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La vita in miniera nelle colline metallifere

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L'ultimo pane - La vita in miniera
nelle colline metallifere

Interviste: Giovanni Rispoli
Riprese e montaggio: Carlo Ruggiero

A pochi chilometri dal Golfo di Follonica, alle pendici del Monte Calvo, fino a qualche decennio fa era ancora attivo uno dei più importanti poli di estrazione della pirite in Europa: La miniera di Gavorrano. Per tutto il ‘900 la miniera ha rappresentato la più importante ricchezza del territorio, una grande occasione di lavoro per le popolazioni locali e un polo di attrazione per lavoratori provenienti da tutta Italia. Il giacimento, come anche quelli vicini, era di proprietà della Montecatini, e oltre alla zona di estrazione di Gavorrano, comprese in breve le miniere di Rigoloccio, Ravi e Valmaggiore, tutte infine collegate da un imponente sistema di gallerie sotterranee. La miniera di Gavorrano terminò la sua attività nel giugno del 1981, come poco dopo fecero tutti gli altri stabilimenti della zona, ma molte delle sue strutture sono rimaste perfettamente conservate e in grado di mostrare, ancora oggi, l’intero processo di estrazione. Il bacino minerario di Gavorrano, i vecchi edifici e le cave di pietra sono stati infatti recuperati e convertiti nel vasto complesso museale del Parco delle rocce, che si articola in due grandi aree: il Museo in galleria e la zona industriale di Ravi Marchi. Si tratta di un luogo importante, dove è ancora possibile rivivere la dura esistenza dei minatori degli anni ’60, il loro difficile lavoro, i grandi sacrifici; e dove è ancora possibile conservare e difendere dall’oblio la memoria storica della civiltà mineraria e del movimento operaio delle miniere.

(www.rassegna.it, 10 maggio 2007)