria Thyssen Krupp era ed è a posto”. E' quanto ha sostenuto il responsabile della sicurezza per l'azienda tedesca, Cosimo Cafueri, durante l'audizione in Commissione d'inchiesta sugli infortuni sul lavoro al Senato. Nell'incidente del 6 dicembre scorso hanno perso la vita cinque operai, mentre altri due versano ancora in condizioni gravissime. Sotto accusa l'azienda per la mancanza di un sistema antincendio ad azoto liquido nella linea 5, dove scoppiarono le fiamme, ma anche per il malfunzionamento degli estintori e delle canaline dell'acqua. Punti sui quali il rappresentante della Thyssen, parlando davanti alla Commissione, non ha mostrato dubbi: 'per ogni posto di lavoro - ha detto - gli estintori vengono controllati da una ditta specializzata ogni 10 giorni'. Cafueri chiarisce poi la disposizione degli estintori: 'sulla linea cinque ce n'erano 22, di cui cinque in prossimità dell'accaduto, più altri cinque a circa 20 metri'. Nelle immediate vicinanze, secondo l'azienda, c'erano anche due idranti. Ha precisato Cafueri: 'Quel luogo non era ritenuto particolarmente a rischio: la dimostrazione è che sia i carrellati sia gli estintori erano 20 metri più avanti, perché lì si faceva la saldatura'.

C'è poi la questione della porta che non si è aperta la notte dell'incidente: 'L'elettricista ha eliminato la corrente per evitare il propagarsi dell'incendio, ma il portone si poteva aprire con un carrello elevatore'. Tuttavia, continua Cafueri, 'un vigile del fuoco, che io stesso ho sentito, ha suggerito di non farlo per non alimentare la fiamma'. Sul posto, secondo il responsabile della sicurezza, non sarebbero comunque mancati gli interventi: 'Quando sono arrivato c'erano dei lavoratori intervenuti purtroppo in modo non organizzato, perché il loro capogruppo era coinvolto nell'incendio. Comunque - ha precisato Cafueri -, non stiamo dando la colpa a nessun operaio'.

Dichiarazioni che non mancheranno di sollevare polemiche. Tra i primi a reagire il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Gianni Pagliarini, secondo il quale Cafueri "si e' palesemente arrampicato sugli specchi sostenendo che 'la squadra antincendio era presente' al momento dell'esplosione e giustificando in sostanza l'operato della proprietà". "Non posso fare a meno di notare - sottolinea inoltre Pagliarini - la grande distanza tra le prime dichiarazioni dell'azienda subito dopo la tragedia, visto che si era detta intenzionata ad assumersi tutte le responsabilita' del caso, e le odierne affermazioni del responsabile sicurezza al cospetto della commissione d'inchiesta del Senato." Sono i fatti, al contrario, "a parlare molto chiaro": secondo Pagliarini ThyssenKrupp "aveva deciso da tempo di disfare il sito produttivo torinese e percio' non ha investito adeguatamente nello stabilimento e nelle misure necessarie a garantirne l'attivita' in sicurezza. Cio' dimostra, se ce ne fosse bisogno, che una parte del sistema delle imprese non da' il suo contributo alla battaglia contro il dramma sociale delle morti bianche".

Dopo le audizioni odierne, ad ogni modo, prosegue il lavoro della Commissione di palazzo Madama, che si concentra sul "giallo" degli estintori malfunzionanti. I prossimi ad essere ascoltati saranno i responsabili della ditta esterna che curava la manutenzione degli estintori, chiamati in causa da Cafueri nella sua audizione. "Vogliamo continuare le audizioni per capire meglio. Dobbiamo approfondire la questione per dare risposte precise in modo che simili fatti non possano più avvenire. Per ora non c'è certezza esatta di quanto avvenuto”. Lo ha detto il presidente della Commissione parlamentare, Oreste Tofani. Ha poi aggiunto Tofani: 'Dobbiamo capire come mai nell'impianto non c'erano sistemi antincendio automatici, e aspettiamo anche di capire perché gli estintori erano vuoti. Ce lo deve dire l'impresa che gestiva la sicurezza antincendio. I dirigenti della Thyssen non accusano la ditta che controllava gli estintori, ma noi ora la sentiremo in Commissione per verificare i fatti”. Elusive, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Dire, sarebbero state anche le risposte date dalla Asl di Torino in un'audizione della scorsa settimana: “Ora dalla Asl ci aspettiamo un dettagliato rapporto'.

Sempre oggi, la Regione Piemonte ha annunciato che si costituirà parte civile nell'eventuale processo penale alla ThyssenKrupp di Torino per il rogo del 6 dicembre. La notizia e' scaturita dall'incontro avvenuto stamani a Torino fra una delegazione di lavoratori della ThyssenKrupp ed esponenti della giunta e del consiglio regionale. La Regione ha anche approvato all'unanimita' una proposta di legge che attiva un fondo di un milione di euro per le vittime di incidenti del lavoro.

Domani, invece, si svolgeranno a Torino, alle ore 11 presso la parrocchia di San Giovanni Maria Vianney (Mirafiori sud), i funerali di Rocco Marzo, il quinto operaio morto nel rogo.

 

(www.rassegna.it, 18 dicembre 2007)

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