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La trattativa

Alitalia, la Cai ha ritirato l'offerta

Il ministro del Welfare Sacconi: «Si apre la strada del fallimento»

''L'assemblea di Cai, Compagnia Aerea Italiana, ha deciso all'unanimità di ritirare l'offerta presentata al Commissario di Alitalia per l'acquisto di attivi dalla stessa posseduti''. Così Cai ha annunciato il suo ritiro, spiegando che ''una delle condizioni più importanti di tale offerta era costituita dal raggiungimento di un largo accordo sindacale sul piano industriale della Nuova Alitalia e sul contratto di lavoro da dare alla nuova compagnia aerea. Tale accordo non e' stato raggiunto''. Il rifiuto è stato deliberato all’unanimità.

Cai ribadisce tra l'altro che "il contratto di lavoro proposto ai sindacati avrebbe permesso alla nuova compagnia aerea di riallinearsi ai parametri medi del settore in Europa, e ricorda come fosse prevista una distribuzione ai dipendenti di una quota dell'utile di esercizio non appena la compagnia stessa fosse tornata a galla, e come i dipendenti di Alitalia che avessero visto terminare il loro rapporto di tempo indeterminato avrebbero beneficiato comunque di ammortizzatori sociali tali da permettere fino a sette anni di accompagnamento alla pensione”.

Il comunicato arriva al termine dell’assemblea della Cai e di una giornata convulsa. Alle 16 è scaduto l'ultimatum ai sindacati per la firma del piano per il salvataggio di Alitalia. Le sei sigle sindacali che non si sono dichiarate a favore del piano hanno presentato prima della scadenza prefissata una controproposta alla società, chiedendo anche un incontro con il governo. Nel frattempo la Cgil intorno alle 14 ha confermato “il proprio impegno perché sia evitato il fallimento'', chiedendo al presidente della Cai, Roberto Colaninno, ''la determinazione per andare avanti''. Lo si legge in una lettera inviata a Colaninno dal segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani.

Ora la crisi. “Per i lavoratori interessati e per il paese, si apre la strada che porta al fallimento di tutte le società del gruppo Alitalia”. A dirlo è il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi in una nota, che continua: “Il commissario ha una limitata liquidità e ha il vincolo della migliore tutela dei creditori per cui è probabile sarà obbligato ad avviare le procedure per la messa in mobilità dei dipendenti''. ''Purtroppo - ricorda ancora Sacconi - il venir meno degli accordi fa cadere il rifinanziamento dello speciale fondo per i lavoratori del trasporto aereo (che integra gli ammortizzatori sociali fino all'80 per cento del loro reddito), che allo stato delle cose è risultato avere una modestissima capienza''.

Nel frattempo il presidente e il direttore generale dell'Enac, Vito Riggio e Silvano Manera, hanno convocato per lunedì 22 settembre, alle ore 10 presso la direzione generale dell'Ente, il commissario straordinario Augusto Fantozzi, per ''verificare il permanere dei requisiti per il mantenimento delle licenze rilasciate dall'Ente a Alitalia, Alitalia Express e Volare in base a quanto previsto dai Regolamenti Comunitari''. Ne dà notizia una nota dell'Enac.

(www.rassegna.it, 18 settembre 2008)

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