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Uno sciopero a oltranza durato 50 giorni. Siamo a
Parma, nell’estate del 1907. Protagoniste sono le 1.000 “bustaie” delle
fabbriche cittadine, ossia le operaie tessili che realizzano busti per
signora. A raccontarci questa storia è il volume “Se ben che siamo
donne” di Serena Lenzotti e Roberto Spocci, presentato a Parma mercoledì
18 aprile nell’ambito delle celebrazioni per il Centenario. Lo sciopero
delle bustaie inizia il 28 luglio: le lavoratrici chiedono aumenti della
paga e dello straordinario, la trasformazione del cottimo in mercede a
giornata, la riduzione dell’orario di lavoro, il riconoscimento della
rappresentanza sindacale.
Gli industriali rispondono con la serrata, con intimidazioni, con
l’affannosa ricerca di “crumire” disposte a lavorare. Ma le lavoratrici
non cedono e alla fine i padroni sono costretti a trattare. La vicenda
si conclude il 16 settembre, con quello che è forse il primo accordo
collettivo della storia d’Italia. Le operaie otterranno molto, non
tutto, ma la loro battaglia si ricorda ancora oggi. |