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Il governo riapre ad Air France

La porta Air France si può riaprire. È quanto emerso dall'incontro di oggi (10 aprile) a Palazzo Chigi tra governo e sindacati. “La proposta di Air France-Klm – ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta – è l'unica sul tavolo. La nostra compagnia di bandiera non può rimanere in piedi da sola e, come certificato dallo stesso cda, la liquidità dell'azienda è in fase di esaurimento. Siamo all'ultima occasione per trovare l'accordo, terze opportunità non si presenteranno”. Letta ha anche sottolineato come l'immissione di nuovi fondi pubblici chiesta dai sindacati sia un'eventualità “impossibile”, anche perché “a bloccare l'ipotesi è stato il Commissario europeo alla Concorrenza”. Il governo, a questo punto, avrà un ruolo di iniziativa come interlocutore di tutte le parti in causa.

È giunto il momento per l'esecutivo di assumersi le proprie responsabilità, mettersi alla testa della trattativa con Air France e trasferire il negoziato a Palazzo Chigi. Questa la posizione dei sindacati, che hanno chiesto un impegno del governo tramite un prestito-ponte. Ipotesi bocciata dal ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani: “L'esecutivo – ha spiegato – può agire solo a valle di un'intesa tra la compagnia franco-olandese e i sindacati".

"Se il governo riconosce che le questioni di merito sono sensate, le formalizzi e partecipi alla ricerca di soluzioni, in modo da proiettarsi con questi impegni al dopo elezioni. Air France lancia ultimatum e non ci sono alternative, ma bisogna limitare i danni”. Così il segretario generale della Filt Cgil Fabrizio Solari nel suo intervento. Il dirigente sindacale si riferisce a questioni come gli aerei di lungo raggio, l'integrazione di Az Servizi nel perimetro Alitalia e la struttura della governance. Ha poi aggiunto: “Prima ci vuole una piena assunzione di responsabilità da parte del governo che specifichi il ruolo dello Stato italiano e gli strumenti per intervenire nello sviluppo del trasporto aereo". Solari ha così concluso: ''Abbiamo pagato un prezzo per Malpensa, evitiamo di pagare anche su Napoli. E preferibile trovare un accordo, ma la condizione rimane sempre il merito".

“Abbiamo chiesto al governo di assumere congiuntamente la responsabilità dell'intera vicenda e di stabilire un percorso comune, da oggi in poi, individuando i nodi centrali della questione" ha detto il segretario nazionale della Fit Cisl Claudio Genovesi.  “Auspico che l'esecutivo abbia sondato bene le intenzioni di Air France-Klm - afferma il segretario generale della Uil Trasporti Giuseppe Caronia: "Siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità, ma non disposti a rimanere con il cerino in mano. Non accettiamo lo scarico della responsabilità di un andamento negativo della trattativa sul sindacato”. Per il presidente dell'Anpac Fabio Berti ''è necessario il peso della politica nella vertenza, così come sempre i governi francesi hanno fatto con Air France. Il governo deve stare alla testa di questa trattativa. C'è condivisione delle linee industriali del piano Air France, ma è necessaria una progressività nell'attuazione, senza un ridimensionamento drastico della flotta Alitalia Cargo".  Secondo l'Unione piloti, "le intenzioni di Air France non sono ancora chiare. Nel mondo - ha detto il presidente Massimo Notaro - c'è fame di piloti e non si capisce il motivo vuole mandare molti a casa. Inoltre anche il taglio del lungo raggio non consente di immaginare un solido sviluppo per Alitalia". Il segretario dell'Ugl Trasporti Roberto Panella apre a questa seconda opportunità, chiedendo però che la trattativa resti a Palazzo Chigi, "perché è in gioco la mobilità del paese".

L'incontro ha fornito al governo l'occasione di chiarire la propria posizione non solo su Alitalia, ma sul trasporto aereo in generale. Quattro gli obiettivi indicati da Letta: assicurare al paese un adeguata mobilità; rispondere all'ansia dei lavoratori (compresi i lavoratori “di terra”) e delle loro famiglie; offrire al cittadino-viaggiatore maggiori opportunità, servizi migliori e costi più contenuti; garantire un'equilibrata “armonia territoriale” al paese, per venire incontro alle esigenze del Nord, con particolare attenzione all'aeroporto di Malpensa.

Le proteste dei lavoratori Atitech. Durante la riunione di Palazzo Chigi, davanti a Montecitorio si è tenuto un sit-in di protesta dei dipendenti di Atitech, giunti questa mattina da Napoli. “Atitech, il Tibet di Air France”, “Atitech non si tocca, lo difenderemo con la lotta”, questi gli slogan scanditi dai lavoratori dello stabilimento campano di Az Servizi. Oggi, ad affiancarli, è sceso in piazza anche un drappello di piloti, contrari alla “svendita di Alitalia ad Air France-Klm”. 

(www.rassegna.it, 10 aprile 2008)

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