ATTUALITA'

WWW.RASSEGNA.IT

 

Alitalia

Esuberi, problema aperto
Epifani: scelte che vanno discusse

Si parte da 3.250, che potrebbe però diventare 3.950: questi gli esuberi. Il dubbio rimane sui 700 lavoratori di call center, information technology e amministrazione (contenute in Az Servizi), le cui sorti sono ancora da definire. Un incontro serrato, durato quattro ore, quello di ieri tra governo, sindacati, Alitalia e newco. Nel quale i vertici della Compagnia Aerea Italiana e il ministro Sacconi hanno finalmente rivelato le cifre del personale in eccedenza.

Dei 17.500 lavoratori strutturali di Alitalia e Air One (15.600 della prima e 1.900 della seconda), 14.250 saranno reinseriti nel “sistema Alitalia”. Ma di questi soltanto 11.500 saranno veramente riassunti nella nuova compagnia: 2.750 è infatti la cifra dei lavoratori esternalizzati (1.600 saranno impiegati
in manutenzione ordinaria, 450 andranno al cargo, più i 700 ancora in una "zona grigia"). La trattativa sul Piano Fenice riprende oggi pomeriggio con una no-stop che, secondo il ministro Sacconi, dovrebbe chiudersi giovedì 11 settembre.

La nuova compagnia punta a essere leader del mercato domestico (con 24 destinazioni e una quota di mercato del 56 per cento), con un un network completo fra breve, medio e lungo raggio. Il progetto Fenice prevede una capitalizzazione iniziale di 1 miliardo, un fatturato di 4,8 miliardi e il ritorno al pareggio a livello operativo nei giro di due anni. Il piano prevede 75 destinazioni, di cui 16 intercontinentali (e tra queste cinque nuove). La flotta della nuova compagnia sarà composta di 153 aerei nel 2009 e di 158 nel 2013 (dagli attuali 238 di cui dispongono ora Alitalia e Air One): è previsto anche il rinnovo con 60 nuovi velivoli nell'arco di quattro-cinque anni, per un investimento complessivo di due miliardi di euro.  Lo scalo di Milano Linate diventerà city airport per il collegamento con Roma-Fiumicino, mentre per la maggior parte delle destinazioni intercontinentali si farà capo a Malpensa. Saranno create, infine, quattro nuove basi: Napoli, Catania, Venezia e Torino.

Epifani, trattare per difendere lavoratori
“Domani (oggi, ndr) pomeriggio esamineremo il piano industriale, daremo una risposta sulle parti che si possono condividere e su quelle che devono essere modificate”. Lo ha detto ieri sera il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, intervenendo a un dibattito alla Festa democratica nazionale del Pd in corso a Firenze: “Da lì bisogna partire perché, anche gli esuberi, sono in funzione delle scelte che fa il piano industriale, qualità e quantità della flotta e dei collegamenti: più si restringe il perimetro aziendale e più lavoratori ci saranno da ricollocare”. Riguardo l’incontro di ieri, il leader sindacale ha detto che “è cominciato, francamente, con una stranezza. Ci dovevano consegnare il piano, ma è stato solo illustrato e non consegnato. Siamo di fronte a un piano enunciato e non definito, spero che questo possa significare che ci sono margini per cambiare in qualche aspetto il piano illustrato”.

Per Epifani “i sindacati non sono né dei signor sì né dei signor no: poniamo problemi di merito e chiediamo che vengano date risposte di merito per i lavoratori. E al governo voglio dire che non vale la logica del prendere o lasciare”. Su Alitalia, ha continuato il segretario generale della Cgil, “bisogna costruire garanzie per il futuro della nuova compagnia, e questo lo si fa se il piano è credibile. Ma non bisogna mai dimenticare che chi pagherà il prezzo di questa vicenda saranno i lavoratori in esubero, a partire dai 3.000 a tempo determinato”. Ha poi concluso: “Si deve trattare per rilanciare la compagnia e garantire al massimo possibile la stabilità e la serenità dei nostri lavoratori, soprattutto nelle aree più colpite, penso in particolare a Napoli, dove perdere un posto di lavoro non è come perderlo in un'altra parte del Paese, e a Roma, dove si concentra un peso occupazionale molto grande”.

Il leader Cgil ha anche commentato l’ipotesi del governatore del Lazio, Piero Marrazzo, di far entrare la Regione con una quota nella nuova Alitalia. “Se ogni regione, ogni comune, ogni sindacato volesse entrare nel capitale sociale di Alitalia, si farebbe un po' di confusione” ha detto Epifani: “Preferirei un'altra cosa, che può essere un sistema duale alla tedesca, con un comitato di sorveglianza e garanzia al quale far partecipare tanti soggetti interessati al futuro di Alitalia”. Ha poi aggiunto: “Oggi mi concentrerei, mi permetto di dirlo anche a Marrazzo, sul piano industriale. Perché se questo non va bene per Roma e per il Lazio non è che entrando nel capitale sociale si risolvono i problemi che il piano non risolve”.

Solari (Cgil), problema esuberi è enorme
“Sulla tutela del lavoro c'è ancora molto da fare, anche se il piano presentato dalla Compagnia Aerea Italiana è razionale” Questo il commento del segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari, all’incontro di ieri tra governo, sindacati, Alitalia e Cai al ministero del Welfare. Per il leader sindacale “il problema della gestione degli esuberi è enorme: c'è stato detto che nessuno verrà lasciato a terra ma è generico". Solari definisce il piano razionale perché “si pone il problema di dare un futuro alla compagnia e contiene l'idea fondamentale che il Paese resti collegato con il resto del mondo, ma è scorretto far passare il messaggio che sia tutto in discesa”. Il segretario Cgil apprezza “l'aumento del collegamento intercontinentale” mentre, per quanto riguarda i tempi della trattativa, sottolinea che “non esiste alcun ultimatum, pur essendoci la necessità di fare presto”.

(www.rassegna.it, 5 settembre 2008)

LINK

Alitalia

Cgil

Cisl

Uil