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Bruno Trentin non c'è più. L'ex segretario generale
della Cgil ci ha lasciati ieri, il 23 agosto 2007, a 81 anni. Trentin si
e' spento per una polmonite resistente alla terapia antibiotica e per
una febbre intrattabile, aggravata da una carenza immunitaria legata al
grave trauma cranico
subito un
anno fa.
'Esprimo il dolore mio e di tutta la Cgil per la scomparsa di Bruno
Trentin'': con queste parole il segretario generale della Cgil,
Guglielmo Epifani, saluta un ''protagonista'' della storia della Cgil a
cui, dice il leader sindacale, ''lascia una lezione di grande rigore
morale, coerenza e autonomia difese con intransigenza, di attenzione ai
valori sociali e di difesa del valore della confederalita'''. ''Bruno ha
rappresentato in tutto il dopoguerra un punto di riferimento
fondamentale nella lotta per la democrazia, l'uguaglianza sociale e per
i diritti del mondo del lavoro. Si puo' dire che non c'e' pagina nella
storia della Cgil e del movimento sindacale italiano in cui non sia
stato protagonista. Il piano per il lavoro, la programmazione economica,
la centralita' del Mezzogiorno, le lotte operaie dell'autunno caldo, la
stagione del sindacato dei diritti, gli accordi fondamentali del '92 e
del '93 lo hanno visto protagonista indiscusso'', ricorda Epifani. Alla
Cgil, aggiunge Epifani, ''Bruno lascia una lezione di grande rigore
morale, coerenza e autonomia difese con intransigenza, di attenzione ai
valori sociali e di difesa del valore della confederalita'. A lui deve
molto non solo la Cgil ma l'insieme del movimento dei lavoratori, le
forze politiche del Paese e le altre organizzazioni sindacali verso le
quali ebbe sempre una grande attenzione unitaria a partire
dall'esperienza dei metalmeccanici''. La Cgil si stringe ''vicino alla
famiglia e a Marie ed esprime il suo cordoglio e fara' di tutto perche'
il suo esempio e la sua figura restino come punto di riferimento per le
nuove generazioni''.
Innumerevoli i messaggi di cordoglio e i ricordi espressi da dirigenti
politici e sindacali, e dalle più alte cariche istituzionali. Il
presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato alla moglie
Marcelle e ai figli un messaggio di affettuosa solidarieta', in cui
ricorda di essere stato legato a Trentin per decenni da una amicizia
rinnovatasi ancor piu' da vicino nella comune partecipazione al
Parlamento Europeo: ''Scompare con Trentin - afferma il presidente della
Repubblica - un grande protagonista delle battaglie del mondo del
lavoro, del processo di autonomia e di unita' del sindacato, della
storia democratica del Paese dagli anni della Resistenza alle lunghe
stagioni della costruzione e dello sviluppo dell'Italia repubblicana cui
fino alla fine ha dedicato le straordinarie risorse della sua
intelligenza, del suo impegno civile e sociale e della sua moderna
visione degli interessi generali della Nazione''.
Bruno Trentin, era nato a Pavie, in Francia, il 9 dicembre 1926, dove il
padre
Silvio Trentin (giurista e avvocato antifascista) aveva
scelto l'esilio dall'Italia con la sua famiglia.
Laureato in giurisprudenza, ha studiato anche presso la Harvard
University, per poi tornare in Francia nel 1941, dove ha combattuto la
Repubblica di Vichy. Dal 1943 al 1945 ha preso parte alla Resistenza,
sia in Francia che in Italia, dove ha militato nelle formazioni
partigiane di "Giustizia e Liberta" alla cui fondazione ha contribuito,
assumendo nel 1944 il comando di una brigata.
Nel 1949 si è iscritto alla Cgil, iniziando a lavorare nell'Ufficio
studi economici. L'anno dopo è entrato nel Partito comunista italiano,
diventando membro del Comitato Centrale dal 1960 al 1973: con il Pci è
stato eletto consigliere comunale a Roma (1960-1973) e deputato
nazionale (1962-1972).
Nel sindacato è stato eletto vicesegretario nel 1958, mentre dal 1962 è
stato segretario generale della Fiom, mantenendo l'incarico, assieme a
quello di segretario generale della Federazione unitaria della
metallurgia (Flm), fino al 1977. In quell'anno è diventato segretario
confederale della Cgil nazionale.
Eletto segretario nazionale della Cgil il 29 novembre 1988, succedendo a
Pizzinato, ha ricoperto l'incarico fino al 30 giugno 1994. Nel 1993 ha
stipulato con Cisl e Uil lo storico accordo sulla politica dei redditi
che pose termine al sistema della scala mobile.
Negli anni successivi Trentin ha assunto la responsabilità dell'Ufficio
programma della Cgil, carica ricoperta fino all'elezione al Parlamento
europeo nel giugno 1999. Nel Parlamento europeo è stato membro della
Commissione per i problemi economici e monetari, membro sostituto della
Commissione per l'occupazione e gli affari sociali, membro della
Delegazione per le relazioni con il Consiglio legislativo palestinese.
Membro anche del Cnel (Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro),
il 25 gennaio 2002 è stato eletto deputato nelle liste dei Democratici
di Sinistra, divenendo presidente della Commissione nazionale per il
Progetto. Ha scritto tre libri: Lavoro e libertà (1994), Il coraggio
dell'utopia (1994), La città del lavoro (1997). |